Giovedì 30 giugno 1966 - Caracas, Estadio Olímpico de la Ciudad Universitaria - Lazio- Vitória Guimarães 1-1: differenze tra le versioni

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[[1965/66|Stagione]]
 
'''LAZIO:''' [[Gori Roberto|Gori]], [[Dotti Pietro|Dotti]], [[Vitali Giampiero|Vitali]], [[Gasperi Vincenzo|Gasperi]], [[Carosi Paolo|Carosi]], [[Galli Carlo|Galli]], [[Renna Antonio|Renna]], [[Bartù Can|Bartù]], [[D'Amato Vito|D’Amato]], [[Di Pucchio Claudio|Di Pucchio]] ([[Proietti Farinelli Vincenzo|Proietti Farinelli]]), [[Sassaroli Gianni|Sassaroli]].All. [[Lovati Roberto|Lovati]] .
 
'''VITORIA GUIMARAES:''' Arnaoldo; Gualter, Pinto; Jorge, Daniel, Silva; Perez, Morais, Dyalma, Mendez, Castro (Viela).
 
'''Arbitro:''' Osorio (PortogalloVenezuela).
 
'''Marcatori:''' 46’ Dyalma, 67’ [[Sassaroli Gianni|Sassaroli]].
 
'''Note:''' Spettatori 10.000 circa; cielo sereno, campo leggero;in calcidiscrete condizioni. Calci d’angolo: 9-5 in favore della Lazio.
 
'''Spettatori:''' 10.000.
Corriere dello Sport scrive: Applaudita la Lazio che sfiora la sua prima vittoria. Segna il Guimaraes, pareggia Sassaroli. Il risultato è giusto eppure la Lazio ha gettato al vento la prima vittoria: è si arrivato il primo risultato positivo, gradito dagli italiani, ma questa partita che il Guimaraes ha meritato di pareggiare ha lasciato la bocca amara perché la Lazio nel primo tempo aveva strameritato di vincere e solo la sfortuna, sommata agli errori plateali di alcune sue punte, hanno consentito al Guimaraes di salvarsi. Non è un gioco di parole, am una constatazione: rivedendo la gara nel suo complesso ci accorgiamo che la Lazio aveva dominato nel primo tempo ed il Guimaraes nella ripresa, eppure se la Lazio che poteva concludere la prima parte con un vantaggio di tre o quattro reti, su cui nessuno avrebbe avuto nulla da ridire per cui la ripresa dei lusitani sarebbe stata inutile oppure non ci sarebbe neppure stata. D’accordo, è inutile piangere sula latte versato: Lazio e Guimaraes hanno impattato 1-1 e non ci resta che fare la cronaca dell’incontro, lamentandoci ancora una volta di questi arbitri venezuaelani: il sig. Osorio che ha arbitrato quest’incontro in tutta incoscienza, solleverebbe in Italia un invasione dietro l’altra. Qui infatti per il prossimo anno, annivarsario del IV° centenario della fondazione di Caracas intendono invitare il Real Madrid, Inte, il Santos ed il Botafogo, ma sarebbe il caso che invitassero arbitri validi. Quanto all’incontro: nel primo tempo la Lazio ha esercitato un predominio pressochè costante, non sono mancate le occasioni: la più facile s’è presentata a D’Amato al 12’ quando è piombato di fronte all’esterrefatto portiere portoghese tutto solo ed il suo tiro sbilenco è stato per Arnaoldo un vero e proprio annuncio di grazia. Ma la Lazio non si è tuttavia scoraggiata, ha proseguito nelle sue raffiche d’attacco, costringendo a tratti tutti i portoghesi nella propria area di rigore, come in assedio. In questa prima parte la Lazio è stat più forte a centrocampo e più decisa in difesa, assolutamente poco impegnata. L’attacco, purtroppo, è risultato indeciso sotto rete per quanto agile, scattante e bravo era stato nel costruirsi le azioni da gol. Così D’Amato e poi Renna e Bartù hanno mancato altre quattro occasionissime. C’è stato da mettersi le mani nei capelli. D’Amato soprattutto sembrava scatenato alla ricerca delle occasioni perdute. La difesa portoghese annaspare e Vito la fendeva come l’acciaio quando passa rovente nel burro. Né il centravanti né il libero erano in grado di contrastargli il passo: Vito scattava, fintava, dribblava, lanciava e riceveva in corsa ed al momento di concludere appariva desolatamente goffo, calciava piano sul portiere, tirava violentemente al lato: nulla da fare. E Renna e Bartù lo imitavano maldestramente: 0-0 all’inyervallo, ed avrebbe potute essere un trionfo. Nella ripresa, secondo il vecchio detto per cui squadra che si mangia il gol, li sconta, è passato inaspettatamente il Guimaraes. Che nelle amichevoli settembrine non sarà l’avversario dell Lazio, ma lo sarà lo Sporting di Lisbona. Non era trascorsi neppure un minuto di gioco e Dyalma raccoglieva al volo un cross del centravanti e scagliava in rete: gol bellissimo ed imparabile, la Lazio ora era costretta ad inseguire dopo aver strameritato di vincere. Le gambe dei biancocelesti non reggevano più la fatica , il ritmo già alla fine del primo tempo era visibilmente calato, mentre i lusitani stavano crescendo e la difesa laziale era costretta a salvarsi con bravura e talvolta anche con affanno. Il Guimaraes dava venti minuti di spettacolo, da infarto per l acolonia italiana, i portoghesi s’erano improvvisamente trasformati in tanti piccoli Eusebio: è stato un recital di stop, lanci, finte e tiri al fulmicotone, per fortuna Gori è stato prontissimo e la sfuriata passava; riprendeva la Lazio, dapprima cautamente e poi con rabbia; al 22’ Sassaroli, riprendendo una corta respinta di Arnaoldo pareggiava, ma il pareggio raggiunto spegneva lentamente le ambizioni di entrambe le squadre, la Lazio ha esercitato ancore un certo predominio territoriale, ma il gioco ristagnava a centro campo e la partita non ha offerto ulteriori emozioni. Nello scegliere i migliori indicheremo Carosi, Vitali e Renna, ma anche Gori per le volte che è stato chiamato alla prova, e se l’è cavata brillantemente. Il pareggio è stato accolto favorevolmente dalla colonia italiana, forse delusa dai risultati precedenti; i giocatori della Lazio invece si sonolimitati a commentare le notizie di provenianza italiana, Vitali era felice del suo passaggio alla Fiorentina, mentre Gasperi era scontento del suo passaggio al Varese in B, tutti hanno accolto favorevolmente il riacquisto di Morrone ed in tutti ha suscitato entusiasmo la vittoria degli azzurri in Messico, ora si attende la prova con il Valencia per chiudere definitivamente l’avventura del Torneo Simone Bolivar.
 
Il Corriere dello Sport scrive: ''Applaudita la Lazio che sfiora la sua prima vittoria. Segna il Guimaraes, pareggia Sassaroli. Il risultato è giusto eppure la Lazio ha gettato al vento la prima vittoria: è si arrivato il primo risultato positivo, gradito dagli italiani, ma questa partita che il Guimaraes ha meritato di pareggiare ha lasciato la bocca amara perché la Lazio nel primo tempo aveva strameritato di vincere e solo la sfortuna, sommata agli errori plateali di alcune sue punte, hanno consentito al Guimaraes di salvarsi.'' Non è un gioco di parole, am una constatazione: rivedendo la gara nel suo complesso ci accorgiamo che la Lazio aveva dominato nel primo tempo ed il Guimaraes nella ripresa, eppure se la Lazio che poteva concludere la prima parte con un vantaggio di tre o quattro reti, su cui nessuno avrebbe avuto nulla da ridire per cui la ripresa dei lusitani sarebbe stata inutile oppure non ci sarebbe neppure stata. D’accordo, è inutile piangere sula latte versato: Lazio e Guimaraes hanno impattato 1-1 e non ci resta che fare la cronaca dell’incontro, lamentandoci ancora una volta di questi arbitri venezuaelani: il sig. Osorio che ha arbitrato quest’incontro in tutta incoscienza, solleverebbe in Italia un invasione dietro l’altra. Qui infatti per il prossimo anno, annivarsario del IV° centenario della fondazione di Caracas intendono invitare il Real Madrid, Inte, il Santos ed il Botafogo, ma sarebbe il caso che invitassero arbitri validi. Quanto all’incontro: nel primo tempo la Lazio ha esercitato un predominio pressochè costante, non sono mancate le occasioni: la più facile s’è presentata a D’Amato al 12’ quando è piombato di fronte all’esterrefatto portiere portoghese tutto solo ed il suo tiro sbilenco è stato per Arnaoldo un vero e proprio annuncio di grazia. Ma la Lazio non si è tuttavia scoraggiata, ha proseguito nelle sue raffiche d’attacco, costringendo a tratti tutti i portoghesi nella propria area di rigore, come in assedio. In questa prima parte la Lazio è stat più forte a centrocampo e più decisa in difesa, assolutamente poco impegnata. L’attacco, purtroppo, è risultato indeciso sotto rete per quanto agile, scattante e bravo era stato nel costruirsi le azioni da gol. Così D’Amato e poi Renna e Bartù hanno mancato altre quattro occasionissime. C’è stato da mettersi le mani nei capelli. D’Amato soprattutto sembrava scatenato alla ricerca delle occasioni perdute. La difesa portoghese annaspare e Vito la fendeva come l’acciaio quando passa rovente nel burro. Né il centravanti né il libero erano in grado di contrastargli il passo: Vito scattava, fintava, dribblava, lanciava e riceveva in corsa ed al momento di concludere appariva desolatamente goffo, calciava piano sul portiere, tirava violentemente al lato: nulla da fare. E Renna e Bartù lo imitavano maldestramente: 0-0 all’inyervallo, ed avrebbe potute essere un trionfo. Nella ripresa, secondo il vecchio detto per cui squadra che si mangia il gol, li sconta, è passato inaspettatamente il Guimaraes. Che nelle amichevoli settembrine non sarà l’avversario dell Lazio, ma lo sarà lo Sporting di Lisbona. Non era trascorsi neppure un minuto di gioco e Dyalma raccoglieva al volo un cross del centravanti e scagliava in rete: gol bellissimo ed imparabile, la Lazio ora era costretta ad inseguire dopo aver strameritato di vincere. Le gambe dei biancocelesti non reggevano più la fatica , il ritmo già alla fine del primo tempo era visibilmente calato, mentre i lusitani stavano crescendo e la difesa laziale era costretta a salvarsi con bravura e talvolta anche con affanno. Il Guimaraes dava venti minuti di spettacolo, da infarto per l acolonia italiana, i portoghesi s’erano improvvisamente trasformati in tanti piccoli Eusebio: è stato un recital di stop, lanci, finte e tiri al fulmicotone, per fortuna Gori è stato prontissimo e la sfuriata passava; riprendeva la Lazio, dapprima cautamente e poi con rabbia; al 22’ Sassaroli, riprendendo una corta respinta di Arnaoldo pareggiava, ma il pareggio raggiunto spegneva lentamente le ambizioni di entrambe le squadre, la Lazio ha esercitato ancore un certo predominio territoriale, ma il gioco ristagnava a centro campo e la partita non ha offerto ulteriori emozioni. Nello scegliere i migliori indicheremo Carosi, Vitali e Renna, ma anche Gori per le volte che è stato chiamato alla prova, e se l’è cavata brillantemente. Il pareggio è stato accolto favorevolmente dalla colonia italiana, forse delusa dai risultati precedenti; i giocatori della Lazio invece si sonolimitati a commentare le notizie di provenianza italiana, Vitali era felice del suo passaggio alla Fiorentina, mentre Gasperi era scontento del suo passaggio al Varese in B, tutti hanno accolto favorevolmente il riacquisto di Morrone ed in tutti ha suscitato entusiasmo la vittoria degli azzurri in Messico, ora si attende la prova con il Valencia per chiudere definitivamente l’avventura del Torneo Simone Bolivar.
 
[[Immagine:30giu66.jpg|thumb|left|da "L'Unità"]]

Versione delle 13:11, 17 gen 2012

Stagione

Torneo Simone Bolivar 1966 - 3° incontro

Stagione

LAZIO: Gori, Dotti, Vitali, Gasperi, Carosi, Galli, Renna, Bartù, D’Amato, Di Pucchio (Proietti Farinelli), Sassaroli.All. Lovati .

VITORIA GUIMARAES: Arnaoldo; Gualter, Pinto; Jorge, Daniel, Silva; Perez, Morais, Dyalma, Mendez, Castro (Viela).

Arbitro: Osorio (Venezuela).

Marcatori: 46’ Dyalma, 67’ Sassaroli.

Note: cielo sereno, campo in discrete condizioni. Calci d’angolo: 9-5 in favore della Lazio.

Spettatori: 10.000.

Il Corriere dello Sport scrive: Applaudita la Lazio che sfiora la sua prima vittoria. Segna il Guimaraes, pareggia Sassaroli. Il risultato è giusto eppure la Lazio ha gettato al vento la prima vittoria: è si arrivato il primo risultato positivo, gradito dagli italiani, ma questa partita che il Guimaraes ha meritato di pareggiare ha lasciato la bocca amara perché la Lazio nel primo tempo aveva strameritato di vincere e solo la sfortuna, sommata agli errori plateali di alcune sue punte, hanno consentito al Guimaraes di salvarsi. Non è un gioco di parole, am una constatazione: rivedendo la gara nel suo complesso ci accorgiamo che la Lazio aveva dominato nel primo tempo ed il Guimaraes nella ripresa, eppure se la Lazio che poteva concludere la prima parte con un vantaggio di tre o quattro reti, su cui nessuno avrebbe avuto nulla da ridire per cui la ripresa dei lusitani sarebbe stata inutile oppure non ci sarebbe neppure stata. D’accordo, è inutile piangere sula latte versato: Lazio e Guimaraes hanno impattato 1-1 e non ci resta che fare la cronaca dell’incontro, lamentandoci ancora una volta di questi arbitri venezuaelani: il sig. Osorio che ha arbitrato quest’incontro in tutta incoscienza, solleverebbe in Italia un invasione dietro l’altra. Qui infatti per il prossimo anno, annivarsario del IV° centenario della fondazione di Caracas intendono invitare il Real Madrid, Inte, il Santos ed il Botafogo, ma sarebbe il caso che invitassero arbitri validi. Quanto all’incontro: nel primo tempo la Lazio ha esercitato un predominio pressochè costante, non sono mancate le occasioni: la più facile s’è presentata a D’Amato al 12’ quando è piombato di fronte all’esterrefatto portiere portoghese tutto solo ed il suo tiro sbilenco è stato per Arnaoldo un vero e proprio annuncio di grazia. Ma la Lazio non si è tuttavia scoraggiata, ha proseguito nelle sue raffiche d’attacco, costringendo a tratti tutti i portoghesi nella propria area di rigore, come in assedio. In questa prima parte la Lazio è stat più forte a centrocampo e più decisa in difesa, assolutamente poco impegnata. L’attacco, purtroppo, è risultato indeciso sotto rete per quanto agile, scattante e bravo era stato nel costruirsi le azioni da gol. Così D’Amato e poi Renna e Bartù hanno mancato altre quattro occasionissime. C’è stato da mettersi le mani nei capelli. D’Amato soprattutto sembrava scatenato alla ricerca delle occasioni perdute. La difesa portoghese annaspare e Vito la fendeva come l’acciaio quando passa rovente nel burro. Né il centravanti né il libero erano in grado di contrastargli il passo: Vito scattava, fintava, dribblava, lanciava e riceveva in corsa ed al momento di concludere appariva desolatamente goffo, calciava piano sul portiere, tirava violentemente al lato: nulla da fare. E Renna e Bartù lo imitavano maldestramente: 0-0 all’inyervallo, ed avrebbe potute essere un trionfo. Nella ripresa, secondo il vecchio detto per cui squadra che si mangia il gol, li sconta, è passato inaspettatamente il Guimaraes. Che nelle amichevoli settembrine non sarà l’avversario dell Lazio, ma lo sarà lo Sporting di Lisbona. Non era trascorsi neppure un minuto di gioco e Dyalma raccoglieva al volo un cross del centravanti e scagliava in rete: gol bellissimo ed imparabile, la Lazio ora era costretta ad inseguire dopo aver strameritato di vincere. Le gambe dei biancocelesti non reggevano più la fatica , il ritmo già alla fine del primo tempo era visibilmente calato, mentre i lusitani stavano crescendo e la difesa laziale era costretta a salvarsi con bravura e talvolta anche con affanno. Il Guimaraes dava venti minuti di spettacolo, da infarto per l acolonia italiana, i portoghesi s’erano improvvisamente trasformati in tanti piccoli Eusebio: è stato un recital di stop, lanci, finte e tiri al fulmicotone, per fortuna Gori è stato prontissimo e la sfuriata passava; riprendeva la Lazio, dapprima cautamente e poi con rabbia; al 22’ Sassaroli, riprendendo una corta respinta di Arnaoldo pareggiava, ma il pareggio raggiunto spegneva lentamente le ambizioni di entrambe le squadre, la Lazio ha esercitato ancore un certo predominio territoriale, ma il gioco ristagnava a centro campo e la partita non ha offerto ulteriori emozioni. Nello scegliere i migliori indicheremo Carosi, Vitali e Renna, ma anche Gori per le volte che è stato chiamato alla prova, e se l’è cavata brillantemente. Il pareggio è stato accolto favorevolmente dalla colonia italiana, forse delusa dai risultati precedenti; i giocatori della Lazio invece si sonolimitati a commentare le notizie di provenianza italiana, Vitali era felice del suo passaggio alla Fiorentina, mentre Gasperi era scontento del suo passaggio al Varese in B, tutti hanno accolto favorevolmente il riacquisto di Morrone ed in tutti ha suscitato entusiasmo la vittoria degli azzurri in Messico, ora si attende la prova con il Valencia per chiudere definitivamente l’avventura del Torneo Simone Bolivar.

da "L'Unità"