Stadio Nazionale - Roma


Lo Stadio Nazionale in una cartolina d'epoca
(Gent. conc. Sig. Giulio Fabri)
Il retro della cartolina qui sopra
(Gent. conc. Sig. Giulio Fabri)

Da non confondere con lo Stadio Torino (già Nazionale e del P.N.F.), sorgeva in effetti al posto di questo, per costruire il quale venne demolito. Fu inaugurato nella primavera del 1911 in occasione del Cinquantenario dell'Unità d'Italia. Costò lire 800.000. Fu progettato dall'arch. Marcello Piacentini mentre le opere di scultura furono realizzate da Vito Pardo. La struttura era interamente in cemento armato trattato però in maniera tale da farlo sembrare travertino. L'ingresso trionfale era composto da due grandi pilastri laterali e da otto colonne sormontate da altrettante Vittorie. Sui due pilastri posavano grandiosi gruppi marmorei rappresentanti la Forza e il Coraggio. La lunghezza dello stadio era di m 200 mentre la larghezza era di m 112. la pista interna sviluppava circa m 400. Sotto gli spalti vi erano palestre, servizi, refettori, dormitori, uffici, sale da lettura, caffè, ristoranti.



In questa foto del 1936 che celebra un oceanico Campo Dux, si può vedere, da una prospettiva inconsueta, la disposizioni di alcuni luoghi legati alla Lazio. Sullo sfondo al centro lo Stadio Nazionale, davanti ad esso la Rondinella di cui si intravede la tribunetta, a destra in alto sorgeva il campo Apollodoro (attualmente sulla sua area sorge il Palazzetto dello Sport, a sinistra l’ippodromo di Villa Glori, nella grande area occupata dalle tende oggi sorge il Villagio Olimpico, in primo piano il Lungotevere dell'Acquacetosa e il Tevere





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