Aizpuru (II) Bruno: differenze tra le versioni
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Cognome basco (il nonno, forte giocatore di pelota basca, si trovava nella capitale per una serie di incontri dimostrativi quando conobbe la nonna romana), Bruno entra nel vivaio della Lazio a 13 anni sulle orme del fratello maggiore [[Aizpuru Mario|Mario]] che in quegli anni faceva parte della rosa di prima squadra. |
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Gioca sei anni nelle formazioni giovanili biancocelesti vincendo tra l’altro un torneo Cin Casoni e indossando in alcune occasioni la fascia di capitano. |
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Durante un incontro contro il Chinotto Neri riporta un serio infortunio alla clavicola che lo tiene fuori per molto tempo dai campi di gioco. Al rientro la società gli propone di trasferirsi alla Salernitana ma lui, ritenendo di non poter aspirare ad una carriera luminosa, piuttosto che vivacchiare nei campi della serie C preferisce abbandonare il calcio. |
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Dopo aver collaborato con il padre, proprietario di un bar a Roma in viale Giulio Cesare, ed essersi diplomato, viene assunto dalla Standa e diventa direttore di filiale. L’incarico lo porta più volte a trasferirsi in varie località della penisola dove, peraltro, continua a coltivare la sua antica passione partecipando a tornei e campionati a carattere amatoriale. |
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Oggi è pensionato e vive a Roma. |
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Ha una figlia che è stata giocatrice di softball nelle file della Lazio e della Nazionale Italiana. |
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Immagine:Aizpuru Bruno2.jpg|Bruno Aizpuru capitano di una Lazio giovanile |
Immagine:Aizpuru Bruno2.jpg|Bruno Aizpuru capitano di una Lazio giovanile |
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Versione delle 16:44, 12 gen 2009

Ala destra, nato a Roma il 2 gennaio 1938.
Cognome basco (il nonno, forte giocatore di pelota basca, si trovava nella capitale per una serie di incontri dimostrativi quando conobbe la nonna romana), Bruno entra nel vivaio della Lazio a 13 anni sulle orme del fratello maggiore Mario che in quegli anni faceva parte della rosa di prima squadra.
Gioca sei anni nelle formazioni giovanili biancocelesti vincendo tra l’altro un torneo Cin Casoni e indossando in alcune occasioni la fascia di capitano.
Durante un incontro contro il Chinotto Neri riporta un serio infortunio alla clavicola che lo tiene fuori per molto tempo dai campi di gioco. Al rientro la società gli propone di trasferirsi alla Salernitana ma lui, ritenendo di non poter aspirare ad una carriera luminosa, piuttosto che vivacchiare nei campi della serie C preferisce abbandonare il calcio.
Dopo aver collaborato con il padre, proprietario di un bar a Roma in viale Giulio Cesare, ed essersi diplomato, viene assunto dalla Standa e diventa direttore di filiale. L’incarico lo porta più volte a trasferirsi in varie località della penisola dove, peraltro, continua a coltivare la sua antica passione partecipando a tornei e campionati a carattere amatoriale.
Oggi è pensionato e vive a Roma.
Ha una figlia che è stata giocatrice di softball nelle file della Lazio e della Nazionale Italiana.
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Bruno Aizpuru capitano di una Lazio giovanile