Campionato 1973/74 giorno per giorno - Aprile 1974
PAGINA IN FASE DI COSTRUZIONE (TEST)
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Contesto Storico
Gianni Agnelli è designato presidente di Confindustria. È una svolta nella storia dell’associazione degli industriali. Lo stesso Agnelli, appena eletto, si è affrettato a ricordare che non resterà in carica per tutto il biennio, ma solo fino alla fine di quest’anno. Dopo lo scandalo dei fondi neri, nel quale sono rimaste coinvolte aziende come Montedison, Anas, Enel e numerose imprese petrolifere, viene presentata la legge sul finanziamento pubblico dei partiti: si stanziano per questo 45 miliardi di lire all’anno, più 15 miliardi in caso di elezioni. A Genova, le Br rapiscono Mario Sossi, che fu pm nel processo contro il gruppo detto XXII Ottobre, e Lotta Continua. Una bomba al plastico fa saltare mezzo metro di rotaie appena oltrepassata la stazione di Vaiano a trenta chilometri da Firenze. Nessun morto. L’attentato viene rivendicato da Ordine Nero. Si svolge a Rimini la prima Conferenza unitaria delle strutture di base di Cgil, Cisl e Uil. Viene sospeso a divinis Don Luigi Franzoni: si è dichiarato a favore della legge sul divorzio. In Portogallo le forze armate si sollevano contro il regime autoritario salazarista. L’esercito marcia su Lisbona e arresta il Primo Ministro Caetano. È la “Rivoluzione dei garofani”: un colpo di Stato al contrario, in cui è l’esercito a portare il paese verso la transizione democratica. In Francia muore il presidente Georges Pompidou. Gli subentra ad interim Alain Poher. La Siria rompe la tregua sulle alture del Golan e riprende le operazioni militari contro Israele. Si dimette il primo ministro israeliano Golda Meir. Per la successione di pensa a Yitzhak Rabin.
Lunedi 1 Aprile
Uno dei derby più drammatici della storia calcistica rimane tutt'ora al centro delle accése discussioni fra tifosi laziali e romanisti. Si parla di calcio, della sfortuna che avrebbe perseguitato la squadra di Liedholm, delle « sviste » di Gonella. Argomenti però, che ben presto finiscono per cedere il passo ai gravi disordini che hanno gettato un'ombra sinistra sugli sportivi della capitale. I quotidiani romani sono usciti riportando nelle prime pagine, con grossi titoli, i particolari del pomeriggio di violenza. Il bilancio di oltre 50 feriti è pesante ed assurdo se si pensa che è stato causato da un incontro di calcio. I tifosi più esuberanti, ai quali si sono prontamente uniti i soliti teppisti che non perdono occasione per ribadire la loro triste fama, hanno le loro colpe. Tuttavia ci sembra doveroso mettere sul banco degli accusati un personaggio che deve fama e soldi allo svolgimento ordinato della vita di calcio, il quale, con il suo atteggiamento provocatorio, ha contribuito in gran parte a scatenare la reazione della folla. E' stato Giorgio Chinaglia, centravanti della Lazio e della Nazionale, ad esibirsi in episodi che hanno fatto scattare la scintilla. L'esuberante Giorgione ha preso a calci la valigia di un fotografo, colpevole, di trovarsi sul suo cammino a fondo campo, sfogando così la sua rabbia per una azione fallita. Si è ripetuto più tardi scagliando il pallone sulla schiena di Morini, curvo a soccorrere Negrisolo a terra per un incidente di gioco. ma non è finita. Nell'occasione delle due marcature biancazzurre, « Long John» si è rivolto al pubblico con gesti poco civili che denotano come alla bravura nelle gambe il giocatore non riesca a far corrispondere quel senso di responsabilità che si chiede ad un professionista della palla rotonda, Esprimere un giudizio tecnico è quasi impossibile. Tuttavia non sono mancate le emozioni. Al gol-fantasma siglato da Spadoni la Lazio ha replicato con la rete di D'Amico e quando Cordova ha preso il palo, che poteva significare. il due a uno, subito dopo è intervenuto Gonella a dare il colpo di grazia alle speranze dei giallorossi. Il fallo commesso su Nanni è sembrato da calcio di rigore. Ma l'arbitro avrebbe dovuto vedere anche i due atterramenti di Prati in piena area. Scegliendo la via più giusta, cioè quella di assegnare anche alla Roma un tiro dagli undici Un'altra prova del fuoco, che potrebbe essere decisiva, sarà quella di domenica prossima sul campo del Napoli. Ma ormai giocatori e dirigenti sono convinti che il titolo è a portata di mano. E' stata già prenotata un'amichevole con l'Ajax che dovrebbe disputarsi il 22 maggio all'Olimpico, giorno dedicato alla festa dello scudetto. Si completa intanto il quadro dei danni riportati dallo stadio romano durante gli incidenti di ieri. Una commissione tecnica ha effettuato stamane un sopraluogo per predisporre le riparazioni. La polizia presidia ancora la sede della Lazio, in via Col di Lana, che ieri sera è stata assalita da una ventina di teppisti. Negli ospedali non sono stati medicati altri feriti oltre i circa cinquanta di ieri sera. L'invasore solitario Carlo Rossi di 27 anni è stato trasferito al carcere di Rebibbìa. Il giovane non si è dimostrato pentito del suo gesto. Lasciando il commissariato ha detto: « Per Gonella mi farei anche trent'anni di galera. Se fossi riuscito ad afferrarlo gli sarei saltato alla gola e l'avrei morso come un cane». all'Olimpico il direttore di gara avrebbe conferito legittimità ad un risultato di parità ed avrebbe evitato la violenta reazione del pubblico. La Lazio sarà brava, merita lo scudetto, ma non può certo lamentarsi dell'ottimo trattamento che le riservano gli arbitri, Però sembra anche giusto mettere in risalto il carattere della formazione di Maestrelli decisa a combattere fino all'ultima stilla di energia per conquistare il tanto sospirato scudetto.
Martedi 2 Aprile
Giorgio Chinaglia paga con l'« esilio » gli strascichi del movimentatissimo derby capitolino. Di comune accordo con la società e con Maestrelli, il giocatore ha raggiunto una località segreta per sottrarsi al clima di roventi polemiche in cui si è trovato coinvolto. E' stato deciso che Chinaglia resterà - nascosto » per tre giorni. Egli continuerà ad allenarsi da solo. Probabilmente rientrerà a Roma giovedì, dopo che saranno state rese note le decisioni del giudice sportivo sui gravi fatti accaduti all'Olimpico. Un'eventuale squalifica del campo, rischierebbe di riaccendere pericolosamente gli animi dei tifosi romanisti più agitati che considerano il giocatore laziale il maggiore responsabile del pomeriggio di violenze. Anche la critica non è stata tenera con Chinaglia. La maggior parte della stampa romana ha sparato a zero sul focoso condottiero biancoazzurro rimproverandogli di aver assunto un atteggiamento provocatorio del quale avrebbe potuto fare a meno. Lo sfogo contro la borsa di un fotografo, il pallone scagliato sulla schiena di Morini a gioco fermo (che ha indotto Gonella ad estrarre il cartellino giallo dell'ammonizione), I gesti di scherno verso la folla della curva Sud: sono tutti episodi ricordati con accenti di duro rimprovero che hanno finito per turbare anche la vita privata del giocatore. In questi giorni il suo telefono ha squillato in continuazione, persone anonime l'hanno insultato e minacciato. Alcuni fans romanisti ieri notte hanno dipinto con vernice giallorossa la saracinesca della boutique che appartiene a Chinaglia. E' un segno della tensione che a distanza di due giorni dalla partita non accenna a diminuire. Si teme che la rabbia torni ad esplodere quando domani pomeriggio si conosceranno le decisione di Barbe. Prima di partire ii centravanti laziale si è difeso energicamente dalle accuse: Io sono un tifoso della Lazio — ha dichiarato —ho sentito alla mia maniera il derby. Il mio nervosismo è aumentato quando sono stato preso di mira dal sostenitori rivali appena messo il piede in campo. Con la Roma in vantaggio ho perso le staffe. Forse ho esagerato lo ammetto. Non ho saputo frenare il mio impulso quando ho scagliato lontano la valigia di un fotografo e ho calciato la palla su Morini. Per natura sono un istintivo, quindi non ho voluto intenzionalmente provocare il pubblico ». Chinaglia giustifica quindi con il suo temperamento esuberante gli episodi di cui si è reso protagonista e non capisce perché si trovi sul banco degli accusati. I teppisti che lo hanno preso di mira con gesti di vandalismo vanno condannati senza riserva. Agendo in questo modo mettono dalla parte del torto anche quei tifosi che si sono limitati a protestare verbalmente sugli spalti dello stadio. Ma ci sembra che anche Chinaglia abbia le sue colpe. Schernire con gesti poco ortodossi la folla, già innervosita dalle contrastate vicende della partita, non è stato un gesto opportuno. Forse al giocatore sono sfuggite le dimensioni di una situazione che ha rischiato di trasformarsi in dramma. Già prima della gara Chinaglia aveva creato le premesse per un'accoglienza ostile. Come dimostrano i documenti fotografici egli è entrato sul campo in borghese allungando la gamba fuori dalla pensilina con un gesto di sfida. Sembra che sia dovuto intervenire il vice questore Mirabile, il quale avrebbe invitato energicamente il giocatore a mettere fine alla scena. Le colpe, dunque, vanno divise in parti uguali, anche se Chinaglia, più dei suoi tifosi rivali, avrebbe avuto il dovere di ricordare che la vita del football, da cui egli trae lauti guadagni, è in gran parte affidata al senso di responsabilità dei protagonisti.
Mercoledi 3 Aprile
Sette mesi di reclusione, ma con tutti i benefici di legge: è questa la pena che i giudici della quarta sezione penale del tribunale hanno inflitto oggi a Carlo Rossi, il solitario invasore dell'Olimpico, in occasione di Roma-Lazio. Rossi era entrato in campo per protestare contro l'arbitro ed alcuni giocatori laziali, ma la sua azione fu bruscamente interrotta da uno dei suoi beniamini, il calciatore Rocca. Questi, placcandolo con una perfetta mossa da rugbista, lo consegnò ad una decina tra agenti e carabinieri. Stamane, con il rito direttissimo, si è svolto il processo. Carlo Rossi, evidentemente « rinsavito » durante la detenzione a Rebibbia, aveva perduto lo spirito battagliero che domenica scorsa l'aveva spinto ad invadere da solo il campo. « Giuro sulla mia bambina, signor giudice — ha detto durante l'interrogatorio — che non volevo far male a nessuno, ma lei capisce... la passione del giuoco... il tumulto della folla... quando ho visto Chinaglia lanciare il pallone contro un nostro giocatore non ci ho più visto. Ma ora non metterò più piede all'Olimpico. Lo giuro ». L'istruttoria dibattimentale ha confermato che Carlo Rossi entrò in campo un quarto d'ora dopo l'inizio del secondo tempo, quando era stato appena battuto con esito favorevole il calcio di rigore contro la Roma. Ancora amareggiato da questo evento. Rossi vide Chinaglia fare un gesto che ha ritenuto poco sportivo nei confronti di un avversario e perciò decise di entrare in campo. Il pubblico ministero, Scopelliti, pur riconoscendo che Rossi agì sotto la spinta psicologica del tumulto della folla che gremiva gli spalti, ha chiesto, con la concessione di tutte le attenuanti, dieci mesi di reclusione.
La Roma pagherà duramente per le intemperanze dei suoi tifosi. Il giudice sportivo, esaminati i rapporti ufficiali, ha Inflitto al campo della società gialiorossa due giornate di squalifica. Sulla decisione dell'avvocato Barba ha pesato, fra l'altro, la solitaria invasione di un romanista, avvenuta due minuti dopo l'assegnazione del calcio di rigore alla Lazio. L'arbitro Gonella è stato molto preciso nel suo rapporto e ha rilevato che già prima dell'inizio della gara « sostenitori della squadra ospitante, uno dei quali salito sulla tettola del passaggio degli spogliatoi del campo, lanciavano un centinaio di frutti contro i giocatori della squadra ospitata che si erano presentati sul terreno di gioco ». Inoltre, Gonella ha annotato che « durante la gara sostenitori della squadra ospitante lanciavano in campo, ad intervalli, oltre un centinaio di frutti, contenitori di birra e bottigliette di plastica senza colpire; che all'ottavo minuto del secondo tempo uno spettatore indossante una sciarpa dai colori glaìlorossi superava il sistema di protezione del campo ed entrava sul terreno di gioco, portandosi oltre la linea mediana del campo e dirìgendosi di corsa verso l'arbitro con intendimenti aggressivi; che detto spettatore, giunto a venti metri circa dall'arbitro, veniva bloccato da alcuni giocatori della squadra ospitante e successivamente da agenti della forza pubblica che lo allontanavano dal campo; che al fischio di chiusura della gara, sostenitori della squadra ospitante, che si trovavano vicino all'entrata del passaggio agli spogliatoi, lanciavano in campo diverse centinaia di bottigliette, frutti, due bottiglie da un litro, due ombrelli ed altri oggetti, tanto da costringere i giocatori a fuggire di corsa negli spogliatoi stessi ». Non ha rilevato invece, Gonella, alcun gesto provocatorio da parte di Chinaglia e compagni, per cui il giudice sportivo non ha preso provvedimenti nei confronti dei giocatori della Lazio se non per lievi Infrazioni commesse durante il gioco. Chinaglia, il maggior indiziato, è stato multato di 20 mila lire per proteste. Per quanto riguarda le due giornate di squalifica, il giudice sportivo ha dovuto tener conto anche della recidività della società gialiorossa. che è stata pure multata di trecentomila lire per lanci di candelotti fumogeni e mortaretti. Per lo stesso motivo la Lazio ha avuto quattrocentocinquantamlla lire di ammenda. Per effetto della squalifica, la Roma non potrà giocare all'Olimpico domenica prossima contro il Vicenza e domenica 21 aprile contro l'Inter.
Giovedi 4 Aprile
Venerdi 5 Aprile
Sabato 6 Aprile
Domenica 7 Aprile
Lunedi 8 Aprile