Domenica 18 novembre 1990 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-2


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

18 novembre 1990 - 2464 - Campionato di Serie A 1990/91 - IX giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Madonna, Sclosa (64' F.Marchegiani), Riedle, Domini (69' Saurini), Sosa. A disp.: Orsi, Bacci, Bertoni. All. Zoff.

ATALANTA: Ferron, Porrini, Pasciullo, Bonacina, Bigliardi, Progna, Stromberg, Bordin, Evair, Nicolini, Perrone (75' De Patre). A disp.: Pinato, Monti, Catelli, Maniero. All. Frosio.

Arbitro: Sig. Quartuccio (Torre Annunziata).

Marcatori: 1' Riedle, 14' Pasciullo, 41' Nicolini, 82' Saurini.

Note:Ammoniti: Evair, Progna, Soldà, Bergodi. Espulso: 77' Marchegiani.

Spettatori: paganti 16.403; incasso 452.515.000 lire; abbonati 15.821, quota partita 463.416.000 lire.

Il biglietto della gara

L'Atalanta ha sfiorato il colpo pieno all'Olimpico dove non perde da ben 17 anni contro la Lazio. Il risultato di parità forse va un po' stretto ai bergamaschi, ma la partita ricca di emozioni, di gol e di colpi di scena, per il suo svolgimento rocambolesco, alla fine avrebbe potuto premiare con il successo l'una o l'altra squadra. La formazione di Frosio, nonostante la marcatura al passivo dopo appena 40 secondi di gioco, non solo riusciva a ribaltare la situazione chiudendo il tempo in vantaggio, ma sovrastava gli avversari con una serie di manovre precise, rapide, ispirate dal solito Stromberg al quale si affiancava uno scatenato Nicolini.

Una Lazio balbettante, totalmente assente a centrocampo da dove non arrivava la spinta giusta per poter organizzare una valida manovra offensiva, soltanto nella ripresa riusciva a reagire vigorosamente, sfruttando una notevole dose di volontà. Crescevano di tono Sclosa, Sergio, Madonna. Riedle ribadiva la consistenza della sua classe e Zoff mandava in campo il giovane attaccante Saurini che sarebbe diventato l'uomo del giorno. Quasi allo scadere il ragazzo segnava il gol del pareggio e qualche minuto più tardi salvava il risultato ribattendo sulla linea un tiro di Evair che avrebbe potuto dare la vittoria ai bergamaschi. Due episodi-simbolo di una partita ricca di momenti emozionanti.

Si comincia subito, dopo appena pochi secondi dal fischio d'avvio: Sergio, dopo aver «rubato» la palla a Bonacina, fugge velocemente sulla sinistra e appoggia verso Sosa. Il cross dell'uruguaiano trova la testa di Riedle, che insacca di precisione. La squadra di Frosio non si scompone minimamente. Stromberg, lasciato inspiegabilmente libero, suona la carica e la Lazio finisce per cedere progressivamente all'assalto degli ospiti. Al 6' una discutibile decisione del mediocre arbitro Quartuccio, toglie ad Evair un gol apparso del tutto regolare.

Il direttore di gara annulla perché avrebbe «chiamato» la palla al brasiliano, che viene pure ammonito. Sette minuti più tardi giunge l'inevitabile rete del pareggio siglata da Pasciullo, che su calcio di punizione, cogliendo di sorpresa la barriera in fase di allineamento, centra l'incrocio dei pali. L'Atalanta continua a dirigere le danze contro un'avversaria sempre più frastornata. Al 41' Nicolini, spostato sulla sinistra, scavalca con un diabolico pallonetto Fiori uscito dai pali e deposita in rete la palla del vantaggio. La Lazio che tornava in campo nel secondo tempo sembrava un toro infuriato.

Ma forse i bergamaschi commettevano l'errore di tirarsi troppo indietro facilitando l'offensiva dei padroni di casa. All'82', dopo che Nicolini e due volte Evair avevano mancato il facile bersaglio, il nuovo arrivato Saurini centrava di testa la rete del pareggio, che aveva un sapore di liberazione. Ma non era finita: all'85' Evair, con uno spunto di classe, si infilava in area e, superato il portiere, tirava a botta sicura. Il piede di Saurini respingeva, meritandosi per la seconda volta i sinceri applausi di ringraziamento da parte degli spalti laziali.