Domenica 18 agosto 1968 - Grosseto, Stadio comunale - Grosseto-Lazio 0-8

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18 agosto 1968 - Amichevole pre-campionato 1968/69

GROSSETO Lenzi (46’ Dottarelli), Banci, Dugaro (45’ Buffetto), Bigoni (46’ Mreule), Angelini, Mreule (46’ Palazzoli), Ore (46’ Cucini), Sicurani, Zattini, Giuggia (46’ Squarcia), Cicini (46’ Pericciuoli). All. Grassi.

LAZIO: Di Vincenzo (46' Fioravanti), Facco (60' Masiello), Dolza (46' Rinero), Marchesi (46' Gioia), Fontana (60' Facco), Soldo (46' Marchesi), Massa (65' Dolso), Morrone, Fortunato, Ghio, Cucchi. All. Lorenzo.

Arbitro: Sig. Pasquini di Grosseto.

Marcatori: 10’ Ghio, 29’ Cucchi, 47’ Ghio, 51’ Ghio, 69’ Dolso, 74’ Ghio, 81’ Ghio, 85’ Dolso.

Note: bella serata con temperatura ventilata. La partita è iniziata con 25 minuti di ritardo a causa del mancato arrivo dell'arbitro designato dall'A.I.A. Al suo posto è stato utilizzato un arbitro della città.

Ezio Luzzi su Il Corriere dello Sport scrive: "Ghio è proprio una cannonata. La Lazio a Grosseto ha maramaldeggiato infilando nella porta dei toscani ben otto gol. Cinque dei quali portano la firma di Ghio che è stato l’autentico mattatore della serata, colui che nei piani di Lorenzo e Lovati dovrà essere il capocannoniere della Lazio si è dunque presentato nel migliore dei modi. I suoi gol hanno suscitato vivo entusiasmo anche da parte dei tifosi grossetani che non gli hanno lesinato applausi e alla fine hanno gridato il suo nome a gran voce trascinati, nell’ovazione, dalla spinta di un drappello di sostenitori biancazzurri presenti sugli spalti. È ancora presto per esaltarsi, ma le premesse ci sono e sono confortanti. È già il caso di dire che la Lazio, dopo anni di…carestia, ha un vero centravanti, anche se Fortunato si ostina a non voler mollare il posto. Ghio può fare a meno della maglia numero nove, ha due polmoni d’acciaio ed è sgusciante come un’anguilla. Questo gli consente di correre continuamente per il campo in cerca di un passaggio smarcante che, nove volte su dieci, gli riesce. Ha uno spiccato senso della rete, tira come un ossesso sia di destro che di sinistro, così come colpisce bene pure di testa e si trova come d’incanto quasi sempre al punto giusto nel momento giusto. Quindi anche se è prematuro esaltarsi, poiché va tenuto conto che l’avversario che lo controllava non è sembrato molto scaltro e non ha praticato quel gioco rude che di solito si nota in serie B. Comunque le premesse ci sono e riguardano tutta la Lazio, che comincia ad assimilare ed a mettere in pratica gli schemi di Lorenzo. A Grosseto c’era da capire le La Lazio è quella narcisista e leziosa dello scorso campionato o se invece è robusta e pratica come la vogliono Lorenzo e Lovati. A prescindere dalla vittoria e dal grosso passivo che in questi casi conta molto poco perché il Grosseto s’è dimostrato ancora a corto di preparazione e perché i tempi sono proprio cambiati, è cambiato l’intero gioco della Lazio, infatti adesso avanza correndo, facendo lanci lunghi ed azioni rapide e menando fendenti mentre prima tentava di giocare camminando. Insomma «se il buon giorno si vede dal mattino…questa Lazio dovrebbe dare buone soddisfazioni in campionato». Ghio è stato l’autentico mattatore, ma se è stato messo in condizione di centrare cinque volte il bersaglio lo si deve a tutta la squadra a cominciare dai terzini che hanno appoggiato in maniera egregia, e negli schemi che Lorenzo va spiegando i terzini hanno un ruolo fondamentale, non solo in zona difensiva ma anche in attacco. La Lazio praticamente va all’arrembaggio con cinque o sei uomini e poi ripiega in velocità con ordine. Sicuramente ha bisogno di lavorare ancora molto sui sincronismi che sono ancora grezzi, ma una volta raggiunto l’amalgama punterà decisamente al successo, l’importante è che gli uomini seguano con entusiasmo Lorenzo e Lovati e facciano il possibile per attenersi alle disposizioni. Ghio è stato il migliore, il più bravo nella linea di punta, mentre Fortunato e Morrone hanno carburato solo in parte essendo più pesanti e decisamenti più lenti nel mettersi in movimento. Lorenzo ha detto che la squadra gli è piaciuta tutta, soprattutto il modo deciso con cui si è mossa e per come ha operato negli scambi, gli è piaciuta sia in difesa che a centro campo dove Massa ha giganteggiato, confermando più che mai la sua classe e la bravura con cui ha fatto partire i suggerimenti per Ghio, anche Facco sta venendo fuori alla grande, dopo le prove opache della settimata scorsa ha impressionato, ha svolto il suo compito alla perfezione, ha fluidificato in maniera perfetta, un suo violento colpo di testa si è stampato sul palo, Soldo ha assolto magnificamente il suo ruolo da libero. La partita è iniziata con un ritardo di 25 minuti perché l’arbitro designato dall’A.I.A. non si è presentato ed allora i dirigenti hanno ripiegato su un arbitro locale. Lo stadio era semideserto soprattutto le tribune erano vuote nonostante la bella serata e la temperatura ventilata. Il centravanti del Grosseto, Zattini, era l’ex centravanti della primavera della Lazio, ma per i grossetani la novità era l’ex pratese Mreule per il resto la squadra era quella dello scorso anno che ha concluso al secondo posto il campionato di serie D fallendo la promozione. Ghio è stato l’autentico mattatore, ma se è stato messo in condizione di centrare cinque volte il bersaglio lo si deve a tutta la squadra a cominciare dai terzini che hanno appoggiato in maniera egregia, e negli schemi che Lorenzo va spiegando i terzini hanno un ruolo fondamentale, non solo in zona difensiva ma anche in attacco. La Lazio praticamente va all’arrembaggio con cinque o sei uomini e poi ripiega in velocità con ordine".