Storia del Campionato di Serie A 1956/57: differenze tra le versioni

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L'allenatore laziale [[Carver Jesse|Carver]] e l'assistente [[Radio Enrico|Radio]] cominciarono la stagione tra molte difficoltà generate da fattori economici che videro coinvolti sia il presidente [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] che [[Vaselli Mario|Mario Vaselli]] che nelle loro attività private vennero colpiti da gravi circostanze. Inoltre molti giocatori e gli allenatori pretesero il pagamento di un premio di 2 milioni a testa, promesso loro con eccessiva prodigalità, per il terzo posto conquistato nella stagione precedente e minacciarono di scioperare. La squadra mancava di punti di riferimento societari e di motivazioni e all'ottava giornata era tra le ultime in classifica con soli 5 punti e con severe sconfitte interne(0-3) riportate con la Juventus e nel derby cittadino. Appianate, purtroppo provvisoriamente, le problematiche economiche con la nomina a presidente di [[Siliato Leonardo|Leonardo Siliato]], la Lazio cominciò a raccogliere progressivamente punti a partire dalla nona giornata e fino al termine del girone d'andata si registrarono confortanti vittorie esterne con la Sampdoria, il Padova, il Torino ed interne con l'Udinese, la Triestina ed il Palermo. All'inizio del girone di ritorno la Lazio era in quinta posizione in classifica. Il pareggio a Torino con la Juventus (3-3) e la vittoria casalinga con i campioni d'Italia della Fiorentina (3-0), diedero slancio e sicurezza e i biancocelesti raccolsero prestigiosi successi con il Bologna, l'Atalanta, la Sampdoria, il Milan, schiantato per 3 a 0, l'Inter, sconfitta a San Siro, ed il debole Palermo che fu travolto alla Favorita con un netto 2 a 6. Deludenti furono, invece, il pareggio nel derby (2-2), l'inaspettata sconfitta casalinga con la SPAL e quella esterna con l'Udinese.
L'allenatore laziale [[Carver Jesse|Carver]] e l'assistente [[Radio Enrico|Radio]] cominciarono la stagione tra molte difficoltà generate da fattori economici che videro coinvolti sia il presidente [[Tessarolo Costantino|Tessarolo]] che [[Vaselli Mario|Mario Vaselli]] che nelle loro attività private vennero colpiti da gravi circostanze. Inoltre molti giocatori e gli allenatori pretesero il pagamento di un premio di 2 milioni a testa, promesso loro con eccessiva prodigalità, per il terzo posto conquistato nella stagione precedente e minacciarono di scioperare. La squadra mancava di punti di riferimento societari e di motivazioni e all'ottava giornata era tra le ultime in classifica con soli 5 punti e con severe sconfitte interne(0-3) riportate con la Juventus e nel derby cittadino. Appianate, purtroppo provvisoriamente, le problematiche economiche con la nomina a presidente di [[Siliato Leonardo|Leonardo Siliato]], la Lazio cominciò a raccogliere progressivamente punti a partire dalla nona giornata e fino al termine del girone d'andata si registrarono confortanti vittorie esterne con la Sampdoria, il Padova, il Torino ed interne con l'Udinese, la Triestina ed il Palermo. All'inizio del girone di ritorno la Lazio era in quinta posizione in classifica. Il pareggio a Torino con la Juventus (3-3) e la vittoria casalinga con i campioni d'Italia della Fiorentina (3-0), diedero slancio e sicurezza e i biancocelesti raccolsero prestigiosi successi con il Bologna, l'Atalanta, la Sampdoria, il Milan, schiantato per 3 a 0, l'Inter, sconfitta a San Siro, ed il debole Palermo che fu travolto alla Favorita con un netto 2 a 6. Deludenti furono, invece, il pareggio nel derby (2-2), l'inaspettata sconfitta casalinga con la SPAL e quella esterna con l'Udinese.
In complesso la Lazio riportò, nell'arco del campionato, 14 vittorie, 13 pareggi e 7 sconfitte. I goal segnati furono 52 e quelli subiti 40. La difesa si confermò il reparto più affidabile, ma anche l'attacco con i 12 goal di [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]], i 9 di [[Tozzi Humberto|Tozzi]] e [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] diede un notevole contributo al raggiungimento della terza posizione finale. I giocatori con più presenze, 34, furono [[Lovati Roberto|Lovati]], [[Molino Giovanni|Molino]], [[Selmosson Bengt Arne |Selmosson]], seguiti da [[Moltrasio Luigi|Moltrasio]], [[Muccinelli Ermes|Muccinelli]] e [[Pinardi Umberto|Pinardi]] con 29.
In complesso la Lazio riportò, nell'arco del campionato, 14 vittorie, 13 pareggi e 7 sconfitte. I goal segnati furono 52 e quelli subiti 40. La difesa si confermò il reparto più affidabile, ma anche l'attacco con i 12 goal di [[Selmosson Bengt Arne|Selmosson]], i 9 di [[Tozzi Humberto|Tozzi]] e [[Vivolo Pasquale|Vivolo]] diede un notevole contributo al raggiungimento della terza posizione finale. I giocatori con più presenze, 34, furono [[Lovati Roberto|Lovati]], [[Molino Giovanni|Molino]], [[Selmosson Bengt Arne |Selmosson]], seguiti da [[Moltrasio Luigi|Moltrasio]], [[Muccinelli Ermes|Muccinelli]] e [[Pinardi Umberto|Pinardi]] con 29.
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Versione delle 18:36, 4 ott 2010

Il Campionato 1956/57 fu vinto dal Milan con 48 punti. Al secondo posto giunse la Fiorentina con 42 punti che precedette la Lazio di un solo punto. Più staccate giunsero l'Udinese con 36 punti e con 35 Inter, Bologna, Torino e Sampdoria a pari merito. Retrocessero in serie B il Palermo e la Triestina, mentre furono promosse nella massima serie il Verona e l'Alessandria. L'allenatore laziale Carver e l'assistente Radio cominciarono la stagione tra molte difficoltà generate da fattori economici che videro coinvolti sia il presidente Tessarolo che Mario Vaselli che nelle loro attività private vennero colpiti da gravi circostanze. Inoltre molti giocatori e gli allenatori pretesero il pagamento di un premio di 2 milioni a testa, promesso loro con eccessiva prodigalità, per il terzo posto conquistato nella stagione precedente e minacciarono di scioperare. La squadra mancava di punti di riferimento societari e di motivazioni e all'ottava giornata era tra le ultime in classifica con soli 5 punti e con severe sconfitte interne(0-3) riportate con la Juventus e nel derby cittadino. Appianate, purtroppo provvisoriamente, le problematiche economiche con la nomina a presidente di Leonardo Siliato, la Lazio cominciò a raccogliere progressivamente punti a partire dalla nona giornata e fino al termine del girone d'andata si registrarono confortanti vittorie esterne con la Sampdoria, il Padova, il Torino ed interne con l'Udinese, la Triestina ed il Palermo. All'inizio del girone di ritorno la Lazio era in quinta posizione in classifica. Il pareggio a Torino con la Juventus (3-3) e la vittoria casalinga con i campioni d'Italia della Fiorentina (3-0), diedero slancio e sicurezza e i biancocelesti raccolsero prestigiosi successi con il Bologna, l'Atalanta, la Sampdoria, il Milan, schiantato per 3 a 0, l'Inter, sconfitta a San Siro, ed il debole Palermo che fu travolto alla Favorita con un netto 2 a 6. Deludenti furono, invece, il pareggio nel derby (2-2), l'inaspettata sconfitta casalinga con la SPAL e quella esterna con l'Udinese. In complesso la Lazio riportò, nell'arco del campionato, 14 vittorie, 13 pareggi e 7 sconfitte. I goal segnati furono 52 e quelli subiti 40. La difesa si confermò il reparto più affidabile, ma anche l'attacco con i 12 goal di Selmosson, i 9 di Tozzi e Vivolo diede un notevole contributo al raggiungimento della terza posizione finale. I giocatori con più presenze, 34, furono Lovati, Molino, Selmosson, seguiti da Moltrasio, Muccinelli e Pinardi con 29.