Domenica 9 aprile 1989 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 0-0


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9 aprile 1989 - 2407. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1988/89 - XXIV giornata - Inizio ore

LAZIO: Martina, Marino, Monti, Pin, Gregucci (46' Rizzolo), Piscedda, Di Canio, Beruatto, Muro, Acerbis, Sosa. A disp. Fiori, Greco, Sclosa, Dezotti. All. Materazzi.

BOLOGNA: Cusin, De Marchi, R.Villa, Pecci (78' Stringara), Demol, M.Monza, Poli, Bonini, Marronaro, I.Bonetti II, Rubio (71' Lorenzo). A disp. Bolpagni, Alessio, Aaltonen. All. Maifredi.

Arbitro: Amendolia (Messina).

Note: ammoniti Di Canio, De Marchi, Piscedda.

Spettatori: paganti 20.468, incasso di 409.745.000 lire; abbonati 11.331, quota partita di 363.745.000 lire.

Monza su Di Canio
La curva
Lazio in avanti
La curva biancoceleste
Sosa guarda l'avversario e la palla
Il biglietto (grigio) in "Distinti Ovest"
Il biglietto (giallo) in "Curva Nord"

«Sono deluso, nell'ultimo quarto d'ora potevamo vincere la partita e non ci siamo riusciti». Giuseppe Materazzi, mister X, si lamenta e fa male. 15' per due punti non è l'equazione giusta. Per vincere serve giocare bene per un'ora e mezzo, non commettere errori, o quanto meno attaccare. E la coniugazione del verbo «attaccare», la Lazio di Materazzi non la conosce proprio. Una deficienza grave per una squadra nata per salvarsi con grande anticipo, cullatasi a lungo in sogni di vanagloria (vedi zona-Uefa). I biancazzurri hanno un ottimo reparto difensivo, soprattutto quando fanno a meno dell'uruguaiano Gutierrez, un discreto centrocampo, ma sono assolutamente privi di incisività. Il buon Ruben Sosa, da solo non può fare miracoli, attorniato sempre da centrocampisti, difensori ed onesti lavoratori della sfera di cuoio. Dezotti e Rizzolo marciscono in panchina: il primo giustamente, il secondo un po' meno visto che era stato presentato come il nuovo enfant-prodige del calcio capitolino. Con Rizzolo in campo, nella ripresa, la Lazio ha morso di più, anche se proprio lui ha fallito al 75' l'occasione match, - ciccando - ad un metro dalla porta un pallone molto più che invitante. Un errore clamoroso, che il giovanotto ha cercato di far dimenticare a 3' dalla fine: bello il suo gol, giusto l'annullamento per fuorigioco. Ma la Lazio di Materazzi sembra destinata ad avere paura, più che ad incuterla all'avversario. Maifredi ha fatto scendere in campo fin dal primo minuto tre-punte-tre (Poli, Marronaro ed il cileno Rubio). Una dimostrazione di spregiudicatezza e di coraggio che alla fine ha pagato. I difensori biancazzurri erano infatti più preoccupati di non lasciare la propria zona che di dare una mano alla manovra offensiva. Partita scialba, quindi, da fischi. E cosi è stato. Al 90', sibili ed oggetti dagli spalti, all'indirizzo più laziale che bolognese. Si direbbe quindi che il pubblico di fede biancazzurra si sia ormai stufato. Quindici pareggi sono parecchi, troppi. Sarebbe bene cominciare anche a vincere, magari rischiando di perdere. Questo chiedono i tifosi, e se non ci si prova in casa contro una concorrente nella lotta per retrocedere, quando ci si prova ? Sulle tribune non si trovano risposte ed allora ecco i fischi, gli insulti. Il Bologna gioca bene, senza affanni. La zona ha preso a funzionare finalmente a pieni giri. L'arbitro Amendolia ha fermato ben dieci volte per fuorigioco i laziali: buon segno per i difensori felsinei che sbagliano sempre meno (e quando sbagliano, ecco pronto il tappabuchi Villa).

Cusin ha lavorato poco all'Olimpico: qualche uscita, una parata a terra su punizione di Muro (68'). Una deviazione aerea sopra la traversa su colpo di testa di Rizzolo (89'). I tempi bui di inizio campionato sembrano ormai lontani. C'è da chiedersi cosa sarebbe successo se ieri i rossoblu avessero osato di più. Se avessero impegnato almeno una volta in maniera seria la retroguardia laziale e soprattutto il portiere Martina. Avrebbero vinto o avrebbero subito un gol in contropiede come troppo spesso è successo in passato ? Maifredi non ha voluto rischiare e si è accontentato del punticino. D'altronde, la classifica bisogna pur muoverla. E' un punto d'oro - dice in proposito il tecnico bolognese - sul clamoroso errore di Rizzolo siamo stati fortunati, ma non meritavamo comunque la sconfitta. Sono contento, l'importante è non perdere mai colpi. Due sconfitte consecutive e sei nella bagarre. Meglio giocare tranquilli, mirare eventualmente al pari e togliersi dalla zona-pericolo, anche se fino ali ultimo non si saprà chi sarà a retrocedere. Materazzi, come abbiamo già visto, non è certo soddisfatto: Dovevamo vincere - afferma - abbiamo pareggiato, siamo stati bravi a metà. Il Bologna ha giocato meglio ma Cusin è stato certamente più impegnato di Martina. Rizzolo è stato sfortunato: in occasione del gol fallito sarebbe bastato che la palla gli avesse picchiato anche casualmente addosso; nell'azione del gol annullato, al fuorigioco non ho fatto caso, semmai ho notato la sua maglia tirata vistosamente. Alcuni miei giocatori non erano in buone condizioni, ma hanno dato tutto. Questo è un dato positivo: il carattere conta molto per chi deve lottare.