Domenica 2 maggio 1954 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 3-1


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2 maggio 1954 - Campionato di Serie A 1953/54 - XXX giornata

GENOA: Franzosi, Cardoni, Becattini, De Angelis, Carlini, Gremese, Corso, Larsen, Dal Monte, Pravisano, Frizzi. All. Sárosi.

LAZIO: De Fazio, Antonazzi, Di Veroli, Fuin, Sentimenti (V), Alzani, Burini, Bredesen, Vivolo, Lofgren, Fontanesi. All. Allasio.

Arbitro: sig. Pieri R. di Trieste.

Marcatori: 15' Dal Monte, 38' Corso, 39' Vivolo, 54' Frizzi.

Note: cielo coperto. Terreno buono.

Spettatori: 18.000 circa.

La squadra capitolina: De Fazio, Bredesen, Sentimenti (V), Fuin, Lofgren, Alzani; Vivolo, Burini, Fontanesi, Di Veroli, Antonazzi
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Una fase di gioco
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Il risultato ha premiato la squadra più decisa e pratica e ha penalizzato quella con il gioco più armonico e fluido. Non è un paradosso perché a questo punto del campionato, quando i giochi si stanno compiendo, bisogna lasciar perdere i decori e le ridondanze e usare la clava e la decisione. Questo ha fatto il Genoa che, alla supremazia territoriale dei Laziali, ha contrapposto una manovra più incisiva, pungente e più adatta alle circostanze. Se a ciò si aggiunge che oggi la Lazio ha lasciato a casa la sua proverbiale saldezza difensiva, si capisce bene come il risultato sia sacrosanto. De Fazio, che nelle precedenti trasferte di Firenze e Ferrara aveva rassicurato tutti con la sua calma, ha oggi, pur non facendo errori clamorosi, generato ansia nei suoi compagni con interventi sempre affannosi e affrettati. Sentimenti V e Antonazzi sono stati spesso superati dai rispettivi avversari e tutto il peso della difesa si è indirizzato sul brillante ma inesperto Di Veroli che si è battuto fino all'ultimo come un leone. Alzani ha messo in campo tutta la sua sagacia tattica ma è mancato in precisione, mentre Fuin, elegantissimo come sempre, non ha dato consistenza e nulla ha concretizzato. In avanti Burini ha brillato nel primo tempo ma nel secondo è sparito; Bredesen ha strappato applausi a scena aperta in alcune occasioni ma ha commesso anche errori da principiante. Lofgren ha presidiato il centrocampo con diligenza ma al momento di concludere si è assentato; Fontanesi è stato calligrafico e lezioso e Vivolo si è visto solo nell'azione del goal. La spiegazione a questa deludente prestazione può riferirsi forse ad un'euforia ingiustificata generata dalle due vittorie esterne di Firenze e Ferrara. Il Genoa ha messo in campo tutta la sua forza e uno spirito garibaldino che ha bilanciato la mancanza di grandi nomi e, conseguentemente, di elevate virtù tecniche. A livello di singoli nessuno tra i Genoani ha demeritato per volontà e abnegazione e due giocatori, Carlini e De Angelis, si sono distinti. Il primo per chiarezza di idee ed efficacia e il secondo, un romano che non ha trovato estimatori nella Capitale, per un'applicazione feroce su tutto il fronte del centrocampo. La cronaca della partita non fa rilevare nulla di importante fino al 15' quando De Angelis fa filtrare una palla che movimenta Dal Monte. Il centravanti genoano supera in velocità uno statico Sentimenti V e mette in rete astutamente con un tocco anticipato e secco. Al 19' Bredesen lascia partire un tiro carico d'effetto da venti metri ma Franzosi devia in corner. Ancora il norvegese al 21' e al 23' con due legnate sfiora il pareggio. Il primo tiro viene deviato in angolo di testa da Carlini mentre il secondo fa la barba alla traversa. Al 30' Frizzi reagisce e involatosi sulla fascia sinistra, mette al centro per Provisano che potrebbe avanzare ed invece spara a lato frettolosamente. Al 38' vi è una bella cavalcata di Dal Monte sulla destra e il pallone arriva a Corso perché Sentimenti V manca l'intervento. Il pupillo di mister Sárosi anticipa la disperata uscita di De Fazio e raddoppia per i Liguri. La Lazio non ci sta e trenta secondi dopo Vivolo riceve un bel pallone da Burini al limite dell'area e fa secchi con un dribbling imperioso due difensori rossoblù, per poi scaricare in rete un pallone imprendibile. Al 41' Bredesen, ricevuta palla da Alzani, fila indisturbato verso la porta genoana ma viene atterrato dal portiere un metro fuori dell'area. Al 43' l'azione precedente si ripete ma Fontanesi vede il suo tiro deviato in angolo con il tacco da Franzosi. La ripresa si apre con un tiro di Fontanesi al 48' neutralizzato con fatica dall'estremo difensore ligure. La replica genoana vede protagonista Dal Monte su cui salva alla disperata Sentimenti V dopo uno scambio Larsen-Pravisano. La maggior determinazione dei rossoblù viene premiata al 54' quando Frizzi, ispirato da uno stretto scambio Corso-Larsen, scaraventa in rete da venti metri dopo aver evitato il rientro di Sentimenti V. La Lazio nei minuti restanti appare scoraggiata e riesce a creare solo delle mischie da cui escono sempre vittoriosi i difensori avversari o provare velleitari tiri da distanza enorme che non impensieriscono mai il portiere Franzosi. Per maggior sicurezza Sárosi dal 70' fa arretrare Larsen dietro la linea mediana e l'ex biancoceleste arpiona ogni pallone che transita in zona con grande bravura. Nessuna nota vi è quindi da segnalare fino al triplice fischio finale dell'ottimo signor Pieri.