Bompiani (II) Giorgio


Giorgio Bompiani
l'atto di morte di Giorgio Bompiani
(Gent.conc. Federica Delunardo
Giorgio Bompiani ricordato nell'albo dei caduti del Collegio Militare di Roma
(Gent.conc. Silvia Musi)
Il Libro Onorcaduti con il nome di Giorgio Bompiani tra i caduti
La tomba di Giorgio Bompiani
(Gent.conc. Federica Delunardo)
Sulla lapide di questo monumento funebre situato in Piazza Sant'Agostino vi è il nome di Giorgio Bompiani
La notizia della morte sulle pagine del settimanale "Football"
Bompiani esegue un salto durante i Campionati Militari svoltisi a Roma nel giugno 1913
La Morte di Giorgio Bompiani data sullo Sport Illustrato del 1916
La tomba di Bompiani al Verano
La tomba di Bompiani al Verano

Centrocampista, nato a Roma il 28 settembre 1888, deceduto a Castelnuovo di Sagrado (GO) il 30 luglio 1915.

Nei documenti viene indicato come Bompiani patrizio anconetano nobile di Tivoli Giorgio. Era conte. Sua madre era Anna Chiari. E' nella Lazio II nel 1911. Era alto m 1,77 per un peso di 72 kg. Più tardi giocherà con il Roman. E' il fratello di Guglielmo Bompiani e Valentino Bompiani (I). Tenente del 15° Reggimento bersaglieri (già 13° dal giugno al settembre 1915). Era stato promosso al suo grado nel dicembre 1913. Cade in combattimento durante la prima guerra mondiale a Castelnuovo di Sagrado (GO) il 30 luglio 1915. Il suo reggimento era arrivato al "trincerone di Polazzo" vicino Cassegliano. Il giorno 30 va all'assalto di trincee nemiche assieme al 112° reggimento fanteria. E' decorato con la Medaglia d'Argento al V.M. Inoltre nel 1915 aveva ottenuto la Medaglia di Bronzo per i soccorsi prestati alla popolazione vittima del sisma che colpì la Marsica.

Il padre Giorgio così si espresse in occasione della morte del figlio: La mia famiglia ha pagato il più grave dei tributi con la perdita del mio primogenito Giorgetto, eroicamente morto guidando la sua compagnia all'assalto d'una trincea nemica fra Castelnuovo di Sagrado e Pollezzo oltre l'Isonzo il 30 luglio 1915 dopo aver dato prova d'insuperabile ardimento in altro assalto due giorni prima. Non vanità, obbligo sacrosanto io considero imprimere nelle menti vostre, miei figli vicini e lontani, il rispetto a queste memorie che più tardi sarebbe assai più difficile raccogliere ed accertare, il consacrare alla vostra ammirazione perenne, al vostro culto affettuoso il ricordo di questo giovine, cagione a noi d'inconsolabile dolore e di fierissimo orgoglio".


Tratto dal libro di LazioWiki: Dal Tevere al Piave 1915 1918 gli atleti della Lazio nella Grande Guerra ©

Dal giugno al dicembre 1915 si combatterono le prime quattro battaglie dell’Isonzo che non ebbero nessun effetto, se non quello di mandare a morire migliaia di uomini. Uno dei primi atleti biancocelesti a cadere fu Giorgio Bompiani, fratello di Guglielmo e di quel Valentino, che diverrà in seguito noto editore. Centrocampista della squadra di football, Giorgio era tenente del 15° reggimento bersaglieri, già 13° bersaglieri dal giugno al settembre dello stesso anno. Figlio del "Patrizio Anconitano Nobile di Tivoli" Giorgio senior, un alto ufficiale anch’egli nella Lazio come alto dirigente, che gli aveva impartito un’educazione raffinata e severa, aveva studiato nel collegio Militare di Roma, proveniente dall’Annunziatella di Napoli. Nel 1908 era entrato nella prestigiosa Accademia Militare di Modena, da cui uscì due anni dopo con il grado di sottotenente del 2° bersaglieri. Promosso al suo grado nel dicembre 1913, fu assegnato al 6° reggimento bersaglieri. Fu tra i primi ad essere inviato al fronte dove si distinse per audacia. Cadde in combattimento a Castelnuovo di Sagrado (Gorizia) il 30 luglio 1915. Il suo reggimento era appena arrivato al "trincerone di Polazzo", nei pressi di Cassegliano, e andò all’assalto di trincee nemiche assieme al 112° reggimento fanteria Brigata Piacenza. Bompiani cadde mentre assieme al suo plotone cercava di espugnare una trincea nemica. Sarà decorato con la Medaglia d’Argento al V.M. La sua salma, identificata, verrà recuperata in stato di decomposizione dal suo caporale Zanchetta soltanto il 10 agosto e trasportata prima a San Pietro sull’Isonzo e in seguito tumulata al Cimitero del Verano a Roma. (© Ogni diritto riservato Edizioni Sportive Eraclea - LazioWiki)


Tratto dal libro di Ludovico Lommi "Da Bersagliere ad Ardito":

II^ battaglia dell'Isonzo il L° Battaglione Bersaglieri si appresta ad entrare in linea per la prima volta, lo farà il giorno 28 Luglio 1915, lasciamo ora, al racconto del libro:

Al mattino del 28, al mio battaglione giunse l'ordine di portarsi in linea ed attaccare il Trincerone Rosso, uno dei famosi Trinceroni dei bollettini del Comando Supremo. Già precedentemente erano stati scagliati attacchi considerevoli contro il Trincerone Rosso, ma i nostri sforzi erano sempre stati infranti dal nemico che si difendeva con forze preponderanti e con molte mitragliatrici. Il 28 mattina, il 111° e 112° fanteria duramente provati, da aspri continui combattimenti, ricevettero il cambio da noi. Dal bosco di Sagrado alle quattro, in perfetto ordine e silenzio, ci preicipitammo su Castelnuovo e, ormai in campo aperto, ci schierammo in ordine di combattimento. Verso mezzogiorno fu recapitato l'ordine di occupare quota 121.

Oltre la nostra trincea c'era una larga dolina capace di accogliere un plotone poi, avanti ancora, un piccolo riparo abbandonato, cento metri più in là il trincerone austriaco. Lo schieramento d'attacco del battaglione comprendeva le 4 compagnie, con due plotoni in prima linea e due di rincalzo. Quello del S.Ten Lommi faceva parte della 5^ Compagnia comandata dal Tenente Bompiani. Il tenente Bompiani alla testa della 5^ compagnia, che era la compagnia di direzione, si scagliarono risolutamente avanti e raggiunsero il primo riparo. Parve che dal trincerone avessero notato l'audacia dei bersaglieri, e allora un violento fuoco di fucileria e mitragliatrici cominciò sulle nostre posizioni, rendendo impossibile il successivo balzo. L'attacco si arrestò inesorabilmente e il terreno fu seminato di morti e di feriti.

Subito dopo Il S.Tenente Lommi rimane ferito gravemente. Il Tenente Bompiani mi chiedeva affettuosamente: "Dove sei ferito, povero amico, dove sei ferito?" Mi sentivo morire, il mio sangue mi usciva anche dalla bocca, chiedevo insistentemente da bere. Ora la fucileria era spaventosa. Ad un tratto le vedette diedero l'allarme: "Gli Austriaci vengono avanti!". Il Tenete Bompiani si alzò con impero e disse" Su bersaglieri! Chi si sente d'impugnare un fucile, per i nostri feriti, per la vita di tutti, si alzi!". Si alzarono tutti. " Sparate con calma! Puntate con calma!! Una mattina in ospedale il bersagliere Vinti - il mio attendente, si presentò tutto commosso: al primo vedermi delle lacrime gli solcarono le guance.

"Signor Tenente, si diceva, che lei era morto!". Mi...disarmò, gli chiesi di darmi qualche notizia. Brutte notizie: Il nostro Tenente aveva ricevuto l'ordine di avanzare ad ogni costo e dopo aver invano esposte le gravi difficoltà nell'attaccare il trincerone, era andato a morire con pochi votati alla morte: Chiodini, Garagnani... Garagnani uno dei miei salvatori. La compagnia era distrutta, aveva perduto più di centocinquanta uomini e si trovava senza ufficiali. Il cadavere del povero tenente era sotto i reticolati del Trincerone; quanti avevano tentato di recuperaro avevano perso la vita. Il Generale Bompiani, padre del Tenente, era stato avvertito dell'accaduto e si trovava a Castelnuovo desolatissimo. Il cadavere dell'eroico Tenente Bompiani fu recuperato ormai in decomposizione, dal caporale Zanchetta il 10 Agosto 1915; nell'eroica impresa il valoroso guadagnò la medaglia di bronzo al valore.



Il Libro d'Onore con il nome di Giorgio Bompiani
La motivazione del conferimento della medaglia d'argento nel 1915



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