IX^ Coppa del Mondo - Messico 1970


Stagione

Torna Inghilterra 1966 - Vai a Germania Ovest 1974

Storia della Competizione

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Svolta nei regolamenti: per la prima volta sono ammesse due sostituzioni. Questo permetterà al Ct azzurro, Valcareggi, di varare la cosiddetta "staffetta" tra Rivera e Mazzola, che tanto divise ed accese i tifosi italiani. La notevole altitudini delle città che ospitano il mondiale crea serie difficoltà a molti giocatori, che stentano a rendere al massimo in quel clima particolare e con l'aria rarefatta. Il Brasile, anche questa volta, parte col favore dei pronostici: d'altra parte chi può schierare Pelè (ancora in ottima forma), Gerson, Tostao, Clodealdo e Carlos Alberto? Forse i soli che impressionano i cronisti sono i tedeschi: Overath, Muller e Beckenbauer sono le stelle di una nazionale che sembra intenzionata a prendersi una rivincita rispetto a 4 anni prima, in Inghilterra, quando fu beffata da un gol fantasma in finale. Uruguay e Perù sono le squadre rivelazione (rispettivamente semifinali e quarti), mentre l'Inghilterra è la delusione fermandosi ai quarti. Ma la partita che più ci interessa (e che è passata veramente alla storia) è la semifinale tra Italia e Germania allo stadio Azteca di Città del Messico. E' il 17 giugno e le due squadre del vecchio continente si affrontano per approdare in finale: l'Italia non ha entusiasmato nel girone di qualificazione (due 0-0 con Israele e Uruguay ed una vittoria, di misura, sulla Svezia) e si è sbarazzata brillantemente, invece, dei padroni di casa del Messico in semifinale (4-1). La Germania arriva alla semifinale, invece, con 4 vittorie su altrettante gare disputate: 2-1 al Marocco, 5-2 alla Bulgaria, 3-1 al Perù e 3-2 all'Inghilterra in semifinale. La partita si prospetta entusiasmante, tutta l'Italia è ormai coinvolta nel dibattito sulla staffetta: si creano diverse fazioni di tifosi, chi vorrebbe Rivera subito in campo, chi vuole Mazzola e chi è favorevole all'avvicendamento nel corso della partita. E' Mazzola il titolare anche contro i tedeschi e la squadra non sembra risentire del presunto dualismo con Rivera: dopo 8' scatenati, gli azzurri vanno in vantaggio con Boninsegna. Mancano pochi secondi alla fine quando Schnellinger acciuffa il pareggio e riapre la partita: si va ai supplementari. La partita diventa entusiasmante, eccezionale ed unica: un malinteso della nostra difesa al 6' del primo tempo supplementare regala a Muller un'opportunità troppo ghiotta, è il 2-1 e i giocatori italiani sono pietrificati. Ma un azzurro ci crede ancora: è Rivera (subentrato nel frattempo a Mazzola), che 3 minuti dopo calcia una punizione verso Riva. Il terzino Vogts sbaglia l'entrata e lascia aperta la via del gol a Burgnich: 2-2. E' ancora Rivera che, a pochi minuti dal termine della prima frazione dei supplementari, innesca Domenghini: cross per Riva, tiro e gol. Siamo 3-2, ma non c'è neanche il tempo di gioire: si cambia campo (senza sosta) e al 5' del secondo tempo supplementare Muller riporta ancora una volta la gara in parità. Le emozioni coinvolgono i tifosi di tutto il mondo (i messicani saranno, alla fine, entusiasti dello spettacolo del campo) e non sono ancora finite: Beckenbauer gioca con un braccio fasciato lungo il corpo, la Germania attacca e crede nel risultato, ma in contropiede l'Italia completa la "partita-capolavoro". Boninsegna parte e salta Schultz, palla a Rivera smarcato dal passaggio, finta dell'abatino sul portiere Maier e palla depositata in rete di piatto: Italia-Germania 4-3...... nasce il mito! I messicani deposero una targa allo stadio atzeca, per ricordare e tramandare la leggenda di quella straordinaria serata di sport, in cui le due squadre in campo diedero vita ad uno spettacolo epico e coinvolgente. Nel frattempo il Brasile sconfigge l'Uruguay (come da pronostico) e contenderà all'Italia la Coppa Rimet. Il 20 giugno 1970 (dopo 32 anni) l'Italia si ripresenta in finale ai Mondiali, ma i giocatori sono stremati fisicamente, ma soprattutto psicologicamente dopo la partita infinita contro i tedeschi. Certamente il Brasile è fortissimo, ma la differenza tecnica non giustifica da sola il 4-1 finale: al primo gol brasiliano (Pelè) risponde il nostro Boninsegna, ma è un fuoco di paglia. Dopo il temporaneo 1-1 la gara diventa a senso unico, col Brasile a menare le danze e l'Italia incapace di reagire, svuotata e molle. Le altre reti del Brasile sono di Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto. Il Brasile è campione per la terza volta e, secondo regolamento, si aggiudica definitivamente la coppa Rimet.

Nessun giocatore biancoceleste convocato

Giocatori non convocati presenti nella lista dei 40

Giorgio Chinaglia

Fu inserito nella lista dei 40 giocatori preselezionati, ma non ebbe chance di essere convocato per i mondiali, perchè giovane ed inesperto sia in Nazionale sia a livello internazionale. Comunque un bel salto di qualità se si pensa che l'anno prima giocava in Serie C.

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