Domenica 20 marzo 1977 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 0-0

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Stagione

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1922. Campionato di Serie A 1976/77 - XXI giornata

LAZIO: Pulici F., Ammoniaci, Martini L., Wilson, Manfredonia, Cordova, Rossi R., Agostinelli A., Viola, D'Amico (46' Garlaschelli), Badiani. (12° Garella, 14° Lopez). All. Vinicio.

NAPOLI: Carmignani, Bruscolotti, La Palma, Burgnich, Catellani (71' Armidoro), Esposito S., Massa, Juliano, Savoldi (I), Vinazzani, Chiarugi. (12° Esposito A., 14° Montefusco). All. Pesaola.

Arbitro: Sig. C.Trinchieri di Reggio Emilia.

Note: giornata nuvolosa con vento. Terreno in buone condizioni. Ammonito Massa. Angoli 14-4 per la Lazio.

Spettatori: 40.000 circa (19.647 paganti).

Una telefoto della gara
Il titolo de l'Unità
Un'uscita di Pulici
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Renzo Rossi in attacco
Giuseppe Wilson litiga con Bruno Pesaola
(foto di Marcello Geppetti)

Il faticoso zero a zero, strappato dal Napoli all'Olimpico contro la Lazio, ha ribadito una impressione che del resto era già diffusa da tempo nel campionato: dietro Juventus e Torino esiste un autentico abisso di punti e di gioco. Le squadre di Vinicio e Pesaola hanno disputato un primo tempo che avrebbe meritato di essere catalogato fra le esibizioni di modesti dilettanti. Da una parte la Lazio timorosa, che mostrava il solito tallone d'Achille nel suo attacco fantasma; dall'altra la squadra partenopea che non riusciva a combinare nulla per convalidare l'accredito di terza forza del torneo. La partita si trascinava fra una cornice sbiadita di pubblico scarso e deluso che si aspettava ben altro football dalle due squadre. Neppure l'attesa per la stretta di mano fra Vinicio e Pesaola, che decine di fotografi si apprestavano ad immortalare, è riuscita ad infondere alla contesa un pizzico di sale. I due trainer si sono ignorati a vicenda ostentando una indifferenza del sapore puerile. Ma Vinicio, al termine della gara, non si è fatto sfuggire la frecciata polemica che sicuramente finirà per alimentare la ruggine con il suo «nemico»: Considerando gli uomini di valore che possiede il Napoli, mi piange il cuore vederlo giocare in quel modo. L'allenatore biancoazzurro si riferiva in particolare ai secondo tempo, quando i partenopei si sono chiusi nella loro area ribattendo palloni con lo stile del provinciali. Con questa tattica i napoletani consentivano agii avversari di figurare ben oltre i loro meriti apparsi assai scarsi nei primi 45 minuti. Infatti i laziali, apparsi ancora in grave disagio per le recenti battute a vuoto, si affannavano inutilmente nella ricerca di una manovra ragionata. Il loro gioco, fatto di passaggi stretti, spesso imprecisi, non trovava sbocchi nella difesa partenopea, mostrando ancora una volta vistosi limiti nella inesistente prima linea. Cordova, in giornata positiva, si impegnava nel cucire il filo di azioni che puntualmente si smarrivano nella confusione generale in cui primeggiava il lunatico D'Amico. Il Napoli si limitava a contenere gli avversari tentando il contropiede. Ma Chiarugi, tenuto a freno dall'ottimo Ammoniaci e Savoldi, facilissima preda di Manfredonia, raramente davano l'impressione di poter sfondare. Tuttavia era proprio Chiarugi, al 32', a procurarsi la prima palla-gol che Pulici sventava con una tempestiva uscita. In precedenza lo stesso attaccante si era lamentato con l'arbitro, per un fallo in area commesso ai suoi danni da Wilson. Queste erano praticamente le uniche emozioni del primo tempo. Nella ripresa Vinicio decideva di sostituire l'infortunato D'Amico con Garlaschelli. Il volto della Lazio mutava di colpo. Con una punta in più, accanto a Rossi, Viola trovava la giusta posizione per assecondare la buona vena di Cordova. La manovra del biancocelesti diventava sempre più lucida e pressante mentre i napoletani, che accusavano nettamente la fatica, forse non ancora smaltita per gli impegni di coppa, si ammassavano davanti a Carmignani. Si accendevano mischie, la porta azzurra è stata più volte sul punto di capitolare. Garlaschelli, Viola, Manfredonia, andavano vicinissimi al bersaglio, fallito per imprecisione o per bravura di Carmignani. Al 77' Esposito respingeva sulla linea un tiro di Viola. I napoletani scagliavano palle in tribuna cercando di guadagnare tempo. Un successo della Lazio non avrebbe fatto gridare allo scandalo. Ma quando non si riesce a buttare il pallone in rete c'è poco da recriminare.