Valle Giuseppe


Giuseppe Valle
Il Littoriale del 18 marzo 1932 dà l'annuncio della nomina del Generale Valle a Presidente Generale
Giuseppe Valle

Nato a Sassari il 17 dicembre 1886, deceduto a Roma il 20 luglio 1975. Si è sempre dichiarato come uno dei soci fondatori della Lazio.

Non compare ufficialmente tra i 9 "padri fondatori", ma sicuramente fu tra i primissimi ad aderire come atleta. Poichè i biancocelesti non avevano avversari, considerato il rifiuto posto dalla Virtus ad incontrarli dopo la batosta subita nel 1904, si erano suddivisi in due formazioni, chiamate "partiti", contraddistinte dai colori bianco e celeste. Valle faceva parte del partito bianco e giocava in porta. Podista, risulta essere arrivato in tempo massimo il 13 marzo 1904 nel "Premio Lazio", una gara di 20 km che, partendo da Porta Pia e passando per Castel Giubileo, aveva il traguardo a Porta del Popolo. Inoltre fu campione studentesco sulla stessa distanza. Ha ricoperto cariche molto importanti a livello societario negli anni '20 e '30 e fu eletto Presidente Generale della Società il 18 marzo 1932.

Militare di carriera: Giuseppe Valle frequenta l'Accademia militare e la Scuola di applicazione di artiglieria e genio. Nel 1907 è promosso al grado di sottotenente in servizio permanente effettivo. Nel novembre del 1911 viene assegnato in servizio navigante sul dirigibile militare con base a Vigna di Valle (Lago di Bracciano-Roma). Il mese successivo si imbarca come ufficiale di bordo sul dirigibile P.2, impiegato nella Guerra di Libia, fino al maggio 1912. Dopo la sua costituzione come arma indipendente, è per un certo periodo in Aereonautica con il grado di colonnello assumendo l'incarico di comandante del Gruppo dirigibili. Nel 1926 è nominato comandante della neonata Accademia Aeronautica che lascia due anni dopo per assumere le funzioni di capo dell'Ufficio centrale del demanio. Nel 1929 diviene di Sottocapo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, incarico che lascia l'anno seguente per divenire Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica, alle dipendenze del Ministro Italo Balbo. Nel 1933 lascia l'incarico di Capo di Stato Maggiore, per riassumerlo l'anno seguente assieme alla carica di Sottosegretario di Stato, alle dirette dipendenze del Capo del Governo Benito Mussolini, anche se godeva di vasta autonomia. Nel settembre 1939, si oppose alla preventivata entrata in guerra, dichiarando al Mussolini l'impreparazione della propria forza armata poco dopo venne sostituito dal generale di squadra aerea Francesco Pricolo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale fu assolto da alcune gravi accuse. Decorato di una Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico e di due Medaglie d'Argento al Valor Militare.





Torna ad inizio pagina