Rozzoni Orlando


Orlando Rozzoni

Attaccante, nato a Treviglio (BG) il 23 luglio 1937 ed ivi deceduto nella tarda serata del 7 agosto 2009.

Comincia la sua carriera in una squadra minore di Treviglio (C.S. Trevigliese) legata all'Atalanta che lo preleva nella stagione 1955/56. Esordisce diciottenne in Serie A giocando 20 partite e mettendo a segno 4 reti. Alla fine della stagione passa alla Fiorentina ma il calciatore, chiuso da attaccanti fortissimi, riesce a scendere in campo solo 9 volte segnando 3 reti. Nel 1957/58, ritenuto inutile dai dirigenti viola, si trasferisce in provincia alla Spal dove resta due stagioni in Serie A giocando 38 partite totali e segnando 10 reti. La Lazio lo acquista nel 1959/60 e a volerlo è soprattutto Fulvio Bernardini che sfrutta a pieno le capacità tecniche e agonistiche del giocatore.

Rozzoni s'impone all'attenzione dei critici e degli sportivi romani per le sue indubbie qualità e perchè s'integra magnificamente con l'altro attaccante della squadra, il fortissimo brasiliano Humberto Tozzi. Potente e aggressivo il primo, tecnico e raffinato il secondo. Nella prima stagione disputa 25 partite e segna 13 reti di cui addirittura due nella partita d'esordio al Flaminio contro il L.R. Vicenza l'11 ottobre 1959. L'anno seguente la Lazio retrocede per la prima volta nella sua storia in Serie B dopo un pessimo campionato in cui Rozzoni gioca 30 partite segnando 12 reti. L'unica soddisfazione la Lazio l'ottiene nel derby del 19 marzo 1961 quando, reduce da tre sconfitte consecutive e con la Roma in vantaggio per 1-0, Rozzoni stesso, nel giro di tre minuti, prima pareggia e poi mette a segno il goal della vittoria. Nel campionato 1961/62, con la Lazio in B, Orlando Rozzoni riesce a disputare 2 sole partite prima di essere ceduto il 17 ottobre all'Udinese. La cessione è causata non da motivi tecnici ma economici; la Lazio infatti incassa ben 110 milioni di lire indispensabili per le sue esauste casse.

Nella squadra friulana, che gioca in Serie A, il giocatore lombardo scende in campo 20 volte segnando 9 reti. A furor di popolo l'anno successivo viene riacquistato dalla Lazio dove in 18 gare realizza 10 reti, contribuendo al ritorno della squadra in A; un suo goal contro la Triestina è giudicato dai critici e dai tecnici il più bel goal segnato in Italia quell'anno. La scarsità delle partite giocate è dovuta a un gravissimo incidente patito contro il Como quando, in un tremendo scontro con il portiere lariano Geotti, si frattura il ginocchio. Nel 1963/64 il calciatore stenta molto. La gravità dell'infortunio e la lunga assenza dai campi di gioco non gli permettono di essere risolutivo. Gioca infatti solo 15 gare e segna un solo goal. Comincia la parabola discendente del calciatore: Rozzoni infatti non si riprende mai completamente dall'infortunio subìto. Nel 1964/65 è ceduto al Catania dove disputa 14 partite segnando 6 goal. Torna ancora una volta alla Lazio l'anno successivo ma viene schierato solo 4 volte (anche a causa del rapporto non buono con l'allenatore Mannocci e realizza 1 rete. I due campionati seguenti (dal novembre 1966) lo vedono tornare a Ferrara, dove viene schierato in tutto 32 volte con 8 reti totali. Nel 1968/69 il calciatore passa alla Ternana in Serie B: 17 sono le gare che disputa e 3 le reti marcate. Terminata la carriera agonistica, allena il Montevarchi (C2 1978/79), Città di Castello (Interregionale 1981/82) e Pergocrema (C2 1983/84).

Orlando Rozzoni ha collezionato con la maglia biancoceleste 94 presenze e 37 reti in Campionato, 6 presenze e 5 reti in Coppa Italia.

Orlando Rozzoni è ancora considerato degno rappresentante di quella serie di centravanti che hanno reso lustro alla storia della Lazio. Pur ricordando per il tipo di gioco, per il suo agonismo, per la potenza dei suoi tiri sia di destro che di sinistro, per le sue doti acrobatiche nel colpire di testa, il grandissimo Silvio Piola, egli non ebbe di quest'ultimo la raffinata tecnica. Molto prestante fisicamente (m. 1,86 per kg 83), ha posseduto una dote che caratterizza i grandi attaccanti: il senso del goal. A cavallo fra gli anni '50 e '60 il tifoso laziale, pur vivendo stagioni non particolarmente felici, si sentì rappresentato da questo generoso e forte calciatore affettuosamente soprannominato l'"Orlando Furioso". In più ebbe la fortuna e il merito di aver segnato goal decisivi alla Roma nei derby cittadini e questo contribuì alla sua popolarità.

Ha vissuto a Milano ed è stato uno dei più assidui frequentatori delle cene sociali che il Lazio club di Milano organizza periodicamente. Non a caso tale club ha intitolato a lui (quando era ancora in vita) e all'altro grande campione biancoceleste Renzo Garlaschelli la denominazione sociale. Muore alla vigilia del giorno in cui la sua Lazio si aggiudica la terza Supercoppa Italiana della sua storia.





Torna ad inizio pagina