Trapè Livio: differenze tra le versioni

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[[File:livt1.jpg|thumb|left|200px|Livio Trapè]]
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Ciclista nato a Montefiascone (Vt) il [[26 maggio]] [[1937]]. Fa il suo esordio con la maglia della Lazio nel [[1956]] seguendo le orme del fratello Ardelio, ottimo corridore e vessillifero della sezione. Conquista cinque vittorie nella sua prima stagione che chiude con il successo nel G.P.Ferrarelle di San Gemini il [[9 ottobre]].
Ciclista nato a Montefiascone (Vt) il [[26 maggio]] [[1937]]. Fa il suo esordio con la maglia della Lazio nel [[1956]] seguendo le orme del fratello Ardelio, ottimo corridore e vessillifero della sezione. Conquista cinque vittorie nella sua prima stagione che chiude con il successo nel G.P.Ferrarelle di San Gemini il [[9 ottobre]].



Versione delle 15:05, 7 ago 2013

Livio Trapè
Livio Trapè oggi
Ardelio, a destra, e Livio Trapè

Ciclista nato a Montefiascone (Vt) il 26 maggio 1937. Fa il suo esordio con la maglia della Lazio nel 1956 seguendo le orme del fratello Ardelio, ottimo corridore e vessillifero della sezione. Conquista cinque vittorie nella sua prima stagione che chiude con il successo nel G.P.Ferrarelle di San Gemini il 9 ottobre.

L'anno seguente entra a far parte dei quadri della A.S.Roma dove conferma le ottime doti mostrate al debutto assicurandosi 12 affermazioni. Nel 1958 passa alla Fracor Empoli proseguendo nella scia dei successi. Nel 1960 si aggiudica il Campionato Italiano e viene selezionato per le Olimpiadi di Roma. Qui si aggiudica l'oro nella 100 chilometri a squadre con Bailetti, Cogliati e Fornoni, mentre nella prova in linea è secondo per un soffio alle spalle del sovietico Kapitonov.

Passa nel 1961 al professionismo divenendo da subito capitano del Gruppo Sportivo Ghigi. Dopo uno splendido successo nel Giro della Campania partecipa al Giro d'Italia. Nel corso di una delle ultime tappe cade e si frattura il femore. E' l'inizio di un calvario di operazioni che non lo riporteranno mai alla migliore forma fisica. Si aggiudica nel 1962 il campionato italiano a squadre con la Ghigi, ma è questo l'ultimo acuto della sua carriera che si chiude nel 1966. Eccellente passista scalatore, abilissimo "lettore" delle corse, coraggioso e un po' folle, rimane uno dei corridori più forti di ogni epoca tra i nostri dilettanti.