Dovarch Dino: differenze tra le versioni
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| ⚫ | Nato a Roma nel [[1916]]. Deceduto nel [[1938]]. Centrosostegno e mediano. Fratello del forte canottiere Manlio Dovarch della Tevere Remo. Cresciuto nel vivaio della Lazio, fu mandato nel [[1932]] a fare esperienza nella A.S. Tevere. Nella stagione [[1933/34]] questa società lo diede in prestito al G.S. Montesacro ma quasi al termine del campionato lo riprese per girarlo, con nullaosta temporaneo, al C.S. Romano. Nell'agosto [[1935]] la Lazio, ancora proprietaria del calciatore, lo |
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[[Immagine:Dovarch_a.jpg|thumb|right|200px|La cronaca di una partita in cui Dovarch fu protagonista nel novembre [[1936]]]] |
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| ⚫ | Nato a Roma nel [[1916]]. Deceduto nel [[1938]]. Centrosostegno e mediano. Fratello del forte canottiere Manlio Dovarch della Tevere Remo. Cresciuto nel vivaio della Lazio, fu mandato nel [[1932]] a fare esperienza nella A.S. Tevere. Nella stagione [[1933/34]] questa società lo diede in prestito al G.S. Montesacro ma quasi al termine del campionato lo riprese per girarlo, con nullaosta temporaneo, al C.S. Romano. Nell'agosto [[1935]] la Lazio, ancora proprietaria del calciatore, lo inserì in lista di trasferimento pur mantenendo una clausola di riscatto. Il G.S. "Fausto Cecconi" Centocelle lo ingaggiò per la stagione [[1935/36]] e, pur con nullaosta temporanei in favore dell'A.S. Tevere, rimase in questa società fino al termine del campionato. Il giovane calciatore venne sempre attentamente tenuto sotto osservazione dai tecnici laziali in vista di un ritorno definitivo in biancoceleste. Purtroppo una malattia polmonare determinò, a soli ventidue anni, la morte di questo promettente atleta. |
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[[Categoria:Biografie|Dovarch Dino]] |
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Versione attuale delle 20:01, 3 ott 2008


Nato a Roma nel 1916. Deceduto nel 1938. Centrosostegno e mediano. Fratello del forte canottiere Manlio Dovarch della Tevere Remo. Cresciuto nel vivaio della Lazio, fu mandato nel 1932 a fare esperienza nella A.S. Tevere. Nella stagione 1933/34 questa società lo diede in prestito al G.S. Montesacro ma quasi al termine del campionato lo riprese per girarlo, con nullaosta temporaneo, al C.S. Romano. Nell'agosto 1935 la Lazio, ancora proprietaria del calciatore, lo inserì in lista di trasferimento pur mantenendo una clausola di riscatto. Il G.S. "Fausto Cecconi" Centocelle lo ingaggiò per la stagione 1935/36 e, pur con nullaosta temporanei in favore dell'A.S. Tevere, rimase in questa società fino al termine del campionato. Il giovane calciatore venne sempre attentamente tenuto sotto osservazione dai tecnici laziali in vista di un ritorno definitivo in biancoceleste. Purtroppo una malattia polmonare determinò, a soli ventidue anni, la morte di questo promettente atleta.