4 Marzo 1974

Da LazioWiki.

Scrive La Stampa:

La Lazio tira il fiato, dopo molte paure. La giornata sembrava mettersi male per la capolista (la Fiorentina era andata in vantaggio, sia pure su una graziosa invenzione di Lo Bello; la Juventus pure, anche se su rigore), e cosi il pareggio conclusivo non dispiace certo agli atleti di Maestrelli. Del resto, il risultato è giusto per la deludende sfida toscana, ma è certo che il trainer biancazzurro cercherà di guardare al di là del punto guadagnato per vedere come e perché ia macchina si sia inceppata. E' significativo notare che i migliori in campo per la Lazio (a parte il moto perpetuo Martini, sempre fra i più generosi) siano stati i due azzurri della, ovvero Wilson e Chinaglia, mentre Garlaschelli ha dimostrato di essere stordito quanto nella gara di Taranto con la Under, e tutti gli altri hanno denunciato peoccupanti pause di ritmo ed una evidente confusione di idee.

Forse, lo stesso Maestrelli ha sbagliato. Alla vigilia aveva fatto capire che la Lazio non poteva snaturare il suo gioco per pensare alla prudenza, ma alla prova dei fatti la paura della Fiorentina è venuta fuori evidente, con una tattica a zona nella fascia di centocampo che non ha fatto che favorire — nel primo tempo — gli spunti di Caso, Merlo e Guerini. La Lazio oltre a denunciare una improvvisa carenza di forze che non può non dare speranze a chi la tallona in classifica, ha fatto nella giornata il gioco degli avversari. Soltanto la storditezza di Saltutti e la menomazione che ha ridotto presto il rendimento di Caso (una botta fortuita di Martini) hanno alleviato il compito della difesa biancazzurra, che per altro è stata salva. Nei momenti non rari di difficoltà da un Wilson quanto mai degno della maglia (di titolare) della Nazionale. Nel finale, quando ormai tutti denunciavano sensibili appannamenti, Wilson ha saputo gettarsi in avanti con intelligenza sulle fasce laterali, proponendo alternative valide per Frustalupi, che spesso non sapeva su chi appoggiare i suoi lanci, visto che Chinaglia alla prese con un Galdiolo favoloso (il duello fra i due è stato uno dei pochi temi di spicco della gara) doveva cercare di svariare, di tornare sulla metà campo, per cercare spazio. Adeguato al quadro è stato l'on. Concetto Lo Bello, che ha dato più che mai l'idea di voler guidare la gara a suo piacere. E' stata una di quelle giornate in cui l'arbitro siracusano si erge a giudice anche sul piano del gioco, al punto da concedere o meno un fallo, decretare o no una regola del vantaggio, a seconda della sua interpretazione sui meriti del momento. E visto che nel primo tempo la Fiorentina aveva premuto di più ecco il «calcio a due» in area che Desolati ha messo a segno; quindi, poiché il forcing della Lazio meritava qualcosa, ecco il penalty sul fallo appena accennato di Beatrice in area. Il pareggio riflette esattamente i meriti in campo, ma la constatazione non cambia il giudizio sul direttore di gara. Le vecchie regole dicevano che più l'arbitro non si fa notare, più è efficace . Ieri, Lo Bello è stato il protagonista, numero uno.