Domenica 5 maggio 1946 - Roma, stadio Nazionale - Lazio-IIIa Divisione Carpatica 3-4

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5 maggio 1946 - Amichevole

LAZIO: Gradella; Carton, Antonazzi; Alzani, Gualtieri, Del Pinto; Puccinelli, Manola (74° Brunetti), Koenig, Lombardini, De Andreis.

IIIa DIV.CARPATICA: Czarneky; Janduda, Straczek; Wisniewsky, Junger, Filipski; Sitko, Habowski, Szewcvic, Kistel, Kulavic.

Arbitro: sig. Borrel della Federazione inglese.

Marcatori: pt 2’ Habowski, 14’ Koenig, 19’ Szewczyk (rig), 24’ Koenig (rig), 34’ Szewczyk, 43’ Koenig, st 36’ Szewczyk (rig).

Note: al 74’ Manola veniva colpito duramente ed a1 suo posto entrava Brunetti. Al 45' del st Koenig ha fallito un calcio di rigore.


Giuseppe Melillo su Il Corriere dello Sport scrive: Buona esibizione dei polacchi contro una Lazio in tono minore. Le squadre romane continuano ad ammannire ai loro tifosi bocconi piuttosto amari. Così dopo la sconcertante e sconcertata Roma di domenica scorsa (0-7 con il Torino all’esordio del girone finale) ci è toccato di vedere una Lazio non meno confusionaria e maldestra. Una Lazio che ha confermato, e non ce n’era bisogno, che purtroppo il bel gioco non s’addice alle squadre del Centro-Sud e che è un po’ tutto da rifare. Dalla preparazione atletica dei giocatori scarsa od eccessiva che rende la loro azione pesante o tarda, alla tattica di gioco, alquanto retrogada con dei mediani incollati alle ali che non avanzano mai a sostegno dell’attacco, già di per sé poco incisivo, e poco abili nella costruzione di occasioni da rete fino anna fiacca condotta , per non dire apatia, con cui affrontano i due tempi di gioco. Infatti in tutto il calderone soltanto tre uomini sono apparsi all’altezza di un campionato di divisione nazionale: Gradella, sempre pronto e scattante, anche se non in gran vena; Alzani, mediocre centrosostegno, che finalmente sembra che abbia trovato il suo vero ruolo e Puccinelli che qualcuno ieri definiva essere da… Torino 1946. E gli altri? Poco sicuri i terzini abituati soltanto a giocare palle pulite senza curarsi del marcamento; Gualtieri, il solito maratoneta vagante, si è perso in un gioco poco positivo e spesso di scarsa utilità; De Andreis, solita scarsa dimestichezza alle caratteristiche di ala; Koenig, solito bombardiere affrettato e frettoloso che oltre tutto ha sciupato qualcosa come sei o sette occasioni da rete; Manola dal gioco studiatamente lento ed esasperatamente monotono. Quindi per gli azzurri soltanto cattive nuove, ma fortunatamente era solo un test amichevole quindi speriamo che nel prossimo torneo post-campionato ritrovino slancio ed almeno impegno. I polacchi? Nulla d’eccezionale, ma sapevano tener bene palla a terra, spostare gioco rapidamente, ma una manovra abbastanza piacevole ha reso il giudizio nel compesso piuttosto favorevole: un buon portiere nelle parate alte, ma piuttosto debole in quelle a terra; terzini discreti, soprattutto Straczek, quello sinistro, ma poco ad agio col «sistema», un centrosostegno in gamba e laterali sgobboni, ma poco efficaci; in attacco gli elementi migliori in particolare Szewczyk, dal controllo di palla perfetto oltre che magnifico distributore di gioco; anche il mezzo-destro Habowski ha avuto un inizio folgorante, ha invece deluso il nazionale polacco, il famoso Kulavic, buon palleggiatore, ma è sembrato lento, pigro e quasi sempre timoroso nei contrasti. Quanto alla cronaca: al 2’ Del Pinto allunga debolmente per Gradella, irrompe Szewczyk che tira, Gradella riesce appena a respingere, ma Habowski riceve il pallone e segna di prepotenza; al 14’ fuga di Puccinelli sulla destra, dal fondo centra per Koenig che, di testa, infila akl di sopra del mal piazzato Czernecky; al 19’ il centravanti Szewczyk s’incunea abilmente tra le magli della difesa azzurra, ma mentre s’appresta a tirare viene trattenuto, rigore discutibile che viene trasformato dallo stesso Szewczyk con un tiro fortissimo; al 24’ Koenig tira da un calcio d’angolo Szewczyk sorprende Gradella con un colpo di testa; poi prima dell’intervallo, ben lanciato da Manola, Koenig saetta di sinistro al volo riportando in parità la Lazio. Nella ripresa invece c’è una sola rete, quella del successo per i polacchi, la sigla al 81’ il solito Szewczyk ed ancora per un calcio di rigore concesso per una seconda trattenuta, questa volta di Carton, che trasforma lo stesso centravanti con la solita imparabile fucilata. Allo scadere anche Koenig riceve un calcio di rigore, ma questa volta il centravanti laziale colpisce il palo. Arbitraggio molto incerto.




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