Controstoria della Lazio


La copertina del libro

Autore: Vincenzo Cerracchio

Titolo: Controstoria della Lazio

Anno: 2016

Casa editrice: historica

Pagine: 402

Costo: € 15,00

Recensione: LazioWiki


Negli ultimi anni i successi calcistici della Lazio non sono stati molti, ma, in proporzione inversa alle vittorie, vi è stato tutto un fiorire di libri sulla società biancoceleste. Il fenomeno, positivo in se stesso perché comunque l'argomento è la Lazio, ha però visto il reiterarsi di stereotipi, false ricostruzioni, interpretazioni prive di fondamento, carente esegesi di avvenimenti topici, una melensa agiografia su taluni personaggi. Tutti questi elementi, se sono riusciti a colpire il cuore dei tifosi più ingenui, hanno avuto il demerito di far divenire la storia della Lazio una oleografia, un'immagine fantasmatica, una leggenda. Oggi è difficile per il sostenitore biancoceleste che intenda conoscere, senza sovrastrutture artificiose e fuorvianti, la storiografia della Società Sportiva Lazio, orizzontarsi in un panorama librario piuttosto sciatto e ripetitivo. Vincenzo Cerracchio ha voluto scrivere un libro sulla Lazio pur sapendo che il suo lavoro correva il rischio tremendo di essere fagocitato dalla scialba e ipertrofica letteratura che riguarda la gloriosa società nata in Piazza della Libertà. E bene ha fatto.

Con la sua proverbiale facilità di scrittura, con la penna incisiva del "vecchio" giornalista, con la innata brillantezza della sua prosa, ha tirato fuori un libro che riporta il discorso "Lazio" sul giusto binario interpretativo, pur senza aver minimamente avuto, crediamo, l'intenzione di fare un libro di storia. Cerracchio ha narrato, suddividendoli in 41 brevi unità prive di ordine temporale, episodi, fatti, situazioni, emozioni, sensazioni, che hanno la capacità, nella loro prodigiosa esemplarità, di raccontare cosa è stata, è, e probabilmente sarà, la Lazio. Ne esce un quadro reale, che non cerca la facile benevolenza dei lettori, di assoluta chiarezza. Sono le storie stesse che troviamo nel libro che, nella loro oggettività e nel loro apparente minimalismo, denotano la straordinarietà di questa società. La Lazio non ha bisogno di nessuna enfatizzazione, di nessun artificio per essere raccontata; i Nove che la fondarono quel 9 gennaio 1900, semplici ragazzi romani idealisti, puri e determinati, hanno unito, forse inconsapevolmente, il molteplice presente nell'urbe all'alba del secolo scorso, costituito da nuove speranze, nuovi entusiasmi, desiderio di modernità in costante lotta contro l'arcaismo delle consuetudini e di certe tradizioni, contro potenti forze reazionarie, contro le enormi ingiustizie sociali, e sono giunti all'unità ideale tramite un percorso straordinario. La Lazio, squassata, pertanto, da tensioni storiche tremende fin dalla nascita, è riuscita sempre a progredire sul filo di un labile quanto miracoloso equilibrio.

Vincenzo Cerracchio percepisce l'esemplarità laziale, a volte stracciona ma più spesso permeata da uno struggente lirismo, e ce la trasmette passando da registri esistenziali umili ma specchio di una "lazialità" comunque gigantesca (Alberto Mari, Gabriele Savino, Gianni Seghedoni, gli spareggi di Napoli, persino Calciopoli ecc.), a registri sublimi ineguagliabili (Fausto Coppi, Silvio Piola, Paul Gascoigne, l'essere la società sportiva italiana che ha versato più sangue per la Patria e la più grande Polisportiva europea ecc.). Cerracchio non si inventa niente perché non ce ne è bisogno. Addirittura intitola il suo corposo libro "Controstoria della Lazio" ma quel che leggiamo è in effetti "la storia" di questa incredibile società, depurata da inutili orpelli, stantia mitologia, inutile venustas. Insieme alla magnifica "Lazio Patria Nostra" del maestro Mario Pennacchia, questo di Vincenzo Cerracchio è il libro più bello che sia stato scritto sui colori biancocelesti.