Domenica 22 novembre 1953 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-3


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22 novembre 1953 - Campionato di Serie A 1953/54 - X giornata

LAZIO: Sentimenti (IV), Antonazzi, Sentimenti V, Fuin, Spurio, Bergamo, Burini, Bredesen, Vivolo, Lofgren, Fontanesi. All. Sperone.

FIORENTINA: Costagliola, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Mariani, Gren, Bacci, Gratton, Vidal. All. Bernardini.

Arbitro: sig. Jonni di Macerata.

Marcatori: 20' Burini, 21' Segato, 47' Bacci, 70' Mariani, 85' Bredesen.

Note: terreno in perfette condizioni. Stupenda giornata di sole. Presente in tribuna Silvio Piola.

Spettatori: 62.000 circa.

La Lazio attuale è una squadra che anche quando vince non mostra mai un gioco di alto livello. Ci si figuri questa volta che ha perso. Questa formazione sembra aver perso la via per fornire uno spettacolo decente dal punto di vista tecnico e tattico. Eppure la squadra è piena di giocatori che sanno giocare. Tutto forse può essere spiegato con la mancanza di interni di qualità che sappiano collaborare con il duo Fuin-Bergamo i quali, da soli, non riescono a tenere su il centrocampo. Nella partita contro la Fiorentina quanto sopra è stato evidente e se poi aggiungiamo che, dalla mezz'ora del primo tempo, Vivolo,per un incidente, ha giocato praticamente da fermo nella posizione di ala, ecco spiegata la sconfitta odierna. Inoltre Burini è stato nullo, Spurio è ancora immaturo, Lofgren è troppo statico. Quando la Lazio è arrivata al goal ciò è avvenuto per prodezze singole e mai per il complesso del gioco. Di contro la Fiorentina possiede, più che un allenatore, un maestro di calcio, quel Fulvio Bernardini che sempre rifugge da applicazioni tattiche troppo difensive. I viola giocano con un lineare ma efficacissimo WM e offrendo spesso al fuoriclasse Gren l'occasione di servire il compagno meglio appostato nella fase conclusiva. Segato si è dedicato alla guardia di Bredesen che sin dall'inizio ha fatto vedere di non essere in giornata. Un altro difetto dei biancocelesti è stato quello di aver utilizzato Bergamo in un faticosissimo lavoro di marcatura su Gren e, contemporaneamente, nel coadiuvare Spurio; ciò ha provocato un prematuro esaurirsi delle sue energie. Infatti, all'inizio della ripresa, quando la Lazio si è trovata in svantaggio, Bergamo si è dedicato ad appoggiare più i suoi compagni avanzati che a presidiare la difesa. Ciò ha determinato che Gren è stato libero di fare il bello e il cattivo tempo. L'unica zona del campo in cui i laziali affondano i colpi è quella presidiata da Rosetta, oggi molto in difficoltà; ben presto però Magnini e Cervato, giocando più stretti e alternandosi nel dare una mano al compagno, hanno evitato ogni pericolo. In avanti la Lazio non può contare su Vivolo infortunatosi, mentre Lofgren è sempre avulso dal gioco e Fontanesi, improvvisatosi centravanti per l'infortunio di Vivolo, non è stato mai pericoloso. Burini, dopo aver sorpreso Cervato in occasione del goal biancoceleste, verrà da quest'ultimo completamente neutralizzato. La cronaca si apre al 2' con una doppia iniziativa di Vivolo e di Lofgren; nel primo caso Segato salva miracolosamente la propria porta, mentre nel secondo è l'attaccante che sbaglia la mira. Al 5' si assiste ad un contropiede viola operato da Gratton, il quale arriva troppo stanco al tiro. Al 9' ottima occasione per la Lazio: una serie di rimpalli consente a Fontanesi di ritrovarsi solo dinanzi a Costagliola ma il tiro risulta impreciso. Al 20' si scatena una mischia furibonda in area viola: Segato si oppone di petto ad un tiro di Bredesen e la palla giunge a Fontanesi che rimanda in mezzo; Burini devia in rete ma la sfera coglie la traversa e gli ricade sui piedi; a quel punto l'ex milanista deve solo appoggiare in rete e la Lazio passa in vantaggio. Palla al centro, breve scambio tra Gren e Mariani e Sentimenti V è costretto al fallo; il tiro libero è raccolto di testa da Segato che batte "Cochi" con una maligna parabola. A questo punto le squadre si fanno guardinghe e non c'è nulla da segnalare fino al 45' quando l'arbitro Jonni concede senza motivo tre minuti di recupero. In questo lasso di tempo numerosi pericoli vengono portati in area fiorentina: si accendono due mischie furiose che terminano senza danno per i toscani. L'inizio della ripresa vede al 47' Gren caracollare tranquillamente e porgere, indisturbato, a Bacci che segna con un preciso colpo di testa. Bergamo appare molto affaticato e Sentimenti V si fa sorprendere dagli spunti di Mariani. La reazione della Lazio è più apparente che reale. Al 59' Cervato libera in spaccata sui piedi di Fontanesi. Al 61' lo "zoppo" Vivolo tira fuori di poco, imitato al 66' da Lofgren. Al 70' lo scatenato Gren si presenta sul fronte d'attacco; Sentimenti V gli va incontro ma in tal modo lascia libero Mariani che ha tutto il tempo di mirare e di battere imparabilmente Sentimenti IV. Sul 3 a 1 i viola potrebbero straripare ma Sentimenti IV para tutto. Spettacolari due sue parate su Bacci e una su Mariani. All' 80' la Lazio generosamente si fa avanti e Bergamo sfiora il montante. All' 85' bel passaggio di Fuin a Burini e da questi il pallone arriva a Bredesen; il leggero tocco del Norvegese spiazza Costagliola il quale, all' 89', svelle in tuffo il pallone dai piedi di Fontanesi e subito dopo vede una palla calciata da Vivolo uscire fuori di poco. La Lazio avrebbe potuto pure pareggiare ma il risultato più giusto è stato quello finale perché la Fiorentina si è dimostrata, senza alcun dubbio, più forte.