Via Pompeo Magno 94, oggi 86: differenze tra le versioni
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Il 1° Maggio 1904 la Società Podistica Lazio si insediò nalla nuova e più vasta sede di Via Pompeo Magno n. 94 (oggi civico 86). Il contratto fu stipulato l'8 Maggio e i firmatari furono Sante Ancherani per la Lazio ed Eduardo Talamo della società immobiliare. L'affitto fu determinato in 300 lire annue. Il presidente era Fortunato Ballerini. La Lazio avrà questa sede fino al 1906. L'unico scontento di lasciare Via Pompeo Magno fu Sante Ancherani che, avendo visitato il negozio Spalding di Londra, vi aveva acquistato delle scarpette da calcio che un calzolaio, con il quale Sante si era accordato commercialmente, esercente nella via, aveva smontato e sapeva rifare perfettamente. |
Il [[1° Maggio]] [[1904]] la Società Podistica Lazio si insediò nalla nuova e più vasta sede di Via Pompeo Magno n. 94 (oggi civico 86). Il contratto fu stipulato l'[[8 Maggio]] e i firmatari furono Sante [[Ancherani Sante|Ancherani]] per la Lazio ed Eduardo Talamo della società immobiliare. L'affitto fu determinato in 300 lire annue. Il presidente era Fortunato [[Ballerini Fortunato|Ballerini]]. La Lazio avrà questa sede fino al [[1906]]. L'unico scontento di lasciare Via Pompeo Magno fu Sante Ancherani che, avendo visitato il negozio Spalding di Londra, vi aveva acquistato delle scarpette da calcio che un calzolaio, con il quale Sante si era accordato commercialmente, esercente nella via, aveva smontato e sapeva rifare perfettamente. |
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Versione delle 19:38, 16 dic 2007
Il 1° Maggio 1904 la Società Podistica Lazio si insediò nalla nuova e più vasta sede di Via Pompeo Magno n. 94 (oggi civico 86). Il contratto fu stipulato l'8 Maggio e i firmatari furono Sante Ancherani per la Lazio ed Eduardo Talamo della società immobiliare. L'affitto fu determinato in 300 lire annue. Il presidente era Fortunato Ballerini. La Lazio avrà questa sede fino al 1906. L'unico scontento di lasciare Via Pompeo Magno fu Sante Ancherani che, avendo visitato il negozio Spalding di Londra, vi aveva acquistato delle scarpette da calcio che un calzolaio, con il quale Sante si era accordato commercialmente, esercente nella via, aveva smontato e sapeva rifare perfettamente.
