Domenica 25 agosto 1968 - Viareggio, Stadio dei Pini - Viareggio-Lazio 0-2

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25 agosto 1968 - Amichevole pre-campionato 1968/69

VIAREGGIO: Testa; Turchi (46’ Bonzi), (46’ Nicolai), Coscetti, Nesti, Marchetti, Veronesi (Guerci-Lena), Rossini (46’ Ferrari), Savoldi (II) (46’ Veronesi), Rossi, Guerci-Lena (46’ Barbetti). All. Bertoloni.

LAZIO: Fioravanti (46’ Di Vincenzo), Zanetti (46’ Rinero), Facco, Governato, Fontana, Soldo, Cucchi (46’ Massa), Morrone (76’ Di Giovanni), Fortunato, Ghio, Mazzola (II) (60’ Marchesi). All. Lovati.

Arbitro: Sig. Clerico di Chiavari.

Marcatori: 33’ Ghio, 46' Ghio.

Note: cielo coperto, pomeriggio ventoso; terreno ottimo. Pubblico scarso. Nel primo tempo leggero infortunio a Ghio, al portiere Testa (scontro con Zanetti) e meno leggero a Mazzola (II) per un colpo alla caviglia destra che lo ha costretto ad uscire; nel secondo anche Massa era colpito da Marchetti ed era costretto ad uscire ma solo per pochi minuti. In tribuna era presente il tecnico della Nazionale Ferruccio Valcareggi. Calci d'angolo: 8-2 a favore della Lazio.

Ezio Luzzi su Il Corriere dello Sport scrive: "In attesa del derby Viareggio-Lazio 0-2. Ghio: arma infallibile. Più ombre che luci sulla Lazio che ha stentato a vincere l’amichevole di Viareggio risolta comunque da due stupende botte del suo tiratore scelto. Il successo dei biancazzurri porta la firma di Gian Piero Ghio che al 33’ del primo tempo ha sbloccato il risultato ed al 46’ lo ha consolidato. Due botte meravigliose, tirate con freddezza glaciale, in entrambe le occasioni hanno fulminato il portiere in contropiede. Sul primo gol aveva ricevuto il pallone da Mazzolino e dopo essersi bevuto in dribbling l’avversario diretto ha depositato la sfera nell’angolo basso; nella seconda occasione è stato Morrone a lanciarlo e con la stessa freddezza e la stessa potenza di scatto ha lasciato sul posto lo stopper ed ha infilato sempre nell’angolo basso. Dunque la Lazio ha potuto centrare il bersaglio grazie all’ex ragazzo di Avellino le cui doti di sfondatore costituiscono una vera garanzia per il campionato che sta per cominciare. Ghio ha segnato due gol ed ha risolto la partita, il ragazzo piace e soddisfa anche quando, come oggi è poco servito dai compagni, ma la nota principale dell’incontro è costituita da Fontana, l’abruzzese ex carabiniere, che sembra scolpito nella roccia e che quando prende in consegna un avversario non gli concede la minima libertà. Nel primo tempo se l’è vista con Savoldi, fratello di quello che milita nell’Atalanta, il quale era partito con toni piuttosto briosi, ma con il trascorrere dei minuti è stato ridotto al silenzio. Nella ripresa Bertoloni ha sostituito Savoldi II° con Veronesi, un giocatore più esperto e molto tecnico, ma ha trovato pane per i suoi denti con Fontana che s’è rivelato un autentico macigno, ha una forza d’urto impressionante, inizia e finisce sempre allo stesso passo e sono sempre gli avversari a cedere al suo passo. Insomma Fontana ha fatto cadere tutti i dubbi che si avevano sul suo conto e sulla sua efficienza, sicuramente s’è conquistatoi i galloni da titolare. Oltre alle due cospicue individualità di Ghio e di Fontana, s’è messo in evidenza anche Governato che ha lavorato di spola mostrando una notevole riserva di fiato e qualcosa hanno fatto anche Mazzola (II) e Morrone: il «gaucho» ha fatto cose pregevoli quando sì è inserito con prepotenza nella manovra con passaggi rapidi e smarcanti, mentre è apparso sconclusionato ogni qualvolta s’intestardiva a tenere la palla. Comunque, a parte le individualità, di gioco corale se n’è visto poco, la Lazio è piaciuta, ma ha mostrato un lieve regresso rispetto alle precedenti prestazioni. Più volte s’è visto Lorenzo in tribuna scuotere la testa. La sua squadra stavolta è andata avanti al rallentatore e soltanto a tratti ha tentato di mettere in mostra quegli spostamenti del fronte, quella velocità che sono la prerogativa del nuovo gioco biancazzurro. La Lazio ha mirato più al sodo che al gioco e pertanto è stata più opportunista che scintillante. Questa Lazio potrebbe andar bene in campionato, ma in amichevole è opportuno che collaudi e confezioni gli schemi decisamente più piacevoli, tuttavia la prestazione non può definirsi negativa anche perché l’avversaria era più consistente di quelle precedenti, era un avversaria che non badava a fronzoli e giocava con orgoglio e decisione per cui la Lazio prima è rimasta in soggezione ed ha stentato a venire a capo della partita, che poi ha risolto con due legnate di Ghio. Comunque la partita è servita a Lorenzo per collaudare la difesa che è risultata salda e rocciosa, con due terzini Zanetti e Facco che fluidificavano, uno stopper, Fontana, grintoso ed un libero, Soldo, che ha una bella visione di gioco, ma che doverebbe sveltire di più la manovra ed intensificare le puntate a sorpresa. Il maggior difetto di questa Lazio consiste nei raccordi, la palla ha viaggiato poco, gli uomini si sono a volte intestarditi in passaggetti laterali mentre sono stati trascurate le aperture sulle ali, per cui il gioco è andato avanti a sighiozzo ed anche se ha sempre avuto la partita in pugno non ha mai dato l’impressione di irresistibilità che avrebbe potuto avere servendo di più Ghio, che invece ha ricevuto pochissime palle e tuttavia due volte è riuscito a centrare il bersaglio ed una terza volta ha fatto la barba al palo. Ovviamente la Lazio dovrebbe puntare più sul suo cannoniere anziché tentare puntate da lontano, come hanno fatto spesso Morrone e Fortunato. La squadra di Bertoloni che quattro giorni prima era stata surclassata dal Napoli (0-11) è scesa in campo fermamente decisa a vendere cara la propria pelle, si è battuta con volontà mettendo in mostra uomini pugnaci come Bonzi, Nesti e Veronesi ed è piaciuto il triangolo di centro campo dove è emerso il fallosissimo Marchetti, ne hanno fatto le spese sia Mazzola (II) che Massa, il Viareggio è mancato soprattutto in fase conclusiva. Quanto alla cronaca: inizialmente la manovra d’attacco biancazzurra mancava d’incisività, Fortunato, Cucchi e lo stesso Ghio mancavano quasi sempre all’appuntamento, soltanto Morrone riusciva ad impegnare il portiere Testa, anche i locali tentavano qualche sortita ed al 30’ per poco non passavano in vantaggio con Veronesi, ma Zanetti salvava in rovesciata sulla linea; al 33’ azione Mazzola (II)-Ghio conclusa con lo 0-1, ma prima dell’intervallo i biancazzurri ottenevano solo qualche angolo infruttuoso anche perché Cucchi e Fortunato calavano visibilmente, mentre i viareggini si rendevano pericolosi con un tiro di Guerci-Lena che Fioravanti respingeva in tuffo. Nella ripresa Lovati opera delle sostituzioni e subito Ghio, su passaggio di Morrone, si liberatosi di Nesti raddoppiava; al 51’ la Lazio avrebbe potuto triplicare, ma era bravo Testa a dire di no ad una doppia bordata di Fortunato. Poi era Veronesi a sorvolare l’angolino; al 59’ l’incidente a Mazzola (II), quindi una stupenda deviazione in tuffo di Testa su tiro di Morrone e subito dopo Morrone centrava il palo. In questo secondo tempo la Lazio migliorava nettamente il gioco, si allungava in avanti con ottimi fraseggi e controllava agevolmente in contropiede. Mentre nell’ultimo quarto d’ora entrambe le squadre accusavano la stanchezza e di il gioco calaviva visibilmente di tono.

Alberto Billet su La Gazzetta dello Sport titola il suo articolo: Chiaroscuri nella Lazio a Viareggio. Doppietta di Ghio. Inoltre indica l’ala viareggina: che da sinistra scala a destra come Quercilena anziché Guerci-Lena.