Bernardini (I) Vittorio: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
Nessun oggetto della modifica |
||
| Riga 3: | Riga 3: | ||
Fratello maggiore di [[Bernardini Fulvio|Fulvio]] e già giocatore della squadra Riserve della Lazio negli anni '20. |
Fratello maggiore di [[Bernardini Fulvio|Fulvio]] e già giocatore della squadra Riserve della Lazio negli anni '20. |
||
Vittorio, più grande di lui in quanto nato il [[28 marzo]] [[1896]] era stato richiamato al fronte durante [[La |
Vittorio, più grande di lui in quanto nato il [[28 marzo]] [[1896]] era stato richiamato al fronte durante [[La Prima Guerra Mondiale]] nel 3° reggimento da fortezza. Figli di Augusto e Cecchini Clorinda, il primogenito della famiglia Bernardini, era dotato di un fisico atletico. Alto 1,78 e con una evidente cicatrice sulla fronte e all’orecchio sinistro. In guerra Vittorio si fece onore sia nel batteria bombardieri, sia nel 3 gruppo bombardieri, con la qualifica di puntatore. Nel febbraio [[1918]] fu inviato in convalescenza per malattia e dopo un mese assegnato al deposito del 3 reggimento artiglieria da fortezza. Il [[22 dicembre]] [[1918]] venne insignito della Croce di Guerra. Finito il conflitto, il [[26 marzo]] [[1919]], venne ricoverato di nuovo all’ospedale militare di Roma ancora per malattia e dopo un lungo anno di cure congedato con onore il 9 aprile 1920. Ristabilitosi pienamente entrò nella squadra riserve dei biancocelesti. Lo ritroveremo presente nel ritiro estivo della stagione [[1959/60]] in qualità di collaboratore di suo fratello Fulvio, che allenava la Lazio, alle attività di preparazione pre-campionato. |
||
Scompare nel [[1963]]. |
Scompare nel [[1963]]. |
||
Versione delle 09:27, 15 giu 2015

Fratello maggiore di Fulvio e già giocatore della squadra Riserve della Lazio negli anni '20.
Vittorio, più grande di lui in quanto nato il 28 marzo 1896 era stato richiamato al fronte durante La Prima Guerra Mondiale nel 3° reggimento da fortezza. Figli di Augusto e Cecchini Clorinda, il primogenito della famiglia Bernardini, era dotato di un fisico atletico. Alto 1,78 e con una evidente cicatrice sulla fronte e all’orecchio sinistro. In guerra Vittorio si fece onore sia nel batteria bombardieri, sia nel 3 gruppo bombardieri, con la qualifica di puntatore. Nel febbraio 1918 fu inviato in convalescenza per malattia e dopo un mese assegnato al deposito del 3 reggimento artiglieria da fortezza. Il 22 dicembre 1918 venne insignito della Croce di Guerra. Finito il conflitto, il 26 marzo 1919, venne ricoverato di nuovo all’ospedale militare di Roma ancora per malattia e dopo un lungo anno di cure congedato con onore il 9 aprile 1920. Ristabilitosi pienamente entrò nella squadra riserve dei biancocelesti. Lo ritroveremo presente nel ritiro estivo della stagione 1959/60 in qualità di collaboratore di suo fratello Fulvio, che allenava la Lazio, alle attività di preparazione pre-campionato. Scompare nel 1963.