Piselli Pietro: differenze tra le versioni
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[[File:pise.jpg|thumb|right|200px|Pietro Piselli a 69 anni è allenatore della Salernitana]] |
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Nato a Livorno il [[14 novembre]] [[1891]], deceduto il [[1 maggio]] [[1960]]. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione [[1925/26]] quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorché Farneti divenne consigliere di [[Zenobi Remo|Remo Zenobi]], nel [[1929]], caldeggiò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di [[Sedlaceck]]. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato [[1929/30]]. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a [[Molnar Ferenc|Ferenc Molnar]]. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel [[1930/31]] guidò il [[Lecce]] e poi, in successione, per circa trenta anni, il [[Messina]], il Savoia, il Pescara, il Livorno, l'Udinese durante la guerra e poi ancora L'Aquila, il Catanzaro, il Taranto, la Salernitana, il Bari e infine, nel [[1959/60]], di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte. |
Nato a Livorno il [[14 novembre]] [[1891]], e deceduto il [[1 maggio]] [[1960]]. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione [[1925/26]] quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorché Farneti divenne consigliere di [[Zenobi Remo|Remo Zenobi]], nel [[1929]], caldeggiò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di [[Sedlaceck]]. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato [[1929/30]]. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a [[Molnar Ferenc|Ferenc Molnar]]. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel [[1930/31]] guidò il [[Lecce]] e poi, in successione, per circa trenta anni, il [[Messina]], il Savoia, il Pescara, il Livorno, l'Udinese durante la guerra e poi ancora L'Aquila, il Catanzaro, il Taranto, la Salernitana, il Bari e infine, nel [[1959/60]], di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte. |
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[[Categoria:Biografie|Piselli Pietro]] |
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Versione delle 06:39, 22 mag 2021


Nato a Livorno il 14 novembre 1891, e deceduto il 1 maggio 1960. Soprannominato "il maestro" per la sua competenza calcistica, fu da giovane un valido ginnasta. Nonostante la perdita di una gamba seguitò a coltivare la sua passione sportiva dedicandosi all'attività di allenatore. Le prime notizie certe in tale ambito risalgono alla stagione 1925/26 quando guida l'Alba di Roma del presidente Farneti detto "il guercio". Allorché Farneti divenne consigliere di Remo Zenobi, nel 1929, caldeggiò vivamente al presidente biancoceleste l'ingaggio di Piselli che prese così il posto di Sedlaceck Franz. La permanenza a Roma del tecnico durò solo per il campionato 1929/30. L'anno seguente Zenobi fece ricorso a Ferenc Molnar. Piselli fu un grande assertore del "sistema" ma la non eccelsa qualità della formazione laziale in quella stagione, non gli permise di raggiungere i risultati sperati. Nel 1930/31 guidò il Lecce e poi, in successione, per circa trenta anni, il Messina, il Savoia, il Pescara, il Livorno, l'Udinese durante la guerra e poi ancora L'Aquila, il Catanzaro, il Taranto, la Salernitana, il Bari e infine, nel 1959/60, di nuovo la Salernitana. Ha guidato la Lazio per 34 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte.