Grazioli Francesco Saverio: differenze tra le versioni

Da LazioWiki.

Contenuto cancellato Contenuto aggiunto
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
Riga 11: Riga 11:
<Gallery perrow=3 caption="Galleria di immagini" widths=270px heights=270px>
<Gallery perrow=3 caption="Galleria di immagini" widths=270px heights=270px>
File:Grazioli Lazio 2.jpeg|Il Generale Grazioli e a destra Fortunato Ballerini
File:Grazioli Lazio 2.jpeg|Il Generale Grazioli e a destra Fortunato Ballerini
File:Grazioli Lazio.jpeg|Da "Forza Lazio" del 1942
File:Grazioli Lazio.jpg|Da "Forza Lazio" del 1942
</Gallery>
</Gallery>
</center>
</center>

Versione delle 19:06, 14 giu 2026

Nato a Roma il 18 dicembre 1869 e deceduto a Firenze il 20 febbraio 1951.

Generale d'Armata, Grazioli è stato uno dei più importanti ed eclettici comandanti militari e politici italiani della prima metà del Novecento. La sua figura è storicamente celebre per aver organizzato e guidato il Corpo d'Armata d'Assalto degli Arditi durante la Grande Guerra, giocando un ruolo decisivo nella battaglia di Vittorio Veneto. Nell'immediato dopoguerra, guidò il corpo di spedizione interalleato che occupò la città di Fiume. Nel 1928 fu nominato Senatore del Regno d'Italia. Sebbene fosse di orientamento nazionalista e avesse fatto carriera sotto il regime fascista, la sua indipendenza intellettuale e le sue posizioni considerate troppo progressiste rispetto ai vecchi generali piemontesi lo portarono spesso a scontrarsi con le gelosie e le rivalità interne ai vertici militari e alla corte di Mussolini. Non prese parte attiva alle operazioni della Seconda Guerra Mondiale. Tenne un discorso alato in onore di Ballerini durante le celebrazioni in omaggio al presidente tra il 6 e 8 Gennaio 1922, riportato sul giornale Lazio, ed è presente ad una partita tra Lazio e Collegio Scozzese del 1921. Tutto ciò fa ritenere Grazioli un frequentatore della Lazio di Via Veneto.

Un frammento del discorso in onore del presidente tratto da Lazio dell'11 febbraio 1922: "[Ballerini], nella sua opera di ricostruzione nazionale, nel nome della Lazio, sua creazione e suo orgoglio, nel nome fatidico di Roma nostra, tempio sovrano della forza e della bellezza, fuse con ogni più sublime virtu' civile".