Domenica 18 giugno 1972 - Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 0-0


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18 giugno 1972 - 1734 - Campionato di Serie B 1971/72 - XXXVIII giornata - calcio d'inizio ore

BARI: Colombo, Loseto, A.Galli, Muccini, Spimi, Diomedi (76' Gottardo), Monterisi, Lopez, Canè, Pienti, Marmo. A disp.: Clò. All. Toneatto.

LAZIO: Bandoni, Facco, Oddi, Wilson, Polentes, Martini, Massa, Gritti (46' Fortunato), Chinaglia, Nanni, Moschino. A disp.: Di Vincenzo. All. Maestrelli.

Arbitro: Toselli (Cormons).

Note: giornata di sole con vento forte; terreno secco e irregolare. Ammoniti per scorrettezze Martini e Lopez. Incidenti in tribuna tra le opposte tifoserie prontamente sedati dalle forze dell'ordine. Circa 3.000 sostenitori al seguito della Lazio.

Spettatori: 10.000 circa con 3.490 paganti e 2840 abbonati per un incasso di £.7.369.000.

E' il giorno della verità per la Lazio alla quale basta un pari per ritrovare la serie A. Maestrelli torna nella città che più ama, per motivi familiari e sportivi, incitando i suoi ragazzi all'ultimo sforzo di un Campionato massacrante. E' una squadra guardinga quella che il Mister fa scendere in campo con il solo Chinaglia come punta di ruolo. Partita vivace sin dai primi minuti con un Bari che spinge aiutato dal vento e dalla verve di Canè sul quale Polentes si deve arrangiare con tutte le maniere possibili. Al 13' , dopo alcuni pericoli corsi, i biancocelesti costruiscono una grande palla goal. Moschino libera splendidamente Massa che solo davanti a Colombo calcia sul portiere in uscita. Al 26', dopo una rete annullata a Pienti per fuorigioco, Loseto con un gran tiro dalla distanza costringe Bandoni ad alzare in angolo. Ancora pericoli per la porta romana negli ultimi minuti del tempo arrivano su cross insidiosi prima di Lopez e quindi di Monterisi: in entrambi i casi la retroguardia libera con affanno. Lazio timorosa nella prima frazione con un Chinaglia imbavagliato da Spimi e condizionato dalla notizia di uno sciopero aereo che gli impedirebbe di volare l'indomani in Bulgaria per la sua prima chiamata in Azzurro. Nella ripresa l'acciaccato Gritti viene sostituito dall'esperto Fortunato. La partita riprende con un maggiore equilibrio e al 63' la Lazio sfiora il vantaggio con Massa che raccoglie di testa una deviazione di Facco e costringe Colombo a uno splendido intervento. Due minuti più tardi è la radio a far sobbalzare i tifosi laziali presenti allo stadio. Un rigore trasformato a Reggio Emilia da Vignando mette in crisi il Como impegnato nella volata finale per la Promozione. L'incontro prosegue senza grandi sussulti se non per due incidenti di gioco che coinvolgono prima Diomedi e quindi Bandoni che rimane a terra per alcuni minuti. Quando arriva la notizia del raddoppio della Reggiana e il Como non è più uno spauracchio e quindi Toselli chiude la contesa, l'entusiasmo esplode fragoroso sugli spalti. Il presidente Lenzini si scioglie in pianto nella tribuna mentre in campo i calciatori issano sulle spalle Maestrelli. Dagli spalti si leva il grido "Lazio ! Lazio ! Lazio !" dei fedelissimi supporters giunti in Puglia. Negli stessi momenti migliaia di tifosi cominciano a radunarsi in Piazza del Popolo per dare inizio alla festa romana. Con la Lazio salgono in serie A la Ternana, che per la prima volta nella sua storia raggiunge il traguardo più ambito, e il Palermo che conquista con il Sorrento il punto della sicurezza. Si chiude in modo trionfale un Campionato lungo e difficile. Buono è stato il rendimento nel girone d'andata quindi una crisi profonda nel mese di febbraio per poi riprendere la marcia nella bella stagione con una sola sconfitta nelle ultime 16 partite. Fondamentale è risultato l'apporto dell'attacco (il migliore del Campionato con 48 reti realizzate) con Chinaglia capocannoniere con 21 centri (9 su 9 dal dischetto), Massa con 12 reti e Abbondanza, spesso decisivo, con 7 marcature. Molto buono è stato il comportamento della difesa con 28 reti subite in 38 incontri disputati, con un Bandoni dal rendimento ottimale e un Wilson ormai in pianta stabile tra i difensori più forti d'Italia. E' stato il centrocampo il settore meno brillante della squadra e su questo occorrerà lavorare nell'immediato futuro. Da sottolineare il lavoro di Antonio Sbardella soprattutto per il mercato di novembre con gli arrivi di Facchin, Abbondanza e Moschino che hanno dato un contributo importante per il buon esito della stagione. Infine l'applauso più grande va all'indirizzo di Tommaso Maestrelli che tra mille difficoltà e un ambiente a lui ostile per mesi è riuscito, con sagacia e pazienza, a riportare la Lazio nella massima serie.