Domenica 16 maggio 1954 - Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 3-2


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16 maggio 1954 - Campionato di Serie A 1953/54 - XXXII giornata

MILAN: Galluzzo, Silvestri, Zagatti, Beraldo, Tognon, Piccinini, Vicariotto, Sorensen, Nordahl III, Liedholm, Frignani. All. Guttmann.

LAZIO: De Fazio, Antonazzi, Di Veroli, Fuin, Malacarne, Bergamo, Burini, Bredesen, Vivolo, Pistacchi, Fontanesi (I). All. Allasio.

Arbitro: sig. Piemonte di Monfalcone.

Marcatori: 5' Vicariotto, 39' Nordahl, 66' Vivolo, 74' Nordahl, 80' Fontanesi (I).

Note: pioggia scrosciante e terreno ridotto ad un acquitrino per la pioggia caduta ininterrottamente dalla mattina del giorno precedente. Temperatura fredda.

Spettatori: 10.000 circa.

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Si è giocato sulla segatura eppure le due squadre hanno dato vita ad una partita emozionante, piena di bel gioco e con sprazzi di assoluto valore tecnico. Milan e Lazio si sono affrontate senza nessun ostruzionismo, dando vita ad una partita che ha riconciliato con il gioco del calcio. La Lazio non ha mai tremato e fino all'ultimo ha tentato di raggiungere il pareggio che non avrebbe demeritato anche se il Milan si è confermato quello squadrone che pratica forse il più bel gioco del campionato. Peccato che l'arbitro abbia subìto più del dovuto il fascino di San Siro e soprattutto nella valutazione dei falli, anche quelli in area, abbia sempre scelto di favorire i milanisti penalizzando oltre il consentito la Lazio. Il Milan non ha però rubato nulla: ha attaccato di più, ha avuto più occasioni e il suo tasso tecnico non è paragonabile a quello dei biancocelesti. Ma la Lazio è piaciuta per il coraggio, per la sua voglia di restituire i colpi che prendeva e per un agonismo ammirevole e molto apprezzato dal poco numeroso pubblico presente. Il campo pesantissimo ha finito per favorire i rossoneri vista la prestanza fisica di molti suoi giocatori: Nordahl, Soerensen e Liedholm hanno una statura e un peso superiore a giocatori "normali" come Antonazzi, Di Veroli e il rientrante, dopo un lungo infortunio, Malacarne. Inoltre i due centrocampisti Fuin e Bergamo non possiedono il calcio lungo e potente che sarebbe risultato molto utile. Frignani e Vicariotto hanno brillato per la loro velocità con la quale hanno messo in difficoltà la retroguardia capitolina. Inoltre il trio scandinavo Nordahl-Soerensen-Liedholm ieri ha giocato con un impegno non comune per via della loro conclamata ostilità nei riguardi di Schiaffino, legato al Milan da un compromesso che scade il 1° Luglio e desiderosi di veder sfumare l'acquisto dell'Uruguayano. L'attacco laziale ha spesso messo in difficoltà la robusta difesa milanista e Bredesen, molto ispirato, Fontanesi, il giovane Pistacchi e i classici Vivolo e Burini hanno sempre costretto la retroguardia avversaria ad un duro lavoro. La partita non comincia bene per la Lazio: al 4' Liedholm imposta un'azione che si conclude con un preciso centro per Vicariotto che, precedendo Di Veroli, riesce a tirare in goal nonostante il disperato volo di De Fazio che riesce solo a sfiorare il cuoio. Il Milan tenta di sferrare il colpo del K.O. e ancora Vicariotto esalta il riflesso di De Fazio che impedisce il raddoppio. Al 7' e all'8' prima Pistacchi e poi Burini impegnano severamente il giovane Galluzzo che riceve i primi convinti applausi del pubblico amico. All'11' il Milan si fa rivedere in area laziale con uno scambio tra Liedholm e Vicariotto concluso da quest'ultimo con un tiro che De Fazio para con difficoltà. La Lazio non sta a guardare e Burini, dopo aver superato elegantemente Zagatti, entra in area ma viene agganciato fallosamente da dietro dal medesimo terzino. Il sig. Piemonte, con una decisione assurda, sposta il pallone fuori area e fa battere una punizione che non avrà successo agli sconcertati calciatori biancocelesti. Subito dopo si assiste ad un numero impressionante di tentativi di un forsennato Nordahl. Vince quasi tutti i duelli con il valoroso Di Veroli e Allasio è costretto a mettergli di fronte anche Malacarne in ausilio al compagno. Tre tiri del "pompiere" vengono neutralizzati da De Fazio con balzi prodigiosi. Al 24' Nordahl si libera di forza di Malacarne che lo atterra. L'arbitro, forse pentito per il rigore non concesso precedentemente, lascia correre tra i fischi del pubblico. Al 32' Bredesen se ne va in dribbling e spara un tiro maligno che Galluzzo devia in corner. Al 39' una veloce azione Liedholm- Nordahl permette al centravanti di battere De Fazio da pochi passi con un rasoterra. Il primo tempo si chiude con i rossoneri all'attacco. Anche la ripresa si apre nel segno del Milan con due tentativi di Nordahl e Frignani sventati da De Fazio. Al 10' Vivolo centra per Bergamo che, solo davanti a Galluzzo, viene fermato per fuori gioco inesistente. Al 15' Bergamo spedisce fuori di un soffio e al 21' Pistacchi subisce un netto fallo in area da parte di Silvestri che l'arbitro punisce. Batte e trasforma il rigore Vivolo con un tiro a mezza altezza. A questo punto la Lazio dimentica ogni prudenza e si getta all'attacco per pareggiare. Il pallone è sempre in possesso dei biancocelesti e il Milan è costretto a ripiegare e a riorganizzare l'assetto difensivo. Così facendo però i Romani si espongono ai contrattacchi improvvisi degli avversari e al 74' Frignani approfitta di una tardiva chiusura di Antonazzi e può centrare per la testa di Nordahl che supera De Fazio. La Lazio non demorde e imbastisce alcune fluide azioni che la difesa rossonera sventa con esperienza. Al 33' Fontanesi di testa sfiora la traversa e al 35' lo stesso giocatore, terminale di un veloce scambio tra Bredesen e Pistacchi, batte Galluzzo con un preciso tiro da pochi metri. Gli ultimi dieci minuti mostrano due squadre esaurite fisicamente e con la Lazio che prova a minacciare ancora il Milan. Nordahl ormai gioca in difesa ed è una maschera di fango. I giocatori cadono stremati al suolo ad ogni minimo contatto e l'arbitro punisce solo e sempre i biancocelesti. Il fischio finale viene accolto dai giocatori e dal pubblico di casa come una liberazione mentre i Laziali, delusi, si stendono a terra nel fango, quasi incapaci, per la stanchezza, di raggiungere gli spogliatoi.