Il record di reti in una partita di Klose


La Gazzetta dello Sport online
La notizia sul sito della BBC
La notizia su un sito del Mundo Deportivo
La notizia sul sito della Bild
La notizia su un sito inglese
Klose festeggiato dopo una delle cinque reti
Miroslav Klose

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La gara Lazio-Bologna 6-0 del 5 maggio 2013


Il 5 maggio 2013 l'attaccante biancoceleste Miroslav Klose entra nella storia del club biancoceleste segnando 5 reti durante partita Lazio-Bologna terminata con il risultato di 6-0. La stampa celebra così l'avvenimento:


Da La Repubblica:

Il tedesco firma contro il Bologna la prima cinquina nella storia del club biancoceleste: "Successo personale dedicato alla squadra: i miei compagni mi hanno messo in condizione di segnare tanto". Ecco Miro Klose, il primo giocatore nella storia della Lazio a segnare cinque gol in una sola partita di serie A. "Cinque gol in una sola volta? Credo di averli segnati ai tempi in cui giocavo nel Kaiserslautern". Come si fa, Klose, a raggiungere traguardi personali come questi? "Segreti? No, solo lavorare bene, abbiamo fatto un grosso lavoro questa settimana ed ecco il risultato". Un successo persionale da dedicare a qualcuno? "Alla mia famiglia e alla Lazio, che è la mia seconda famiglia. Devo ringraziare i miei compagni di squadra che mi hanno messo nella condizione di segnare tanto. Quando la squadra mi aiuta così il mio compito diventa facilissimo".


Da Il Messaggero:

Ventisette anni dopo Roberto Pruzzo, tocca al bomber della Lazio Miroslav Klose entrare negli annali del calcio italiano per la cinquina rifilata al Bologna, nel match di campionato in scena oggi all'Olimpico. Il 16 febbraio 1986 l'attaccante della Roma segnò all'Avellino (5-1, il risultato finale con due calci di rigore) proprio nell'impianto capitolino l'ultima cinquina realizzata nella storia della serie A a girone unico. Fino ad oggi. Il goleador tedesco, in gol al 22', al 36' e al 39' nel primo tempo e al 5' e al 16' della ripresa lo ha raggiunto in questa sorta di derby a distanza. Klose interrompe così un digiuno che durava da 141 giorni (Lazio-Inter 1-0, del 15 dicembre 2012) e si gode meritatamente l'ovazione del pubblico dell'Olimpico che, al grido "Ce l'abbiamo solo noi Miro Klose", al 23' del secondo tempo, gli dedica una standing ovation quando il tecnico Petkovic lo richiama in panchina per il meritato riposo. Prima degli exploit di Klose e Pruzzo, nel campionato italiano di serie A su girone unico, ovvero dal 1929/30 in avanti, si erano già verificate 10 cinquine. Ma il record di marcature multiple nella storia della serie A a girone unico è costituito da due "sestine", firmate da Silvio Piola in Pro Vercelli-Fiorentina 7-2 del 28 ottobre 1933 e da Omar Sivori in Juventus-Inter 9-1 del 10 giugno 1961.


In un altro articolo del quotidiano romano:

Lazio-Bologna è Miro Klose, autore di cinque reti. Una "manita" che rilancia sé stesso, non segnava dal 15 dicembre (partita contro l'Inter, un girone fa), e le ambizioni della Lazio, che ora – a tre giornate dalla fine – si rimette in corsa per un posticino in Europa League.

Il tedesco entra nella storia della Lazio e del calcio italiano: 5 gol tutti insieme non li ha mai segnati nemmeno in Bundesliga e nessuno che abbia vestito la maglia biancoceleste era riuscito in questa impresa. L'ultima cinquina in serie A porta la firma di Roberto Pruzzo, in un Roma-Avellino del 16 febbraio del 1986. Una vita fa. Klose è la Lazio o la Lazio è Klose, questo ormai è chiaro. Miro era tornato in campo da titolare un mese fa contro la Roma (dopo un lungo stop per i soliti problemi al ginocchio), senza mai mostrare fino a oggi una condizione fisica accettabile, rimediando quasi sempre brutte figure. Prima assente, poi fantasma in campo, la Lazio senza di lui aveva mollato tutte le sue ambizioni: dal quarto posto era scesa all'ottavo, rimettendo in discussione una stagione cominciata con tutt'altre ambizioni. Senza Miro, i numeri del girone di ritorno sono da retrocessione. Dopo la vittoria sonante contro il Bologna (che non prendeva sei reti dal '99) suona tutto diverso, la Lazio sembra tornata ai livelli del girone di andata. I sei gol al Bologna (una rete l'ha messa a segno anche Hernanes) danno alla Lazio i tre punti e l'immagine di una squadra tornata a far suonare le porte avversarie (nelle ultime 14 partite aveva segnato solo 11 reti, portando a casa appena 13 punti). Petkovic, in questa occasione, si è affidato a un modulo con due punte, Klose e Floccari, passando così da un 4-1-4-1 a un semplice 4-4-2. E non c'è stata partita, da subito: quattro gol nel primo tempo, due nella ripresa e il gioco è fatto. L'idea del cambio di sistema di gioco è nata proprio per assistere Klose, ultimamente troppo sbiadito. Il tedesco, con la cinquina al Bologna, è tornato alle sue solite medie (15 reti in 26 presenze), ora tocca alla Lazio recuperare il terreno perduto, anche se mancano solo tre appuntamenti alla fine del campionato. Ma la buona notizia per Petko è che per la finale di Coppa Italia contro la Roma, almeno potrà contare su un Klose in più.


Dal sito dell'Ansa:

La Lazio esce dal tunnel, ritrova con gli interessi la via della rete, riabbraccia uno stratosferico Miro Klose tornato al gol (per lui addirittura una storica "cinquina") dopo quasi 5 mesi, si riavvicina all'Europa e prepara un finale di stagione più consono alle sue aspirazioni. Sei a zero al Bologna è un risultato che fotografa bene la domenica all'Olimpico dove è scesa in campo una sola squadra. Petkovic è stato buon profeta: ieri aveva promesso una Lazio diversa dopo le ultime brutte uscite (una sola vittoria in 8 incontri) e così è stato. I biancocelesti sono scesi in campo determinati e concreti, merito anche dell'allenatore di Sarajevo che si presenta con un 4-4-2 più equilibrato e aggressivo che permette a Lulic e Candreva di spaziare a piacimento con ripartenze velenosissime, ma soprattutto con Floccari spalla di un redivivo Klose, autore addirittura di una storica cinquina.

L'ultima "manita" in Serie A risaliva addirittura al 16 febbraio 1986 e sempre all'Olimpico (Roberto Pruzzo). "Una delle giornate più belle della mia carriera", le parole del fantastico attaccante a fine gara. Sul Bologna c'é poco da dire, visto che è riuscito a rivitalizzare l'attacco biancoceleste che ad oggi era il penultimo nel girone di ritorno (12 reti in 15 gare, solo il Pescara ha fatto peggio). Eppure Pioli si era presentato a Roma con il modulo-fantasia, con Gabbiadini e Diamanti dietro Gilardino, pensando-sperando di avere la meglio sulla difesa biancoceleste orfana di Biava. Le prime avvisaglie della "caporetto" felsinea si erano avute fin dai primi minuti con lo scatenato Floccari a seminare il panico davanti a Stojanovic, ma prima Perez e poi Antonsson sventano. Poi 15 minuti stellari di grande Lazio danno la svolta definitiva alla partita: il primo gol è merito di Candreva che parte dalla trequarti e spara in porta, Stojanovic respinge sull'accorrente Klose che torna al gol dopo 141 giorni (Lazio-Inter del 15 dicembre). Il gol anziché scuotere il Bologna mette ancora più pepe alla manovra biancoceleste che in due-tre tocchi arriva sempre dalle parti di Stojanovic.

Tocca però a Hernanes, altro redivivo, rubare la scena al 31' con un gol-capolavoro. Il brasiliano prende la palla centrocampo, si accentra, prende la mira e piazza la palla all'angolino sotto la traversa: 2-0. Ma lo show è solo all'inizio, perché subito dopo tocca a Candreva colpire la traversa prima del terribile uno-due del tedesco che di fatto chiude la partita. La ripresa serve solo a festeggiare l'attaccante tedesco che mette a segno altri due reti prima di godersi la meritatissima standing ovation per un'impresa che rimarrà negli almanacchi.


Da Lazionews24:

Non ci sono aggettivi per descrivere l'attaccante tedesco che in una sola partita riesce a zittire anche i più scettici. Nelle ultime settimane si parlava di un Klose scarico e poco motivato dopo il ritorno dall'infortunio. Ma ancora una volta il Panzer ha risposto sul campo a suon di gol, questa volta i titoli sono solo per lui e per la grande prova che ha fornito contro il Bologna di Pioli. Cinque gol che non possono passare inosservati, soprattutto in Germania, dove Klose è sicuramente uno dei giocatori più amati dal popolo tedesco. La Bild titola "Klose-Explosion". Mentre bz-berlin.de parla di un "Klose che entra di diritto nella storia grazie ai cinque gol di oggi". Ma non solo in patria, i complimenti per Miro arrivano da tutta Europa. La BBC gli dedica la prima pagina della sezione sportiva, Marca.com titola "Cinco de Klose!", mentre El Mundo Deportivo "Manita historica de Klose". In Francia l'Equipe titola "Quintuplé pour Klose". Insomma non ci sono dubbi: grazie a Miro Klose questo 5 maggio resterà nella storia del calcio italiano ed Europeo.


Da Il Tempo:

Silvio Piola, Giorgio Chinaglia, Bruno Giordano, Beppe Signori. Sono loro che hanno riempito le pagine della storia della Lazio. Oggi a vestire la maglia biancoceleste c'è un altro grande campione che merita di essere aggiunto a questa prestigiosa lista: Miroslav Klose. La sua vita è raccontata nel libro di Stefano Cieri "Klose dell'altro mondo. Miro, il pescatore del gol". Miro nasce il 9 giugno 1978 a Opole in Polonia, a pochi chilometri dal confine con Germania e Repubblica Ceca. Sono gli anni dei due grandi blocchi: l'ovest liberale e filoamericano, l'est, di cui la terra polacca faceva parte, filorusso e comunista. Di lì a poco, tutto sarebbe cambiato. Nello stesso anno il polacco Karol Wojtyla viene eletto Papa diventando uno degli artefici del crollo del sistema socialista. Negli stessi anni in Polonia Lech Walesa guida il movimento per i diritti civili denominato Solidarnosc. Tutto questo processo di cambiamento culminerà l'8 novembre 1989, con la caduta del muro di Berlino che darà inizio a una nuova era. In questo difficile contesto, Miro vive i suoi primi anni. I genitori sono due sportivi, la madre giocatrice di pallamano, il padre calciatore. Proprio grazie alla professione del papà, i Kloze, questo il nome originario, si trasferiscono in Francia per sei anni, prima di far ritorno, nel 1984 a Opole per poi stabilirsi a Kusel, nella Germania dell'ovest, grazie a una legge che consentiva la possibilità di prendere la cittadinanza tedesca alle famiglie di origine germanica. I continui trasferimenti, le difficoltà nel parlare lingue diverse, il vivere, di fatto, da profughi, segnano profondamente il carattere di Miro. Carattere che negli anni seguenti lo aiuterà a non farsi travolgere dall'improvvisa notorietà. Klose arriva tardi nel calcio che conta ma la tenacia e la voglia di arrivare lo portano a non fermarsi nei momenti difficili. Poi finalmente il sogno si avvera il 15 aprile del 2000 e la sua carriera spicca il volo. Gli allenatori stravedono per lui, per la sua tecnica e per il modo con cui si comporta. Rudi Voller, ex centravanti della Roma, lo convoca subito in nazionale, dove Klose scrive le pagine più importanti della sua vita da calciatore a colpi di gol e di record. Miro adesso sta vivendo una seconda giovinezza in Italia, alla Lazio, dove è diventato subito l'idolo dei tifosi a cui ha ridato entusiasmo e speranza e che da lui si aspettano ancora tanto.


Dalla Gazzetta dello Sport:

Conoscendo il carattere di Miroslav Klose, il momento più bello del suo post-partita non sarebbe stato quello delle celebrazioni a cui erano pronti i giornalisti in zona mista. Poco più in là, invece, c'erano dei bambini che gli hanno chiesto una foto: si sono messi in posa, con il gesto del "cinque", Miro ha sorriso, firmato le maglie e se n'è andato, facendo rotolare il suo trolley dove forse dentro c'era anche il pallone di Lazio-Bologna. Uomo taciturno prima che bomber: uno che parla poco e che, fino a ieri, segnava ancora meno. Miro, nelle uniche interviste inevitabili, si è limitato a ringraziare i compagni, ma sono loro a ringraziare lui. Non lo ringrazia Senad Lulic, ma il bosniaco ma fa una battuta che spiega tutto: "Come stava Miro dopo la partita? Sereno e tranquillo, come sempre". Ciani, sul suo profilo twitter, scrive cinque volte il nome di Klose: "Molto bravo Miro Klose per i suoi cinque gol", twitta invece Louis Saha, che chissà se di gol ne segnerà uno da qui a fine stagione. Luis Cavanda, che insieme non ci giocherà più, si limita a un "[[Klose|Miroslav KLOSE". Vlado Petkovic, infine, non è un tipo da dispensare complimenti urbi et orbi: forse glieli farà stamattina in privato, o forse non glieli farà per niente. "È stato importante che tutta la squadra gli abbia dato la possibilità di segnare cinque gol", dice il tecnico, che più di tutti e solo meno di Klose stesso ha sofferto in questi quattro mesi e mezzo di astinenza.

Il più loquace diventa così Sergio Floccari, quello che gli ha giocato più vicino e che non era più abituato, visto che col modulo pre-Bologna uno escludeva l'altro: "Miro è abituato a fare queste cose, è un campione, con una mentalità incredibile. Al di là delle qualità che tutti conosciamo è molto intelligente, quindi è facile giocare con lui". Non parlano i giovani come Antonio Rozzi (osannato dalla Nord dopo il rinnovo del contratto), ma il fatto che abbia scelto il 25 una volta saputo che Klose lo avrebbe lasciato è un atto di venerazione. Basta digitare la parola "Klose" su twitter ed escono centinaia di commenti al minuto, da tutto il globo, in tutte le lingue. Scontato che l'eco della cinquina arrivasse anche in Germania: giornali, ma anche pagine personali di tifosi del Bayern Monaco (che non lo dimenticano) sono pieni del suo nome o della sua foto. Ah, in tutto ciò la Lazio è tornata a vincere dopo quattro partite e a segnare dopo tre. Ed è passata quasi inosservata la perla di Hernanes: non era facile.




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