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Piselli Pietro


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Nato a Salerno intorno al 1895. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione 1925/26 quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorchè Farneti divenne consigliere di Remo Zenobi, nel 1929, consigliò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di Sedlaceck. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato 1929/30. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a Ferenc Molnar. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel 1930/31 guidò il Lecce e poi, in successione, per circa trenta anni, il Messina, il Savoia, il Pescara, l'Udinese durante la guerra e poi ancora l'Aquila, il Catanzaro, il Taranto, la Salernitana, il Bari e infine, nel 1959/60, di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte.

Nato a Salerno intorno al [[1895]]. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione [[1925/26]] quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorchè Farneti divenne consigliere di [[Zenobi Remo|Remo Zenobi]], nel [[1929]], consigliò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di [[Sedlaceck]]. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato [[1929/30]]. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a [[Molnar Ferenc|Ferenc Molnar]]. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel [[1930/31]] guidò il [[Lecce]] e poi, in successione, per circa trenta anni, il [[Messina]], il [[Savoia]], il [[Pescara]], l'[[Udinese]] durante la guerra e poi ancora l'[[Aquila]], il [[Catanzaro]], il [[Taranto]], la [[Salernitana]], il [[Bari]] e infine, nel [[1959/60]], di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte.



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Nato a Salerno intorno al 1895. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione 1925/26 quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorchè Farneti divenne consigliere di Remo Zenobi, nel 1929, consigliò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di Sedlaceck Franz. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato 1929/30. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a Ferenc Molnar. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel 1930/31 guidò il Lecce e poi, in successione, per circa trenta anni, il Messina, il Savoia, il Pescara, l'Udinese durante la guerra e poi ancora l'Aquila, il Catanzaro, il Taranto, la Salernitana, il Bari e infine, nel 1959/60, di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte.