Bottacini Renato


Renato Bottacini
Bottacini, a destra, rinvia

Difensore, nato a Verona il 2 marzo 1901. Deceduto a Bologna il 3 agosto 1979.

Viene acquistato nel 1927 dal Bologna. Disputa 4 stagioni in maglia biancoceleste. Con la Lazio colleziona 29 presenze nel Campionato a girone unico e 152 in totale. Dopo la fine della carriera agonistica diviene allenatore e guida il Rovigo (1935) di cui, inizialmente, è anche giocatore.


Renato Bottacini è così ricordato dal figlio Nando Maria che, nel mese di novembre 2010, ha fatto pervenire a LazioWiki, con estrema cortesia, queste note biografiche e molte fotografie private:

Renato Bottacini nasce a Verona nel 1901. Impara a giocare sulla piazza della Basilica di San Zeno; i suoi maestri furono i soldati inglesi di stanza in città durante la prima guerra mondiale. La sua prima squadra fu la Bentegodi, con la quale partecipò ai campionati di Promozione Regionale. Passò l'anno dopo all'Hellas Verona, giocandovi fino al 1925. Nel 1925 fu acquistato dal Bologna. Il campionato 1926/27, lo giocò in prestito alla SPAL di Ferrara. La Lazio lo acquista nel 1927 dal Bologna; nella capitale gioca fino al 1931. Passa, come giocatore/allenatore, al Rovigo; dal 1937 al 1942 si applica alla funzione unica di allenatore. Trasferitosi a Merano durante il secondo conflitto mondiale, allena la squadra locale fino al 1947. Nel 1947 è a Bolzano. Nel 1950 è a Verona dove rimane fino al 1952 dirigendo il settore giovanile. Torna ad allenare l'AC Bolzano fino al 1954. Nel 1956 viene chiamato da Ceravolo ad allenare il Catanzaro in B. Infine si ricordano saltuarie prestazioni con Virtus don Bosco di Bolzano, AC Merano, Lana e Val Passiria.

Curriculum: partite in A 352; in B 34; in C 204;

Rappresentativa Nazionale Ferrovieri: 1 a Roma il 6 aprile 1930, Italia-Ungheria 2-2.


Nel dettaglio i dati ufficiali forniti dalla FIGC al giocatore il 17 giugno 1952 per l'istituenda cassa previdenza giocatori/allenatori:

Stagione Squadra Serie Partite
1914/15 Bentegodi Promozione regionale 24
1919/20 Bentegodi Promozione regionale 30
1920/21 Bentegodi A 40 compresa finale
1921/22 Hellas VR A 38
1922/23 Hellas VR A 38
1923/24 Hellas VR A 38
1924/25 Hellas VR A 34
1925/26 Bologna A 20
1926/27 Spal B 34 (prestito)
1927/28 Lazio A 38
1928/29 Lazio A 38
1929/30 Lazio A 38
1930/31 Lazio A 38
1931/32 Rovigo C 34
1932/33 Rovigo C 34
1933/34 Rovigo C 34
1934/35 Rovigo C 34
1935/36 Rovigo C 34

Allievi di fama: Aldo Ballarin, Cervato Sergio, Omero Tognon, Penzo, Isaberti, Frascaroli, Dalla Torre, Begalli, Zara, Montanari, Volpi, Bosio, Caceffo, Bigagnoli, Bazzoni. Altri giocatori di grande livello, che raggiunsero notevoli successi per la loro bravura e qualità, furono Gino Pivatelli,potente centravanti degli anni del dopoguerra, Ugo Pozzan, mezz’ala di talento con grande propensione al gol e Bruno Capra, grintoso terzino.


Se Ballarin non fosse perito nella sciagura di Superga la difesa che la Nazionale schierò nei primissimi anni '50 avrebbe visto in campo tre suoi allievi: Ballarin, Tognon, Cervato. Allenatore di prima categoria a Firenze: al primo corso nazionale indetto nel 1948 dalla Commissione Tecnica Federale Renato Bottacini risultò 2° assoluto dietro all'amico Fulvio Bernardini. Sergente di ferro, uomo per nulla disponibile a compromessi equivoci, leale e serio sul campo e fuori, Renato Bottacini ebbe con i suoi allievi un rapporto altamente professionale ed umano, rimanendo costante nella memoria dei suoi uomini per le sue qualità di maestro di calcio e di vita. Egli sapeva immediatamente riconoscere durante le "leve" estive le peculiarità degli esaminandi. Ballarin arrivò alla prova mettendosi a fare la mezz'ala: dopo 10 minuti di prova lo chiamò e gli chiese se nella sua squadra giocasse sempre in quella posizione: "Mi zogo lì"; risposta di Bottacini: "Te si' un terzin: va' la' drio!": non si mosse più, raggiungendo la fama e la gloria; costanti le confessioni epistolari da parte di Aldo; in lacrime, lo riconobbe dalle gambe a Torino subito dopo Superga. Tognon venne alla leva: era un "Dio": lo mise subito in mezzo alla difesa; costo dell'operazione: il biglietto dell'autobus. Cervato era un mastino: giocava modernamente scendendo rapidamente lungo la linea laterale sinistra: era privo di un dito: Bottacini lo mandò dal Bolzano alla Sampdoria, ma nonostante fosse già stato siglato il contratto, venne rifiutato dalla squadra genovese perché "alla visita medica venne constatata una deficienza d'equilibrio nella corsa dovuta alla menomazione alla mano. In verità Cervato non aveva giocato in modo brillante le prime partite amichevoli; venne pertanto venduto alla Fiorentina, conquistandosi una carriera eccellente; tre anni dopo Bottacini vendette Caceffo, giovane trequartista, sempre dal Bolzano alla Sampdoria: non ci furono problemi: il giocatore era "garantito".

Bottacini tenne strette ed amichevoli relazioni con tutto il gotha del Calcio, dello Sport, della politica. Alcune personalità: Arpinati, Vaccaro, Starace, Ridolfi, Baldo, Barassi, Pasquale, Pozzo, Felsner, Gianni, Meazza, Schiavio, Piola, Czeizler, Foni, Ferrari, Viani, Novo, Erbstein. In occasione della preparazione alle Olimpiadi del '60 a Roma venne invitato da Giulio Onesti a visitare gli impianti, tornando così nella capitale che l'aveva visto protagonista a cavallo degli anni Trenta. Tenne per la F.I.G.C. numerosi corsi di formazione centrali e periferici alle nuove leve di allenatori. Per il periodo a Rovigo: bibliografia Casalicchio-Fontanelli 1893/2006 "Oltre un secolo di Calcio a Rovigo" – Geo Edizioni srl – via Ormicello 2 -50053 Empoli (FI).

Sito ufficiale: http://www.renatobottacini.it/

Nota

Spesso, erroneamente, viene riportato come Bottaccini.





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