Zangrilli Romano


Romano Zangrilli
Nel 1927 fu scoperto un monumento in onore di Zangrilli nel cimitero di Genzano
Zangrilli nel 1920
La tomba di Romano Zangrilli al Cimitero del Verano di Roma
Zangrilli commemorato su un giornale dell'epoca

Podista, nuotatore e calciatore, nato a Norma (oggi provincia di Latina, allora provincia di Roma) nel 1884 e deceduto a Genzano di Roma (RM) il 5 gennaio 1923. Detto "Lallo".

Si distinse soprattutto come atleta di corsa di fondo e marcia. In quest'ultima specialità fu campione d'Italia sui 30 km nel 1905 con il tempo di 3h 07' 17. Molto importante fu pure la vittoria del Giro di Firenze di marcia il 5 giugno 1904. Ottenne anche il primato italiano di marcia sull'ora con km 11,470. Partecipò anche a numerose marce sui 100 km piazzandosi sempre tra i primi. Vinse per tre volte il titolo italiano di marcia. Insieme a Luigi Bigiarelli, Pagliani e Balestrieri diede lustro alla Lazio in Italia ed in Europa. Molto legato ai colori biancocelesti, si dedicò in modo limitato al calcio. Non mancava però di sostenere rumorosamente la squadra durante gli incontri e prendeva vigorosamente le difese dei giocatori biancocelesti più giovani, maltrattati dagli avversari. Da sempre molto attivo in ambito societario, fu vice segretario della società nel 1905. Nel 1901 fondò insieme a Bruto Seghettini, Angelo Golini ed altri l'A.S. Audace. Divenuto allenatore di Podismo collaborò con periodici sportivi, ad esempio la "Lettura Sportiva" e "L'Italia sportiva", scrivendo sulle più moderne metodiche di allenamento. E' ricordato anche per il suo fare galante e mondano manifestato in ogni occasione. Fu anche consulente organizzativo italiano in vista delle Olimpiadi di Anversa.

Le circostanze della morte di Zangrilli furono drammatiche. Le cronache del tempo parlarono di un uomo che dopo essere stato ferito gravemente alla testa durante la 1^ guerra mondiale, non riuscì più a riprendersi diventando alcolizzato e soffrendo di incubi e allucinazioni. Una notte, rincasando, ebbe la fallace percezione di essere inseguito e cominciò a sparare colpi di fucile dal terrazzo della sua abitazione. La moglie, Emma Boccabella, e la domestica tentarono di placarlo, ma Zangrilli esplose dei colpi contro le due donne senza colpirle. In preda al terrore la moglie impugnò una pistola ed esplose un colpo che raggiunse il marito alla nuca uccidendolo. Arrestata con l'accusa di omicidio volontario, fu processata per omicidio colposo e rimessa subito in libertà. Zangrilli era un esponente di spicco del fascismo di Genzano e al suo funerale presenziarono alti esponenti politici e molti cittadini. A lui fu intitolata una sezione dell'Audax Podistico Italiano.





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