Scaccia Camillo

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Nato a Veroli (Frosinone) il 25 giugno 1883 e deceduto a Roma il 7 dicembre 1957.

Segretario della Lazio Escursionismo nel 1912. All'Università di Torino si laurea con lode in Lettere Classiche nel luglio del 1906. Prima di dedicarsi interamente alla carriera istituzionale, negli anni '10 Scaccia Scarafoni vive attivamente l'ambiente intellettuale e sportivo della capitale. Viene nominato Segretario della Sezione Escursionisti della Società Podistica Lazio. In quel periodo, la sezione univa l'attività motoria all'esplorazione archeologica e artistica del territorio laziale, collaborando a stretto contatto con luminari come l'architetto Gustavo Giovannoni e l'archeologo Rodolfo Lanciani. L'attività d'insegnamento e di ricerca è bruscamente interrotta nel maggio del 1915 con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. La sua carriera vira successivamente verso la tutela archivistica e bibliotecaria. Nel 1926 è chiamato a prestare servizio presso la Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma con la qualifica di conservatore. Diviene poi ispettore della Soprintendenza bibliografica per il Lazio e l'Umbria, dedicandosi al censimento e al salvataggio dei testi rari del Quattrocento (incunaboli) custoditi nelle biblioteche comunali e nei seminari. Il nome di Camillo Scaccia è legato in modo indissolubile a una delle scoperte epigrafiche più importanti del Novecento romano. Nel 1922, durante gli scavi nell'area di un antico cimitero lungo via Vittorio Emanuele a Veroli, Scaccia Scarafoni individua e ricompone i frammenti dei celebri Fasti Verulani.