Monetti Camillo: differenze tra le versioni

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E' sepolto a Torino nel Sacrario ossario della Gran Madre di Dio. Il suo nome era tra quelli incisi sulla targa marmorea che la Lazio volle apporre su di una parete dello [[Stadio Rondinella - Roma|stadio della Rondinella]] nel maggio [[1925]].
E' sepolto a Torino nel Sacrario ossario della Gran Madre di Dio. Il suo nome era tra quelli incisi sulla targa marmorea che la Lazio volle apporre su di una parete dello [[Stadio Rondinella - Roma|stadio della Rondinella]] nel maggio [[1925]].

'''Il giocatore viene molto spesso erroneamente riportato come Moretti e in un caso come Manetti. Le ricerche di LazioWiki hanno invece appurato che il nome esatto è Monetti.'''
'''Il giocatore viene molto spesso erroneamente riportato come Moretti e in un caso come Manetti. Le ricerche di LazioWiki hanno invece appurato che il nome esatto è Monetti.'''
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Versione delle 19:53, 13 feb 2015

Camillo Monetti
Il necrologio presente su "La Stampa" del 8 gennaio 1919

Pioniere

Difensore della S.P. Lazio. Nato a Ronco Scrivia (GE) nel 1892. Deceduto il 4 gennaio 1919 nell'ospedale di Udine per morbo conseguente alle ferite riportate in guerra. Giunse alla Lazio durante lo svolgimento del servizio militare nella Capitale. Giocò titolare per tutta la stagione 1913/14, risultando spesso tra i migliori in campo. Era presente nelle due partite di finale perse contro il Casale, nel luglio 2014, e valide per l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia. Fu richiamato alle armi per la mobilitazione per la grande guerra. Partito con il 122° reggimento fanteria "Brigata Macerata" inquadrato nel 1° battaglione. Il 17 agosto del 1916 risulta gravemente ferito in combattimento presso Nova Vas a Sud Ovest di Oppacchiassella. Promosso al grado di sergente maggiore e nominato Cavaliere con Regio Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 aprile 1919. E' Medaglia di Bronzo al Valor Militare (concessa nel 1921) con la seguente motivazione:

Comandante di un battaglione durante una nostra fortunata operazione offensiva, dava bella prova di slancio, ardimento e non comune sprezzo del pericolo nel condurre il suo reparto all'inseguimento dell'avversario, rimanendo, nella circostanza, gravemente ferito. Già distintosi in precedenti azioni-Oppacchiasella agosto 1916.

E' sepolto a Torino nel Sacrario ossario della Gran Madre di Dio. Il suo nome era tra quelli incisi sulla targa marmorea che la Lazio volle apporre su di una parete dello stadio della Rondinella nel maggio 1925.

Il giocatore viene molto spesso erroneamente riportato come Moretti e in un caso come Manetti. Le ricerche di LazioWiki hanno invece appurato che il nome esatto è Monetti.



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