Mercoledì 22 ottobre 1975 - Roma - Lazio-Barcellona 0-3 a tavolino per rinuncia


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La pagina del Mundo Deportivo del 22/10/75

Nell'autunno 1975 in Spagna, c'era stata una recrudescenza della violenza del regime franchista contro gli oppositori del regime

Poche settimane prima dell'incontro che vedeva sorteggiata la Lazio contro gli spagnoli del Barcellona, a Burgos venivano giustiziati, tramite il supplizio della "garrota", alcuni patrioti contrari alla sempre più dura dittatura del Caudillo Francisco Franco. Il fatto aveva creato indignazione in Italia, e gli apparati politici della sinistra e persino importanti esponenti di governo avevano "invitato" la Lazio, nella persona del presidente Umberto Lenzini a dare un esempio forte, evitando di giocare conto i catalani. Arrivò anche una nota del Viminale, il quale temeva manifestazioni di protesta fuori e dentro lo stadio e non garantiva la presenza della polizia, troppo esposta per poter tenere a bada gli eventuali manifestanti. Lenzini provò anche a chiedere all'UEFA di trovare un'altra data o a giocare in campo neutro, ma ricevette un netto rifiuto. La resistenza del presidente della Lazio fu fiaccata dalle sempre più pressanti richieste della politica e alla fine il Consiglio Direttivo della Lazio cedette, scegliendo di non scendere in campo. L'UEFA non potè far altro che prendere atto della realtà e, a norma di regolamento, decretò lo 0-3 a tavolino. I dirigenti catalani presero male la vicenda, in quanto Barcellona e la sua squadra erano da sempre antifranchisti. La maggior parte dgli organi di stampa, italiani e non, elogiarono la scelta della Lazio. Il dittatore Franco morirà poi il 20 novembre dello stesso anno.