Domenica 1 settembre 1991 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 1-1


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1 settembre 1991 - 2491 - Campionato di Serie A 1991/92 - I giornata

LAZIO: Orsi, Bergodi, Bacci, Pin, Gregucci, Verga, Stroppa (68' Melchiori), Doll, Riedle, Sclosa (64' F.Marchegiani), Sosa. A disp.: Fiori, Corino, Neri. All. Zoff.

PARMA: Taffarel, Nava, Di Chiara, Minotti, Apolloni, Grun, Pulga (80' Melli), Zoratto, Agostini, Cuoghi (46' Osio), Brolin. A disp.: Ballotta, Donati, Benarrivo. All. Scala.

Arbitro: Sig. Sguizzato (Verona).

Marcatori: 63' Nava (aut), 89' Osio.

Note: esordio in serie A per Thomas Doll classe 1966 e Melchiori classe 1965.

Spettatori:

Rimescolando nel pentolone della difesa laziale, Zoff trova la chiave per mettere in crisi il Parma: Bacci a destra, Bergodi e Gregucci su Agostini e Brolin con Stroppa che parte da lontano, praticamente da terzino sinistro. Dopo il gol dell'ex milanista la partita sembra finita, ma in cinque minuti vanno ko Stroppa e Sclosa, la Lazio sbanda e proprio dalla sinistra arriva all'89' il gol del Parma. Con Bacci, Bergodi, Melchiorri, Marchegiani e Verga diffìcile costruire una difesa impenetrabile. E' questa la via crucis di Zoff, mentre Calieri insiste, Sergio non giocherà più con la Lazio. I tifosi si consolano con la festa a Gascoigne e fantasticando sull'anno prossimo. Scala sorride, ha rivisto il suo Parma dell'anno scorso, che importa se il gol è arrivato all'89, «le partite durano novanta minuti e anche di più». Il tecnico ha tenuto Osio in panchina per 45' e lanciato Melli nella mischia all'81', nella carica finale. Con i due a tempo pieno i gol arriveranno prima. Si comincia con i biancazzurri all'attacco, Stroppa duetta con Doli, e tira alto. Sosa cerca testardamente il corridoio buono, persino Riedle sembra più vivace del solito. Il Parma sta a guardare per dieci minuti, intontito dall'Olimpico e da quella curva Nord che non smette mai di incitare la Lazio. Rompe l'incanto Cuoghi, il suo tiro obbliga Orsi in angolo. Si fa avanti la banda di Scala e un paio di mischie in area laziale fanno venire i brividi a Zoff. Superare Bacci e Bergodi non è un grosso problema. E così prima Minotti spedisce a fil di palo, ma fuori. Ed era ad un passo dalla linea bianca. Poi una capocciata di Agostini non trova il bersaglio. E infine a completare il caos nella retroguardia laziale ci si mette anche Sosa con un Uscio in area che scatena una mischia da rugby. In curva vola qualche pugno, sono tutti laziali ma riescono a litigare lo stesso. Zoff trova la soluzione, sposta Stroppa e la Lazio torna in avanti. I minuti scorrono, il Parma rientra nel guscio e aspetta la fine del tempo giocherellando. La Lazio guarda. Il pronostico è per un bel pareggio senza gol. Si riparte e adesso a guidare il Parma c'è il capellone Osio. Agostini diventa più coraggioso e salta Gregucci. Steso. Sempre il Parma avanti. Brolin, Agostini e Osio pressano la difesa biancazzurra. Gregucci va in avanti e costringe Taffarel in angolo. La Lazio si scuote guidata da Stroppa, imprendibile. L'ex milanista beffa il fuorigioco del Parma e cerca il gol da campionissimo. Gran botta dal limite dell'area verso l'angolo alto a sinistra di Taffarel: mira troppo alta. Ancora Sosa che mette Riedle in condizioni ideali a pochi metri dal portiere del Parma. Il tedesco stoppa di petto e tira fiacco ma angolato. Palla sul fondo di un soffio. E al 20' arriva il gol. Da Doli a Stroppa, botta a colpo sicuro, la palla piega la mano di Minotti che cerca la respinta, l'Olimpico esplode. E qui la sfortuna ferma la Lazio. In cinque minuti la Lazio deve rinunciare a Sclosa e Stroppa. Si ferma prima il numero dieci per un colpo al costato, lo segue Stroppa con la caviglia sinistra dolorante. I biancazzurri vanno avanti sullo slancio e Taffarel para su Sosa, mentre Doli dopo aver ubriacato un mucchietto di difensori del Parma, tira incredibilmente sul fondo. Entra Melli (81') e la Lazio comincia ad aver paura. Un paio d'angoli conquistati proprio da Melli, un calcio di punizione sprecato da Osio, poi il gol del pareggio. Ancora Osio protagonista con un perfetto colpo di testa. Orsi può solo guardare. Arbitraggio spesso «strano», Sguizzato commette tanti piccoli errori, riesce comunque a non incidere sul risultato.