Geppetti Marcello: differenze tra le versioni
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[[File:chinaglia_dito_sud.jpg|right|thumb|180px|Il famoso scatto fatto da Geppetti il 31 marzo 1974 durante il derby Roma-Lazio 1-2. Dopo la rete Chinaglia punta il dito verso i tifosi giallorossi <BR> © Foto M. Geppetti ]] |
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[[file:geppetti3.jpg|right|thumb|180px|Un momento della Mostra per i 40° anniversario della vittoria del 1° scudetto]] |
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[[file:geppetti_corsport.jpg|right|thumb|180px|Dal Corsport: Gennaio 1973 l'arbitro fa arretrare Geppetti e gli altri fotografi troppo vicini alla porta]] |
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[[file:geppetti6.jpg|left|thumb|180px|Un momento della Mostra per i 40° anniversario della vittoria del 1° scudetto]] |
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Comincia a presentare i suoi lavori a giornali e agenzie di stampa facendosi apprezzare, oltre che per la qualità delle sue foto, per il suo talento nella fotocronaca. |
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| ⚫ | I primi passi sono nell’agenzia Giuliani e Rocca per poi passare al servizio di Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle più importanti agenzie degli anni ‘50-‘60. Proprio a quei tempi risalgono le incredibili e disperate foto delle donne che si lasciano cadere nel vuoto durante l’incendio dell’Hotel Ambasciatori nel cuore di Roma, in via Veneto. Fu la casualità a far passare da lì Geppetti che immortalò immagini che fecero il giro del mondo per la loro forza giornalistica e la loro drammaticità. E' tra quel gruppo di fotografi - e lui è, con tutta probabilità, quello più d'assalto - che ispirerà Federico Fellini a creare la figura del "Paparazzo" nel film "La Dolce Vita" del 1960. |
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| ⚫ | Comincia a presentare i suoi lavori a giornali e agenzie di stampa facendosi apprezzare, oltre che per la qualità delle sue foto, per il suo talento nella fotocronaca. I primi passi sono nell’agenzia Giuliani e Rocca per poi passare al servizio di Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle più importanti agenzie degli anni [[1950|‘50]]-[[1960|‘60]]. Proprio a quei tempi risalgono le incredibili e disperate foto delle donne che si lasciano cadere nel vuoto durante l’incendio dell’Hotel Ambasciatori nel cuore di Roma, in via Veneto. Fu la casualità a far passare da lì Geppetti che immortalò immagini che fecero il giro del mondo per la loro forza giornalistica e la loro drammaticità. E' tra quel gruppo di fotografi - e lui è, con tutta probabilità, quello più d'assalto - che ispirerà Federico Fellini a creare la figura del "Paparazzo" nel film "La Dolce Vita" del 1960. |
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Geppetti lascia l’attività da dipendente di agenzie che gli stava diventando stretta e comincia a lavorare come free-lance, iniziando anche una collaborazione, che durerà dieci anni, con il “Momento Sera”, tra i più importanti quotidiani italiani dell'epoca. |
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Il periodo della Dolce Vita è il più proficuo dell’attività di un fotografo: Roma si rivelava un set a cielo aperto, per le sue strade circolavano le stelle internazionali e Marcello Geppetti ha scattato foto che hanno fatto epoca, come il primo nudo di Brigitte Bardot e il bacio che svelò l'amore tra Liz Taylor e Richard Burton. |
Geppetti lascia l’attività da dipendente di agenzie che gli stava diventando stretta e comincia a lavorare come free-lance, iniziando anche una collaborazione, che durerà dieci anni, con il "Momento Sera", tra i più importanti quotidiani italiani dell'epoca. Il periodo della Dolce Vita è il più proficuo dell’attività di un fotografo: Roma si rivelava un set a cielo aperto, per le sue strade circolavano le stelle internazionali e Marcello Geppetti ha scattato foto che hanno fatto epoca, come il primo nudo di Brigitte Bardot e il bacio che svelò l'amore tra Liz Taylor e Richard Burton. La sua attività fotografica continua incessante anche nelle decadi successive quando scatta testimonianze struggenti ed emblematiche degli "anni di piombo", oppure quando si cimenta in viaggi sui set cinematografici. |
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| ⚫ | Le sue opere hanno un grande valore documentaristico, restituendo ai fotografi di celebrità la giusta misura e dignità artistica con immagini indimenticabili che testimoniano la grandezza di un periodo storico fondamentale per la storia italiana e non solo. Il suo nome fa il giro del mondo: le sue immagini appaiono su "Time Magazine", "Life", "Vogue", "Donna Karan" e, in occasione di importanti esposizioni in varie gallerie di Roma, Milano, Londra, Lisbona, Sao Paulo, San Pietroburgo, New York, San Francisco, St.Tropez, Bologna, le sue immagini sono vendute nelle aste di Sotheby's. Due scatti, il già citato bacio a Ischia tra Liz Taylor e Richard Burton e Anita Ekberg che assalta i fotografi con arco e frecce, sono entrati a far parte dell’elenco, stilato di recente da ARTH 923 (uno studio dell’Università di Boston sull’arte dell’immagine) delle 30 immagini più famose della storia, dove il nome di Geppetti figura accanto a quello di Andy Warhol e Cecil Beaton. Nel [[1997]], in concomitanza con una mostra alla Robert Miller Gallery di New York, Richard Schonauer, l’editore di "American Photo", lo chiama "il fotografo più sottovalutato della storia", aggiungendo che ha creato uno stile nuovo e unico di immortalare le celebrità e articoli sul "New York Times" e sul "Newsweek" lo paragonano a Cartier-Bresson e Weegee. E nel [[2009]] Marcello ha l'onore di dividere proprio col grande Weegee, una mostra alla Galleria De Lellis di New York, intitolata "The Sweet Life/Shooting Stars". |
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La sua attività fotografica continua incessante anche nelle decadi successive quando scatta testimonianze struggenti ed emblematiche degli “anni di piombo”, oppure quando si cimenta in viaggi sui set cinematografici. |
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Nel [[2010]] l'Italia gli dà un giusto riconoscimento, scegliendo 120 tra le sue immagini più belle da esporre al Museo del Cinema di Torino, per celebrare i 50 anni del film "La Dolce Vita". A Roma, la sua città, è stata fatta una proposta per intitolargli una via della capitale. Il [[27 febbraio]] del [[1998]] scatta il suo ultimo clic e lascia in eredità un’immensa galleria di più di un milione di fotografie (che spaziano in ogni campo del giornalismo), la maggior parte delle quali inedite, che narrano con pennellate d’autore un periodo lunghissimo della nostra vita... e della nostra storia. Tifoso della Lazio. E' lui ad immortalare [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] con il dito puntato verso la curva dei tifosi della [[Roma AS|Roma]] dopo la rete al derby del [[31 marzo]] [[1974]]. Una delle foto più importanti ed amate dai tifosi biancazzurri. |
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| ⚫ | Le sue opere hanno un grande valore documentaristico, restituendo ai fotografi di celebrità la giusta misura e dignità artistica con immagini indimenticabili che testimoniano la grandezza di un periodo storico fondamentale per la storia italiana e non solo. Il suo nome fa il giro del mondo: le sue immagini appaiono su |
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'''Fonte:''' <html> <a href="http://www.marcellogeppetti.com" target="_new"> www.marcellogeppetti.com </a> </html> |
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Il [[27 febbraio]] del [[1998]] scatta il suo ultimo clic e lascia in eredità un’immensa galleria di più di un milione di fotografie (che spaziano in ogni campo del giornalismo), la maggior parte delle quali inedite, che narrano con pennellate d’autore un periodo lunghissimo della nostra vita... e della nostra storia. |
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Tifoso della Lazio. E' lui ad immortalare [[Chinaglia Giorgio|Giorgio Chinaglia]] con il dito puntato verso la curva dei tifosi della Roma dopo la rete al derby del [[31 marzo]] [[1974]]. |
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Una delle foto più importanti ed amate dai tifosi biancazzurri. |
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► '''[[Le foto di Marcello Geppetti con la Lazio. Gallery 1|Vai alle Gallery di foto sulla Lazio di Marcello Geppetti]] <BR> (Si ringrazia per la gentile collaborazione Marco e Monica Geppetti) |
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'''Fonte:''' www.marcellogeppetti.com |
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(Si ringrazia per la collaborazione Marco e Monica Geppetti) |
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file:geppetti2.jpg|La brochure dello studio Geppetti |
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file:geppetti7.jpg|Marcello Geppetti con uno dei figli mentre si reca allo stadio |
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[[Categoria:Personaggi|Geppetti Marcello]] |
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Versione attuale delle 19:03, 31 dic 2025

© Foto M. Geppetti

© Foto M. Geppetti




Marcello Geppetti nasce a Rieti nel 1933. Fin da giovanissimo ha cominciato a sviluppare la sua passione per la fotografia.
Comincia a presentare i suoi lavori a giornali e agenzie di stampa facendosi apprezzare, oltre che per la qualità delle sue foto, per il suo talento nella fotocronaca. I primi passi sono nell’agenzia Giuliani e Rocca per poi passare al servizio di Meldolesi-Canestrelli-Bozzer, una delle più importanti agenzie degli anni ‘50-‘60. Proprio a quei tempi risalgono le incredibili e disperate foto delle donne che si lasciano cadere nel vuoto durante l’incendio dell’Hotel Ambasciatori nel cuore di Roma, in via Veneto. Fu la casualità a far passare da lì Geppetti che immortalò immagini che fecero il giro del mondo per la loro forza giornalistica e la loro drammaticità. E' tra quel gruppo di fotografi - e lui è, con tutta probabilità, quello più d'assalto - che ispirerà Federico Fellini a creare la figura del "Paparazzo" nel film "La Dolce Vita" del 1960.
Geppetti lascia l’attività da dipendente di agenzie che gli stava diventando stretta e comincia a lavorare come free-lance, iniziando anche una collaborazione, che durerà dieci anni, con il "Momento Sera", tra i più importanti quotidiani italiani dell'epoca. Il periodo della Dolce Vita è il più proficuo dell’attività di un fotografo: Roma si rivelava un set a cielo aperto, per le sue strade circolavano le stelle internazionali e Marcello Geppetti ha scattato foto che hanno fatto epoca, come il primo nudo di Brigitte Bardot e il bacio che svelò l'amore tra Liz Taylor e Richard Burton. La sua attività fotografica continua incessante anche nelle decadi successive quando scatta testimonianze struggenti ed emblematiche degli "anni di piombo", oppure quando si cimenta in viaggi sui set cinematografici.
Le sue opere hanno un grande valore documentaristico, restituendo ai fotografi di celebrità la giusta misura e dignità artistica con immagini indimenticabili che testimoniano la grandezza di un periodo storico fondamentale per la storia italiana e non solo. Il suo nome fa il giro del mondo: le sue immagini appaiono su "Time Magazine", "Life", "Vogue", "Donna Karan" e, in occasione di importanti esposizioni in varie gallerie di Roma, Milano, Londra, Lisbona, Sao Paulo, San Pietroburgo, New York, San Francisco, St.Tropez, Bologna, le sue immagini sono vendute nelle aste di Sotheby's. Due scatti, il già citato bacio a Ischia tra Liz Taylor e Richard Burton e Anita Ekberg che assalta i fotografi con arco e frecce, sono entrati a far parte dell’elenco, stilato di recente da ARTH 923 (uno studio dell’Università di Boston sull’arte dell’immagine) delle 30 immagini più famose della storia, dove il nome di Geppetti figura accanto a quello di Andy Warhol e Cecil Beaton. Nel 1997, in concomitanza con una mostra alla Robert Miller Gallery di New York, Richard Schonauer, l’editore di "American Photo", lo chiama "il fotografo più sottovalutato della storia", aggiungendo che ha creato uno stile nuovo e unico di immortalare le celebrità e articoli sul "New York Times" e sul "Newsweek" lo paragonano a Cartier-Bresson e Weegee. E nel 2009 Marcello ha l'onore di dividere proprio col grande Weegee, una mostra alla Galleria De Lellis di New York, intitolata "The Sweet Life/Shooting Stars".
Nel 2010 l'Italia gli dà un giusto riconoscimento, scegliendo 120 tra le sue immagini più belle da esporre al Museo del Cinema di Torino, per celebrare i 50 anni del film "La Dolce Vita". A Roma, la sua città, è stata fatta una proposta per intitolargli una via della capitale. Il 27 febbraio del 1998 scatta il suo ultimo clic e lascia in eredità un’immensa galleria di più di un milione di fotografie (che spaziano in ogni campo del giornalismo), la maggior parte delle quali inedite, che narrano con pennellate d’autore un periodo lunghissimo della nostra vita... e della nostra storia. Tifoso della Lazio. E' lui ad immortalare Giorgio Chinaglia con il dito puntato verso la curva dei tifosi della Roma dopo la rete al derby del 31 marzo 1974. Una delle foto più importanti ed amate dai tifosi biancazzurri.
Fonte: www.marcellogeppetti.com
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(Si ringrazia per la gentile collaborazione Marco e Monica Geppetti)
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