24-25 Agosto 2012 Mostra/conferenza su Ezio Sclavi p.2
Il Dopoguerra Dopo essersi trasferito nel 1948 ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, presso l'abitazione della sorella, iniziò una nuova fase artistica. La passione per il calcio, però, non era del tutto sopita e volle dare il suo contributo alla rinascita del calcio locale costruendo materialmente, con l'aiuto di giovani del posto, un campo da gioco. Esso era nei pressi del porticciolo di Arma, dove oggi sorgono i campi da tennis.
I rappresentanti di questa corrente rispondono ai nomi altisonanti di Sironi, Casorati, Severini, Carrà e di altri rappresentanti della migliore figurazione italiana. Pur con molte eccezioni in "Novecento" si trovano quegli artisti che, non sempre dichiaratamente fascisti, appartengono comunque a quell'"area di consenso" che il regime apprezzava e gratificava con commissioni e prebende. In opposizione a "Novecento" si vanno a formare dei piccoli gruppi che, non dimentichi della lezione delle avanguardie, trovano in queste la risorsa per sperimentare e formulare un'arte più libera e internazionale. Sono tre i gruppi che si formano in tal senso e che vengono talmente osteggiati da dover percorrere strade clandestine o dissimulate per non incorrere nelle ire del regime. Sono il gruppo dei "Chiaristi" lombardi, quello dei "Sei di Torino" e quello della "Scuola romana". Con declinazioni differenti questi gruppi ripercorrono e modernizzano il sentiero espressionista che per loro è l'unico che può rompere con il monumentalismo e la staticità postmetafisica. Di questi tre gruppi il più propositivo sarà quello romano che punterà ad una critica diretta e dissacratoria dei valori di "Novecento". I rappresentanti più importanti sono Scipione, Raphael, Mafai, Fausto Pirandello, Ziveri, Cagli (che, in seguito, dovette fuggire in America perchè d'origine ebrea) e i più giovani Afro, Leoncillo, Guttuso, Capogrossi e il nostro Sclavi. Il costruttivismo di Mafai, la visionarietà di Scipione, l'espressionismo attualizzato della Raphael, sono le pagine più alte della pittura di quegli anni. Ezio Sclavi si pone tra la formulazione espressionista, la liricità concretizzata di Cagli e un certo primordialismo, con un'originalità tutta sua, ma non immune da alcune contaminazioni antiche e moderne. ...Continua... |
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