Domenica 5 aprile 1992 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-1


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5 aprile 1992 - 2520 - Campionato di Serie A 1991/92 - XXVII giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Bacci, Doll (66' Melchiori), Riedle, Sclosa, Sosa (84' Stroppa). A disp.: Orsi, Corino, Neri. All. Zoff.

BARI: Alberga (16' Biato), Brambati, Rizzardi, Terracenere, Maccoppi, Loseto, Carbone (60' Brugi), Cucchi, Soda, Platt, Jarni. A disp.: Bellucci, Fortunato, Boban. All. Boniek.

Arbitro: Sig. Pairetto (Torino).

Marcatori: 19' Riedle, 21' Ruben Sosa, 31' E.Cucchi, 50' Ruben Sosa.

Note: ammoniti Carbone, Bergodi, Macoppi. Sorteggiati per l' antidoping Corino, Doll, Brogi, Terracenere.

Spettatori: 12.370 paganti, incasso 325.930.000 lire. Abbonati 20.556, quota 553.524.771 lire.

Proprio a Roma, dove e' ancora di casa, Boniek ha praticamente subi' to l' onta della sua seconda retrocessione di giovine allenatore. Quella che forse sarebbe potuta essere l' ultima disperata impresa del Bari e' sfumata all' Olimpico contro una Lazio che nulla ha fatto se non sfruttare furbescamente ingenuita' , carenze ed esuberanza dei pugliesi, cui non rimaneva altro che tentare l' impossibile, rischiare il tutto per tutto. E Boniek aveva impartito ai suoi direttive tattiche intelligenti, adeguate alla delicata circostanza e a un svagato avversario. Una difesa schierata diligentemente a zona che ha imbrigliato Riedl e Sosa e un centrocampo agile . senz' altro favorito dall' evanescenza di quello laziale . affidato all' irriducibile Platt, i cui suggerimenti erano destinati all' imprevedibile Jarni che, improvvisandosi attaccante, da solo ha messo in crisi il traballante sistema difensivo laziale. Cosi' attrezzato . e nei suoi limiti meglio forse non poteva essere ., il Bari ha preso a scorrazzare pericolosamente per il campo, mettendo la museruola agli sbalorditi nonche' sbiaditi rivali, senz' altro meglio dotati individualmente. E alla fine, anzi prima della fine, e' venuta fuori proprio codesta non trascurabile qualita' . Infatti, al 18' , giusto per alleggerire la pressione dei sorpredenti pugliesi, Bacci ha sferrato un gran tiro sulla schiena di Riedl. Questi, malgrado in posizione poco felice, s' e' esibito in una splendida ed efficace girata e ha battuto Biato, da poco subentrato al titolare, Alberga, messo fuori gioco da un infortunio. Nemmeno il tempo di rendersi conto dell' ingiusto affronto subito, e il Bari e' andato una seconda volta al tappeto. Lunga fuga di Sosa, sapientemente lanciato da Sclosa, e palla in rete. Sembrava finita. Si pensava che il Bari si sarebbe dissolto difronte all' entusiamo di una Lazio rilanciata verso l' Europa. Invece il Bari, seppur stordito, s' e' coraggiosamente ripreso, ha trovato l' energia per rifarsi avanti. Platt ha scatenato i suoi in un tourbillon che ha vieppiu' stordito i fiacchi laziali. Da un' iniziativa dell' inglese, Jarni e' scattato sulla destra fornendo il suggerimento giusto a Cucchi, agevolevato nel suo compito anche dalla flaccida difesa romana. Che s' e' confermata tale successivamente, quando Fiori ha deviato un colpo di testa di Soda e ancor piu' quando lo stesso Soda ha mandato alle stelle un pallone vagante pescato nell' area biancoazzurra. Sfida riaperta, comunque, tanto e' vero che all' inizio della ripresa Jarni si vede negare il gol del pareggio da un palo che ha salvato l' ottimo Fiori e la Lazio tutta. Il Bari non s' e' mai arreso, anche se, schiacciando la Lazio, sapeva di rischiare grosso. Altro non poteva fare. E infatti, quando Doll ha riacceso la luce della sua immensa classe, e' arrivato il colpo decisivo. Da uno spettacolare lancio del tedesco, Sosa e' partito in un travolgente contropiede che ha colpito al cuore la squadra barese. Era fatta. Anche se, nelle residue battute, Fiori e' stato chiamato piu' volte a esibire le sue doti spesso nascoste e se nel finale ancora Jarni ha centrato il secondo palo. Nulla in effetti e' cambiato e nulla poteva cambiare. Cosicche' , mentre la Lazio in una giornata incolore ha rivalutato le sue quotazioni europee, il Bari, in una vena disperata, ha praticamente chiuso . anche se non condannato ancora dalle cifre e senza eccessive colpe . il capitolo della sua sopravvivenza.

Fonte: Corriere della Sera