Cera Enzo: differenze tra le versioni

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[[File:Cenzo.png|200px|left|thumb|Enzo Cera]]


Ciclista. Nato a Roma il [[29 febbraio]] [[1944]]. Cresciuto in una famiglia di laziali, assiste a soli tre anni, insieme a papà Mario e mamma Annunziata, alla sua prima partita allo [[Stadio Nazionale (poi informalmente Grande Torino) - Roma|stadio Torino]]. A 14 anni eredita dal padre (ex ciclista dei bersaglieri) la passione per la bici e comincia a pedalare su un'Atala. Un paio d'anni dopo vi è l'incontro con [[Pontisso Romano|Romano Pontisso]], storico presidente della Lazio Ciclismo, che lo inserisce nella squadra esordienti affidandolo alle sapienti cure del Direttore Sportivo Capacci. E' il [[1960|1960]] e nelle prime prove mostra ben presto le sue qualità di velocista. Per questo e anche per alcuni problemi fisici si avvicina alla pista allontanandosi dalla più faticosa attività della strada. Lo spunto principale di questa decisione è dato comunque dal primo successo in una prova "tipo pista" che lo vede primeggiare sul selciato di via delle Fornaci a San Pietro.


Questo tipo di corse, organizzate in genere nelle strade dei centri cittadini, lo vedono sovente vincitore nel [[1961]] e [[1962]] quando milita nella squadra allievi biancoceleste. Partecipa anche, facendosi onore, alle prove che si tengono nel nuovo, magnifico, velodromo olimpico romano. Le sue qualità non sfuggono al C.T. della Nazionale azzurra dei pistards Costa che lo convoca in diversi raduni in previsione delle selezioni olimpiche in vista di Tokio [[1964|'64]]. Ha modo così di misurarsi con grandi campioni nel mitico Vigorelli di Milano. Nel [[1963]], terminati gli studi al Liceo scientifico Cavour s'iscrive alla facoltà di Architettura. Il tempo da dedicare al ciclismo diviene troppo poco e decide così di appendere la bici da corsa al chiodo. Divenuto architetto continua a seguire con affetto le sorti dell'amata S.S. Lazio.
[[File:Cenzo.png|200px|left|thumb|Enzo Cera]]
Ciclista. Nato a Roma il [[29 febbraio]] [[1944]]. Cresciuto in una famiglia di laziali, assiste a soli tre anni, insieme a papà Mario e mamma Annunziata, alla sua prima partita allo stadio Torino. A 14 anni eredita dal padre (ex ciclista dei bersaglieri) la passione per la bici e comincia a pedalare su un'Atala. Un paio d'anni dopo vi è l'incontro con [[Pontisso Romano|Romano Pontisso]], storico presidente della Lazio Ciclismo, che lo inserisce nella squadra esordienti affidandolo alle sapienti cure del Direttore Sportivo Capacci. E' il 1960 e nelle prime prove mostra ben presto le sue qualità di velocista. Per questo e anche per alcuni problemi fisici si avvicina alla pista allontanandosi dalla più faticosa attività della strada. Lo spunto principale di questa decisione è dato comunque dal primo successo in una prova " tipo pista" che lo vede primeggiare sul selciato di via delle Fornaci a San Pietro. Questo genere di corse, organizzate in genere nelle strade dei centri cittadini, lo vedono sovente vincitore nel [[1961]] e [[1962]] quando milita nella squadra allievi biancoceleste. Partecipa anche, facendosi onore, alle prove che si tengono nel nuovo, magnifico, velodromo olimpico romano. Le sue qualità non sfuggono al C.T. della Nazionale azzurra dei pistards Costa che lo convoca in diversi raduni in previsione delle selezioni olimpiche in vista di Tokio '64. Ha modo così di misurarsi con grandi campioni nel mitico Vigorelli di Milano. Nel [[1963]], terminati gli studi al Liceo scientifico Cavour s'iscrive alla facoltà di Architettura. Il tempo da dedicare al ciclismo diviene troppo poco e decide così di appendere la bici da corsa al chiodo. Divenuto architetto continua a seguire con affetto le sorti dell'amata S.S. Lazio.


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File:Cera2.jpg|La squadra esordienti della S.S.Lazio,1960
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File:Cera16.jpg|Al via di una gara assistito dal Presidente Pontisso
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File:Cera17.jpg|Tesserino del Velodromo di Roma
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[[Categoria:Biografie|Cera Enzo]]
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[[Categoria:Atleti Polisportiva|Cera Enzo]]
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Versione attuale delle 06:29, 27 nov 2018

Enzo Cera

Ciclista. Nato a Roma il 29 febbraio 1944. Cresciuto in una famiglia di laziali, assiste a soli tre anni, insieme a papà Mario e mamma Annunziata, alla sua prima partita allo stadio Torino. A 14 anni eredita dal padre (ex ciclista dei bersaglieri) la passione per la bici e comincia a pedalare su un'Atala. Un paio d'anni dopo vi è l'incontro con Romano Pontisso, storico presidente della Lazio Ciclismo, che lo inserisce nella squadra esordienti affidandolo alle sapienti cure del Direttore Sportivo Capacci. E' il 1960 e nelle prime prove mostra ben presto le sue qualità di velocista. Per questo e anche per alcuni problemi fisici si avvicina alla pista allontanandosi dalla più faticosa attività della strada. Lo spunto principale di questa decisione è dato comunque dal primo successo in una prova "tipo pista" che lo vede primeggiare sul selciato di via delle Fornaci a San Pietro.

Questo tipo di corse, organizzate in genere nelle strade dei centri cittadini, lo vedono sovente vincitore nel 1961 e 1962 quando milita nella squadra allievi biancoceleste. Partecipa anche, facendosi onore, alle prove che si tengono nel nuovo, magnifico, velodromo olimpico romano. Le sue qualità non sfuggono al C.T. della Nazionale azzurra dei pistards Costa che lo convoca in diversi raduni in previsione delle selezioni olimpiche in vista di Tokio '64. Ha modo così di misurarsi con grandi campioni nel mitico Vigorelli di Milano. Nel 1963, terminati gli studi al Liceo scientifico Cavour s'iscrive alla facoltà di Architettura. Il tempo da dedicare al ciclismo diviene troppo poco e decide così di appendere la bici da corsa al chiodo. Divenuto architetto continua a seguire con affetto le sorti dell'amata S.S. Lazio.





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