Asilo Lazio: differenze tra le versioni

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[[File:vven.jpg|thumb|left|200px|L'edificio a destra ospitava la sede della Lazio. La Società biancoceleste rimase in Via Veneto dal 1915 al 1924. In alcuni ambienti interni era collocato l'Asilo Lazio]]
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[[File:fb010119.png|right|200px|thumb|La notizia della esistenza di un Asilo Lazio è stata pubblicata da LazioWiki sui social il 1 gennaio 2019, come si evince da questo screenshoot]]
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[[File:aslazi bambini.jpg|thumb|left|200px|I bambini figli di soldati impegnati in guerra od orfani posano nel cortile dell'Asilo]]
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L'Asilo Lazio fu creato a giugno-luglio del [[1915]] dalla S.P. Lazio, su iniziativa di [[Ballerini Fortunato|Fortunato Ballerini]], con la spinta amministrativa del socio biancoceleste e consigliere comunale [[Apolloni Adolfo|Adolfo Apolloni]], poi divenuto sindaco, e di altri dirigenti, per accogliere un certo numero di figli dei richiamati in guerra che versavano in particolari situazioni di disagio e che abitavano nel quartiere. Tra i Patrocinatori, oltre alla dirigenza della Lazio, vi erano le nobildonne [[Vesin Anna|Anna Vesin]] e [[Serraggi Anna|Anna Serraggi]]. Accoglieva un numero compreso tra i 30 e i 35 bambini di età compresa fra i tre e i cinque anni per i maschi e fra i tre e i sette anni per le femmine. La gestione dell'Asilo era affidata al Comitato Femminile che provvedeva al sostentamento dei piccoli ospiti. La sede si trovava in un ampio ambiente della sede della Lazio di [[Via Vittorio Veneto ex 7|Via Veneto, 7]]. La decisione di aprire questo Asilo fu presa all'unanimità dall'Assemblea dei Soci. L'Asilo fu inaugurato lunedì [[28 giugno]] [[1915]] con un discorso del letterato bolognese Goffredo Bellonci. Il peso economico di questa iniziativa era demandato ai contributi spontanei che tutti i soci oblatori elargivano con spontaneità e generosità. Anche note personalità della politica e della cultura non mancarono di far pervenire il loro aiuto economico.


Inoltre le protagoniste dell'iniziativa furono le mogli e le sorelle dei tanti soci della Podistica che si dedicarono a questa nobile attività con tutte le loro energie. Altri asili nacquero nelle varie zone di Roma, ma quello della Lazio era l'unico creato da una società sportiva.
Nel [[1916]] fu costituito dalla S.P. Lazio un Asilo che ospitava i bambini dei combattenti nella grande Guerra. La sede era il [[Via Vittorio Veneto ex 7|Via Vittorio Veneto]]. Tra i Patrocinatori, oltre alla dirigenza della Lazio vi erano le Nobildonne [[Vesin Anna|Anna Vesin]] e [[Serraggi Anna|Anna Serraggi]] e il futuro Sindaco e scultore [[Apolloni Adolfo|Adolfo Apolloni]].
Tra coloro che offrirono contibuti alla causa vi furono S.A.R. la Regina Elena di Montenegro Savoia, S.E. il Cardinal Francesco di Paola Cassetta e il Prefetto di Roma e il Ministro dell'Interno.
Si ricordi come l'attività assistenziale nei riguardi dei bambini abbandonati, poveri od orfani esisteva a Roma sin dalla metà del 1800 ed era stata introdotta da ricche famiglie della comunità ebraica. Anche nell'Asilo Lazio il contributo di questa comunità fu sostanziale. Si ricordano, a tal proposito, le famiglie Modena-Levi, Tavani-Arquati, Lattes, Segrè, Esdra-Di Porto ed altre. L'Asilo Lazio rimase attivo fino al [[1919]]. Tra coloro che offrirono contributi alla causa vi furono S.A.R. la Regina Elena di Montenegro Savoia, S.E. il Cardinal Francesco di Paola Cassetta, il Prefetto di Roma e il Ministro dell'Interno. Questa nobile iniziativa, insieme alla costruzione di un orto di guerra vicino lo [[Stadio Rondinella - Roma|stadio della Rondinella]], porterà la Società [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|ad essere eretta ad Ente Morale]].
Questa nobile iniziativa, insieme alla costruzione di un orto di guerra vicino lo stadio della Rondinella porterà la Società ad essere eretta ad [[La Società Podistica Lazio viene eretta Ente Morale|Ente Morale]]


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Riportiamo, qui di seguito, un articolo tratto dal quindicinale "Lazio", organo ufficiale della Società biancoceleste, del [[1 aprile]] [[1916]]:
[[categoria:Cronaca|Asilo Lazio]]

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File:aslaz 2.jpg|Una delle iniziative organizzate dalla Lazio a favore dell'Asilo
File:aslaz 3wxy.jpg|La Lazio ringrazia la Regina Elena per gli aiuti da lei elargiti a favore dell'Asilo Lazio
File:aslaz.jpg|Il programma di uno degli eventi
File:aprile1916_Bollettino.jpg|Dal Bollettino della Lazio del 1° aprile 1916
File:aprile1916_Bollettino1.jpg|Dal Bollettino della Lazio del 1° aprile 1916
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[[categoria:Cronaca]]

Versione attuale delle 21:52, 1 mar 2020

L'edificio a destra ospitava la sede della Lazio. La Società biancoceleste rimase in Via Veneto dal 1915 al 1924. In alcuni ambienti interni era collocato l'Asilo Lazio
La notizia della esistenza di un Asilo Lazio è stata pubblicata da LazioWiki sui social il 1 gennaio 2019, come si evince da questo screenshoot
I bambini figli di soldati impegnati in guerra od orfani posano nel cortile dell'Asilo

L'Asilo Lazio fu creato a giugno-luglio del 1915 dalla S.P. Lazio, su iniziativa di Fortunato Ballerini, con la spinta amministrativa del socio biancoceleste e consigliere comunale Adolfo Apolloni, poi divenuto sindaco, e di altri dirigenti, per accogliere un certo numero di figli dei richiamati in guerra che versavano in particolari situazioni di disagio e che abitavano nel quartiere. Tra i Patrocinatori, oltre alla dirigenza della Lazio, vi erano le nobildonne Anna Vesin e Anna Serraggi. Accoglieva un numero compreso tra i 30 e i 35 bambini di età compresa fra i tre e i cinque anni per i maschi e fra i tre e i sette anni per le femmine. La gestione dell'Asilo era affidata al Comitato Femminile che provvedeva al sostentamento dei piccoli ospiti. La sede si trovava in un ampio ambiente della sede della Lazio di Via Veneto, 7. La decisione di aprire questo Asilo fu presa all'unanimità dall'Assemblea dei Soci. L'Asilo fu inaugurato lunedì 28 giugno 1915 con un discorso del letterato bolognese Goffredo Bellonci. Il peso economico di questa iniziativa era demandato ai contributi spontanei che tutti i soci oblatori elargivano con spontaneità e generosità. Anche note personalità della politica e della cultura non mancarono di far pervenire il loro aiuto economico.

Inoltre le protagoniste dell'iniziativa furono le mogli e le sorelle dei tanti soci della Podistica che si dedicarono a questa nobile attività con tutte le loro energie. Altri asili nacquero nelle varie zone di Roma, ma quello della Lazio era l'unico creato da una società sportiva. Si ricordi come l'attività assistenziale nei riguardi dei bambini abbandonati, poveri od orfani esisteva a Roma sin dalla metà del 1800 ed era stata introdotta da ricche famiglie della comunità ebraica. Anche nell'Asilo Lazio il contributo di questa comunità fu sostanziale. Si ricordano, a tal proposito, le famiglie Modena-Levi, Tavani-Arquati, Lattes, Segrè, Esdra-Di Porto ed altre. L'Asilo Lazio rimase attivo fino al 1919. Tra coloro che offrirono contributi alla causa vi furono S.A.R. la Regina Elena di Montenegro Savoia, S.E. il Cardinal Francesco di Paola Cassetta, il Prefetto di Roma e il Ministro dell'Interno. Questa nobile iniziativa, insieme alla costruzione di un orto di guerra vicino lo stadio della Rondinella, porterà la Società ad essere eretta ad Ente Morale.




Riportiamo, qui di seguito, un articolo tratto dal quindicinale "Lazio", organo ufficiale della Società biancoceleste, del 1 aprile 1916:







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