22 Aprile 1974

Da LazioWiki.

Scrive la Stampa:

Extrema Lazio. Dunque la Lazio è passata indenne anche contro il Milan, cosicché il campionato si avvia verso la più logica delle conclusioni. Certo il pareggio di San Siro è stato agguantato un po' fortunosamente, a dispetto delle previsioni che volevano gli uomini dì Maestrelli vincitori a mani basse, ma si sa, in questi casi vale il detto: « La fortuna aiuta gli audaci ». No, un momento, take It easy, nella fattispecie sarebbe opportuno modificare lo slogan in « La fortuna aiuta l'audace », dove per audace si deve intendere l'estremo difensore laziale signor Pulici (ma quando lo faranno commendatore della Repubblica romana?). Infatti lui solo, extrema ratio, anzi « extrema Lazio » ha compiuto per due volte l'audacissimo miracolo di evitare una sconfitta. Comunque Pulici non è né un palo, né una traversa, né la zolla galeotta che fa svirgolare la palla all'ultimo istante: é un componente della squadra; il suo dovere è appunto quello di evitare reti e lui lo ha compiuto con estrema, meravigliosa, cosciente determinazione.

Viva dunque la Lazio, ma viva soprattutto Pulici! Gli venga dedicata dai compagni una grossa quantità di candeline riconoscenti e magari un ex-voto dipinto sia pure con mano infantile dai loro piedi milionari su una composizione di stile barocco suggerita dal presidente Lenzini. Certo la speranza è l'ultima a morire sulla zattera della Juventus, ma, per la prima in classifica, non mi sembra il caso di rispolverare il famoso "Sento l'orma dei passi spietati", dato che i passi in questione ci paiono incerti, discontinui e un tantino esitanti. Più che ai due gol di Bettega sarà bene, per la vecchia, puntare l'attenzione sulle intemperanze di Causio che denotano, nel più brado e indifeso del bianconeri, il segno di uno stress che non ci sembra affatto casuale. Comunque le vie delle pedate sono infinite. Certo uno scudetto in casa della Lazio, in una città che in tutta la storia del nostro calcio ne ha visto soltanto uno (conquistato dal giallorossi in tempi agri e lontani) potrebbe portare a manifestazioni di massa da fare impallidire quelle turistiche dell'Anno Santo. Succederebbero cose da Fellini, naumachie sul vino dei castelli, lumacate e fettuccinate a livello di guardia, con Lenzini al fatidico balcone di piazza Venezia ad arringare la folla oceanica. Esistono già al riguardo chiari segni premonitori: ieri, durante i commenti radiofonici del dopopartita, insieme con quelli dei tecnici abilitati a farlo, abbiamo ascoltato anche una messa a punto della signora Wilson che, forte del nome inglese che le compete, si sentiva quasi primo ministro. A quando le opinioni del bambini di Maestrelli, le precisazioni tecniche della nonna di Chinaglia, il commento della zia di Oddi, la famosa e farsesca » zia di Carlo » (anzi di Giancarlo)? Forse già da domenica prossima, Genoa e Inter permettendo. « Se a Roma succede er fatto e ariva 'sto scudetto, s'annamo a diverti. Lenzi, Lenzi ».