Domenica 25 settembre 1977 - Bergamo, stadio Comunale - Atalanta-Lazio 1-1

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25 settembre 1977 - 1939 - Campionato di Serie A 1977/78 - III giornata

ATALANTA: Bodini, Andena, Mei, Vavassori, Marchetti G., Tavola, Manueli, Rocca, Paina, Festa, Libera (65' Mastropasqua). A disp.: Pizzaballa, A.Scala A. All. Rota.

LAZIO: Garella, Ammoniaci, Martini L. (46' Ghedin), Wilson, Manfredonia, Cordova, Garlaschelli, Lopez, Clerici, D'Amico, Badiani. A disp.: Avagliano, Giordano. All. Vinicio.

Arbitro: sig. Menicucci (Firenze).

Marcatori: 49' Libera, 80' D'Amico.

Note: giornata serena, terreno in ottime condizioni. Infortunio a Martini che dopo uno scontro con Andena ha riportato una distorsione al ginocchio. Ammonito Manfredonia per proteste.

Spettatori: 30.000 (15.903 paganti).

Con perfetta scelta di tempo D'Amico colpisce di testa e porta in pareggio la Lazio
D'Amico contro Andena
La cronaca della gara
Badiani contrastato da Manueli
Bodini anticipa Clerici

La Lazio è riuscita sul campo dell'Atalanta a rimediare un altro punto che allontana le polemiche. Questo pareggio — ha detto Vinicio — vale per noi più di un punto perché ci consente di affrontare i prossimi impegni con meno nervosismo. Fin qui si può esser d'accordo con le dichiarazioni del tecnico brasiliano, ma l'accordo finisce quando Vinicio aggiunge che la Lazio è stata superiore agli avversari ed avrebbe meritato qualcosa di più'. In realtà la squadra romana ha fatto valere la sua maggiore esperienza su una neo-promossa che non poteva evitare di pagare il noviziato con qualche ingenuità, ma sul fatto che tra le due contendenti abbia giocato meglio l'Atalanta non si può discutere. I nerazzurri sono andati meritatamente in vantaggio per primi in apertura della ripresa, quando Libera ha concluso un brillante scambio con Paina battendo imparabilmente Garella. Poi i laziali, calati di tono dopo l'uscita di Martini per infortunio, sono riusciti a riprendersi nei venti minuti finali premendo con una certa continuità, alla ricerca del pareggio, quando l'Atalanta è stata costretta a rinunciare a Libera per un indolenzimento muscolare.

E' entrato Mastropasqua a rafforzare il centrocampo, ma i nerazzurri, rimasti con una punta sola, hanno dovuto cedere l'iniziativa agli avversari difendendosi tuttavia con un certo ordine finché, a quattro minuti dal termine, un impreciso rinvio del portiere Bodini non ha consentito alla Lazio di costruire l'azione che le ha permesso di riacciuffare un pareggio in cui forse non sperava più. Vinicio, deciso a mettere in campo gli undici uomini più in forma, senza guardare in faccia nessuno, aveva lasciato fuori Agostinelli e Giordano, ritenuti i maggiori colpevoli del mezzo passo falso casalingo contro il Verona. Ma se Lopez a centrocampo ha sostituito dignitosamente il biondo Agostinelli, non si può dire che le cose siano andate altrettanto bene in prima linea: il vecchio Clerici, sovrastato dal grintoso Vavassori, non si è visto quasi mai, mentre l'altra punta Garlaschelli, alle prese con un controllore veloce ed arcigno come Mei, ben raramente ha avuto la possibilità di portarsi in zona gol. Le cose migliori della Lazio sono attribuibili, come già due settimane fa a Genova, al buon funzionamento della cerniera a centrocampo, alle galoppate di Martini (finché è rimasto in campo) e soprattutto agli efficaci inserimenti di D'Amico che, per quanto ben controllato da Andena, è riuscito ad insistere nel suo appoggio alle punte fino ad ottenere la soddisfazione, personalmente meritata senza dubbio, di mettere a segno il gol del pareggio. Con D'Amico i più positivi della Lazio sono stati il libero Wilson e, finché è stato in campo, il terzino di spinta Martini. Ma queste note positive non bastano a compensare l'ennesima prova negativa del lentissimo Cordova e del vecchio Clerici. Al punto che le dichiarazioni ottimistiche di Vinicio nel dopopartita non possono che far sorridere di indulgenza. La Lazio è stata la prima ad avere a disposizione, mancandola banalmente, una palla-gol al 13' quando, su una punizione dal limite di Cordova respinta dalla barriera, Badiani ha avuto tutto lo specchio della porta libero e ha sprecato l'occasione con un tiretto a lato. L'Atalanta ha risposto bene al 24' con un'azione Rocca-Tavola-Paina che il centravanti ha risolto con un tiro basso deviato in corner a fil di palo dalla caviglia di un difensore romano. Al 25' e al 37' Atalanta e Lazio si sono mangiate un gol per una: dapprima per colpa di Andena, che ha concluso un'azione personale con un tiracelo sbilenco quando c'erano Libera e Paina ben piazzati sotto rete, poi per una bella trama di Lopez con finta di Garlaschelli e gran tiro al volo altissimo di D'Amico da 7-8 metri al massimo. Prima del riposo, ancora una parata difficile di Garella a pugno su improvvisa avanzata del libero bergamasco Marchetti, e poi in apertura della ripresa, al 50', quando già la Lazio aveva dovuto sostituire l'infortunato Martini con Ghedin, il meritato vantaggio dell'Atalanta. Dopo uno scambio in velocità con Paina, Libera, inseritosi al centro, vinceva un rimpallo con Wilson, superava in dribbling Ammoniaci e batteva imparabilmente di destro, eludendo il disperato tentativo di salvataggio sulla linea ad opera di Manfredonia. Ma la miglior tattica per difendere questo vantaggio sarebbe stata per l'Atalanta quella di insistere ancora all'offensiva rubando l'iniziativa alla Lazio; purtroppo, i nerazzurri, in seguito ad un indolenzimento muscolare accusato da Libera, sono stati costretti a rinunciare alla seconda punta chiamando in campo il centrocampista Mastropasqua, all'esordio stagionale.

Un po' per questo forzato cambiamento tattico, un po' anche perché incursori tipo Rocca e Festa, brillantissimi per un'ora, avevano incominciato ad accusare qualche battuta a vuoto, l'Atalanta si è trovata nell'ultimo quarto d'ora a resistere, chiusa nella sua area, al disperato forcing della Lazio. All'81' un rinvio impreciso di Bodini ha concesso la palla a tre quarti di campo a Lopez, che è riuscito ad avanzare, ad allargarsi sulla destra e a rimettere al centro un bel pallone sul quale D'Amico è intervenuto di testa con esatta scelta di tempo, mettendo alle spalle del portiere atalantino. Un pareggio giusto, senza dubbio, perché il mestiere della Lazio ha risposto dignitosamente al ritmo e all'entusiasmo dei bergamaschi approfittando anche di una certa percentuale di ingenuità del nerazzurri. Ma da questo a dire che la Lazio, a Bergamo, ha perso un punto, ce ne corre ancora. Anche Vinicio deve sapersi accontentare.

Fonte: La Stampa