Monetti Camillo: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Moretti_a.jpg|thumb|180px|right|Camillo Monetti nel 1914 con la casacca della Lazio]]
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[[File:Monetti2.jpg|thumb|right|180px|Il nome del maggiore Monetti sul libro dei feriti del Battagione]]

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[[File:Monetti5.jpg|thumb|right|180px|Dalla Stampa del 14 Maggio 1923; Le spoglie di Monetti vengono traslate dal cimitero di Torino al Sacrario ossario Gran Madre di Dio]]
[[File:Monetti5.jpg|thumb|right|180px|Dalla Stampa del 14 Maggio 1923; il corpo di Monetti viene traslato dal cimitero di Torino al Sacrario gran madre di Dio]]
[[File:casamonetti.jpg|thumb|left|180px|Il palazzo torinese di Via Germano Sommeiller 23, nei pressi della stazione, dove è vissuto Camillo Monetti]]

'''Pioniere'''
'''Pioniere'''



Versione delle 13:31, 9 feb 2015

Camillo Monetti nel 1914 con la casacca della Lazio
Il nome del maggiore Monetti sul libro dei feriti del Battagione
Dalla Stampa del 14 Maggio 1923; Le spoglie di Monetti vengono traslate dal cimitero di Torino al Sacrario ossario Gran Madre di Dio
Il palazzo torinese di Via Germano Sommeiller 23, nei pressi della stazione, dove è vissuto Camillo Monetti

Pioniere

Atleta della S.P. Lazio. Nato a Ronco Scrivia (GE), fu richiamato alle armi per la mobilitazione per la grande guerra. Partito col grado di Capitano del 122° Reggimento Fanteria "Brigata Macerata" inquadrato nel 1° Battaglione. Il 17 agosto del 1916 risulta gravemente ferito in combattimento presso Nova Vas a Sud Ovest di Oppacchiassella. Promosso poi al grado di Maggiore e fatto Cavaliere con Regio Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 aprile 1919. E' Medaglia di Bronzo al Valor Militare (concessa nel 1921) con la seguente motivazione:

Comandante di un battaglione durante una nostra fortunata operazione offensiva, dava bella prova di slancio, ardimento e non comune sprezzo del pericolo nel condurre il suo reparto all'inseguimento dell'avversario, rimanendo, nella circostanza, gravemente ferito. Già distintosi in precedenti azioni-Oppacchiasella agosto 1916.

E' sepolto a Torino nel Sacrario Gran Madre di Dio. Probabilmente deceduto dopo la fine della guerra, ma al momento non si hanno notizie certe. Il suo nome era tra quelli incisi sulla targa marmorea che la Lazio volle apporre su di una parete dello stadio della Rondinella nel maggio 1925.





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