Domenica 30 novembre 1980 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 0-0

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30 novembre 1980 - 12 - Campionato di Serie B 1980/81 - XII^ Giornata

GENOA: Martina, Gorin (60' Boito), Testoni, Caneo (65' C.Sala), Onofri, Nela, Corti, Lorini, Russo, Manfrin, Todesco. A disp. Favaro, Fiordisaggio, Manueli. All. Simoni.

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Citterio, Perrone, Pochesci, Mastropasqua, Viola, Sanguin, Chiodi, Bigon, Greco (74' Garlaschelli). A disp. Nardin, Pighin, Ghedin, Cenci. All. Castagner.

Arbitro: Sig. Lo Bello (Siracusa).

Note: giornata di sole, ma temperatura rigida. Ammoniti: Citterio, Viola, Onofri, Lorini e Perrone. Angoli 4-3 per la Lazio. Squadre con il lutto al braccio e un minuto di silenzio per commemorare le vittime del terremoto in Irpinia.

Spettatori: 25.000 circa (19.268 paganti).

La cronaca della gara
Un attacco dei rossoblu

Il Genoa ha perso il primo punto in casa, la Lazio ha conservato la sua imbattibilità. Uno 0-0 a Marassi che in fondo sta bene a tutti, anche se i rossoblu di Gigi Simoni un pizzico di rimpianto lo possono avere. Nel finale della partita, quando Claudio Sala è entrato in campo al posto dell'infortunato Caneo ad illuminare con i suoi lucidissimi suggerimenti l'arrembante offensiva del liguri, la Lazio ha veramente rischiato grosso. Ed un salvataggio di Spinozzi a porta vuota, dopo una mischia convulsa, ha tolto proprio all'anziano ex granata la soddisfazione di siglare il suo ritorno in squadra col gol della vittoria. Un risultato comunque appare sostanzialmente giusto, anche per il reciproco timore che ha condizionato abbondantemente la prima parte dell'incontro.

Il Genoa, un po' per scelta tattica, un po' per l'assenza — forse determinante — del propulsore Odorizzi, si è presentato in campo con una formazione di contenimento, col centrocampista Corti all'ala destra. La Lazio, dal canto suo, giustamente intimidita dalla fama casalinga dei rossoblu, si è ben volentieri adeguata alla prudenza degli avversari, che andava incontro al suo desiderio di badare innanzi tutto a non perdere. La partita si è snodata quindi soprattutto a centrocampo, con rari spunti offensivi, al 13' una discesa di Mastropasqua — il migliore della Lazio, con il giovane libero Perone — ha liberato al tiro Chiodi, che ha mandato a lato di un metro. Al 16' un salvataggio di Nela ha sbrigato una situazione difficile per i liguri dopo un calcio d'angolo. Poi la reciproca paura ed il buon controllo delle opposte difese hanno virtualmente congelato il gioco, consentendo qualche emozione soltanto nel finale quando su centro di Lorini dalla destra, con risposta in tiro-cross di Todesco da sinistra, il portiere Moscatelli è uscito a vuoto e sotto la porta della Lazio si è scatenata una mischia gigantesca, risolta alla fine dal salvataggio definitivo di Perrone.

Questo episodio ha dato al Genoa la convinzione che gli mancava. I rossoblu liguri, al rientro in campo nella ripresa, hanno decisamente cambiato marcia e al 52' su bellissimo scambio Russo-Todesco, Caneo. inseritosi all'attacco, ha avuto la palla del gol ma, da posizione in verità piuttosto difficile, l'ha sprecata con un gran tiro di sinistro a lato. La spinta offensiva del Genoa del resto ben contenuta dai laziali, è stata però frenata da due successive sostituzioni che hanno costretto Simoni a rivoluzionare i ranghi. Gorin, fresco di infortunio, ha chiesto il cambio per non rischiare una ricaduta ed il Genoa è quindi rimasto con un solo vero «marcatore», il giovane Testoni. Poi anche Caneo (che, in assenza di Odorizzi, era stato uno dei più efficaci nella spinta offensiva, assieme al libero Onofri) ha dovuto a sua volta tornare negli spogliatoi per una contrattura muscolare. Era il 65'. dalla panchina si è alzato ed è entrato in campo Claudio Sala, accolto con una certa apprensione. Con un solo marcatore, con gente a centrocampo più abile nella costruzione che nell'interdizione, c'era il rischio che il «vecchietto» accentuasse gli squilibri della squadra. Claudio però non ha dato tempo alla Lazio di valutare la situazione. E' entrato in cabina di regia e nello spazio di pochi minuti ha pennellato due «assist» favolosi per Russo e Todesco: sul primo, al 74' il giovane centravanti, tradito da un rimpallo, ha tirato male in corsa fallendo il bersaglio; sul secondo all'80' — subito dopo che Martina aveva respinto di pugno un'insidiosa punizione dal limite di Sanguin —Todesco ha tirato istintivamente al volo un metro sopra la traversa.

A tre minuti dalla fine l'ultima occasione per il Genoa. Su lancio di Lorini, Corti va via sulla destra, il suo centro un po' lungo scavalca l'area piccola e finisce sulla sinistra dov'è appostato Claudio Sala. Dal sinistro dell'ex granata parte un cross teso che scodella di nuovo la palla davanti alla porta. Moscatelli è fuori dei pali, la mischia si fa affannosa con la sfera che balla a pochi passi dalla linea senza entrare. Poi Spinozzi riesce ad affibbiarle il calcione liberatore che preserva il prezioso «zero» nella casella delle sconfitte della Lazio.

Fonte: La Stampa