Pericle Pagliani e le vittorie nel Campionato Nazionale di Cross Country


Pericle Pagliani
Il Re d'Italia Vittorio Emanuele III in un'immagine d'epoca
Fonte: Ministero dell'Interno
In questa foto si riconosce Pericle Pagliani, con il numero 23, dopo il Cross Country Nazionale del 1908 da lui vinto. Con il numero 25 si riconosce l'altro atleta della Lazio Steffenini che giungendo 4° contribuì alla vittoria a squadre.
"Il Ginnasta" di novembre-dicembre 1908 pag. 220 racconta l'evento
"Il Ginnasta" di novembre-dicembre 1908 pag. 221
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Da "La Stampa Sportiva" del 22/11/1908 il racconto dell'impresa di Pericle Pagliani

Stagione

Pericle Pagliani, forte Podista della S.P. Lazio nel primo decennio del 1900, si aggiudica le prime due edizioni del Campionato Nazionale di Cross Country, la prima disputata l'11 novembre 1908 e la seconda l'11 novembre del 1909. Le due date corrispondono al genetliaco di Vittorio Emanuele III e le gare si svolgono sotto il patrocinio del Duca di Sparta, principe ereditario del Regno greco.


Tratto dai numeri 13-15 de "Il Ginnasta" di novembre e dicembre 1908, il racconto della prima gara di corsa "Cross-Country" nazionale podistica per la conquista della coppa "Challenge" donata da S. A. R. il principe ereditario di Grecia, duca di Sparta, alla Federazione Ginnastica Italiana.


L'origine ed il concetto informatore di questa solenne manifestazione ginnica, svoltasi in Roma il giorno 11 dello scorso novembre, genetliaco di S. M. il Re, le hanno conferita una specialissima importanza; onde è che, sotto tale duplice aspetto, essa ben va distinta da tutte le altre del genere. Correndo l'anno 1895 il nostro Augusto Sovrano che - essendo ancora Principe Ereditario, già aveva, da studioso, visitata la classica terra dell'Ellade - volle, quale Re d'Italia, rendere visita ufficiale alla nobile nazione greca ed al suo Monarca. Non è ancora del tutto spenta l'eco delle accoglienze entusiastiche che accolsero allora il giovine nostro Re, e fra le tante dimostrazioni festose che tali accoglienze resero caratteristiche e indimenticabili, speciale importanza ebbero i ludi ginnici svoltisi nello Stadio Panatenaico di Atene, in presenza dei Reali d'Italia e di Grecia e di tutto un popolo plaudente. Fu in quell'occasione che il nostro Augusto Sovrano, per dare un segno tangibile di quanto Egli altamente apprezzi l'educazione fisica, che in tanto onore venne tenuta dai Romani e dai Greci antichi, volle offrire un'argentea Coppa alla cui conquista solo cittadini greci potevano concorrere, in una gara di Cross-Country la quale si svolse con esito brillantissimo.

Tale avvenimento, ispirandosi ad un pensiero squisitamente gentile, intese ricordare S. A. R. il duca di Sparta, principe ereditario di Grecia e presidente del Comitato olimpico di Atene, con l'offrire alla Federazione Ginnastica Italiana un'artistica Coppa Challenge per una simile gara da aver luogo ogni anno, in Roma, fra ginnasti di nazionalità italiana appartenenti a Società iscritte alla nostra Federazione. La Presidenza Federale, grata all'Augusto Principe donatore, che dell'educazione fisica è grande Mecenate, e conscia in pari tempo del dovere che le incombeva, volle che la gara perpetua per la coppa del duca di Sparta avesse luogo ogni anno in un giorno solenne pel popolo italiano, e scelse fra tutti quello in cui ricorre il genetliaco di S. M. il Re d'Italia, presidente onorario delle nostra Federazione. E' così che la prima, nella serie, di tali gare importantissime fu stabilita pel giorno 11 dell'anno corrente, e nulla dalla Presidenza venne trascurato perché essa assumesse il carattere di vera solennità. Alla Commissione Tecnica Federale venne affidato il non facile compito dell'organizzazione e si volle che la Gara fosse posta sotto il patronato di un Comitato d'onore composto di chiarissimi personaggi del mondo politico, della scienza e dell'aristocrazia romana, presieduto da S. E. il ministro della Pubblica Istruzione ed avente a vice-presidenti il sindaco di Roma, il ministro di Grecia ed il presidente della Federazione Ginnastica Italiana.

L'opera attiva della Presidenza e della C. T. Federale ebbe a coronamento il più lusinghiero dei successi; sicché a buon diritto può dirsi che la prima gara di Cross-Country per la coppa di S. A. R. il principe ereditario di Grecia segnerà una data nei fasti della nostra Federazione. Il giorno 11 novembre 1908 il sole augurale d'Italia, quasi volesse mettere a maggior prova la resistenza fisica dei concorrenti, non si mostrò nel suo abituale tepore autunnale, e si nascose tra dense nubi minacciose di pioggia torrenziale. Ma di tale contrarietà meteorologica, nonché contrariati, furono quasi lieti i baldi giovani concorrenti animati dall'entusiasmo di disputarsi un premio di così grande valore morale quale la coppa del duca di Sparta. Erano i campioni delle tre seguenti valorose società: "Lazio" di Roma, "Virtus" di Bologna, e "Virtus" di Roma. Nonostante la pioggia insistente erano presenti alla partenza molti cultori dello sport podistico ed anche non pochi curiosi, addimostrando tutti il maggior interesse per il risultato dell'importante manifestazione. Il servizio sanitario era stato affidato alla Croce Verde Romana. Funzionava da direttore della gara il cav. prof. Cesare Tifi, presidente della C. T. Federale; da presidente della Giuria il cavalier uff. Fortunato Ballerini, membro della Presidenza Federale; da segretario l'egregio professore signor Domenico Luzzi. L'incarico delicato di giurati era stato poi affidato ai signori Amadei, Agrestini, Baccani, Caccialupi, Del Papa, Luzzi, Marini, Minghetti, Pagani, Paltrinieri e Piccirilli.

Giudici di arrivo erano i signori: prof. cavaliere Angelini Sante, dott. Gualdi e professor Brignoli. Da cronografista e starter funzionante il signor Baccani. Alle 10, 1' e 5", presenti la Giuria e lo starter-cronografista, i concorrenti, appartenenti alle tre società dianzi nominate, si lanciarono animosi nella direzione del Ponte Milvio, alla conquista dell'ambita Coppa, che di tanto onore doveva tornare alla società vincitrice. Lungo tutto il percorso erano scaglionati gli ispettori, tra i quali i signori Amadei e Marini avevano l'incarico, nelle località presso il fiume Aniene ed al Poligono militare, di applicare il timbro sul numero distintivo dei vari concorrenti a misura del loro passaggio durante la corsa che riuscì emozionante e contrastata. Il tempo, sempre pessimo, col trasformare quasi in pantano il suolo, rese assai difficile e faticoso il percorso stabilito; ma, neppure ciò valse a disanimare i concorrenti e l'arrivo ebbe luogo nelle migliori condizioni possibili sul Viale Parioli, a poca distanza dal punto che era servito di partenza. Il presidente della Giuria, coadiuvato dal direttore della gara cav. prof. Cesare Tifi, dopo avere inteso il rapporto degli ispettori, dei ginnasti e dei controlli, constatò la regolarità e la perfetta organizzazione della Gara, che non diede luogo a reclamo di sorta. Tal fatto torna di grande onore alla C. T. federale nonché a tutti coloro che a tale ottima organizzazione cooperarono.

Alle ore 15 dello stesso giorno, nell'Aula Magna dell'Ateneo Romano, ebbe luogo, in forma solennissima, la premiazione dei vincitori. L'austerità del tempio della scienza dove la cerimonia si svolse, 1' eleganza severa dell'addobbo della sala grandiosa, la presenza di un pubblico numeroso ed elettissimo di cui, oltre gl'invitati, facevano parte anche moltissimi studenti universitari delle varie Facoltà: tutto concorreva a dare alla cerimonia quel carattere appunto che era nel pensiero della Presidenza Federale dovesse essa assumere, perché tutti comprendessero che, mentre s'intendeva fare omaggio doveroso (li riconoscenza all'Augusto Principe donatore della Coppa ed ispiratore della gara intitolata all'Augusto nostro Sovrano, si voleva in pari tempo che tutti, specie la gioventù studiosa presente, comprendessero il significato intimo della cerimonia: che l'avvenire cioè e la grandezza futura della patria riposa sulla maggior somma di energie, non solo intellettuali, ma anche fisiche, di tutti i suoi figli; e come nel massimo sviluppo armonico di tali due efficienze stia la vera sapienza di un sistema educativo della gioventù, quali i tempi impongono. Alle ore 15 precise del giorno suddetto, S. E. Metaxas, ministro di Grecia e rappresentante ufficiale, alla cerimonia, di S. A. R. il duca di Sparta, fece il suo ingresso all'Ateneo Romano accompagnato dal console generale cav. uff. Intrigila. Il Ministro ed il Console della nazione amica, vennero ricevuti, al suono dell'inno greco, dal presidente della Federazione senatore Todaro e da una rappresentanza del Consiglio di Presidenza composta del cav. prof. Angelini e dell'economo federale cav. uff. Fioravanti (il quale anche in quest'occasione seppe disimpegnare egregiamente il suo ufficio) nonché dal direttore della Gara cav. prof. Tifi, dal presidente della Giuria cav. uff. Ballerini, dal dott. Gualdi ed altri personaggi.

Con poco intervallo di tempo giunsero prima il sindaco di Roma signor Nathan, quindi S. E. il ministro della Pubblica Istruzione on. Rava, accolto al suono della Marcia Reale. A ricevere il Ministro e il primo Magistrato di Roma si trovarono il senatore Todaro, il rettore dell'Università prof. Tonelli e la rappresentanza del Consiglio della nostra Federazione. L'on. Rava sedè al posto d'onore avente accanto il Sindaco, il Ministro ed il Console di Grecia, numerosi membri del Comitato d'onore tra cui i senatori principe Colonna d'Avella, principe Odescalchi e Cefaly; gli onorevoli conte Ravaschieri, prof. Celli, prof. Brunialti e principe di Scalea; il conte di Sammartino e molte altre spiccate notabilità tra cui il comm. Vittore Ravà ed il colonnello comm. Icilio Casali. Al banco della presidenza sedeva l'on. senatore Todaro, il presidente della giuria cav. Ballerini e il presidente della C. T. cav. Tifi. Si levò primo a parlare S. E. il Ministro di Grecia che, in lingua italiana, portò il saluto di S. A. R. il duca di Sparta da lui rappresentato, compiacendosi vivamente dell'esito brillante della gara e ricordando i vincoli di simpatia che legano il popolo greco al popolo italiano. Calorosi applausi fecero eco alla chiusa di S. E. Metaxas, mentre la musica degli allievi carabinieri intonava l'inno greco. Prese quindi la parola S. E. l'on. Rava, ministro della pubblica istruzione, il cui breve ma eloquentissimo discorso, pieno di calore ed ispirato ad alti sentimenti, fu coronato da fragorosissimi applausi di tutti i presenti, mentre le note marziali dell'inno reale italiano si ripercuotevano sotto le arcate imponenti dell'atrio dell'Università.

Non meno calorosi applausi riscossero le belle parole del Sindaco di Roma, cui fece seguito, ascoltato con la massima attenzione, il discorso del rettore dell'Università, prof. Tonelli, vivamente applaudito dal pubblico e dagli studenti, specie quando accennò all'intimo legame che passa tra l'educazione intellettuale e quella fisica della gioventù. Felicissimo, come sempre, fu l'on. Brunialti, il quale, con slancio e colorita parola, fece ai giovani un caldo appello, perché sentano nell'intimo del loro animo tutta l'importanza di quell'educazione fisica per cui, oltre l'ingegno, furono grandi i fortissimi padri nostri. Si levò in ultimo a parlare l'illustre presidente delle Federazione on. senatore Todaro, il quale pronunziò il seguente discorso:

"Eccellenze, Signori, S. A. R. il duca di Sparta, principe ereditario di Grecia, si è compiaciuto comunicarci che, in occasione della visita del nostro Augusto Sovrano alla capitale ellenica, il Comitato olimpico d'Atene, di cui egli è Presidente, istituì una gara di Cross-Country da competersi tutti gli anni nello Stadio Panatenaico, attribuendo come palio l'argentea coppa Challenge, che S. M. il re d'Italia si degnò destinare a tale scopo. Col plauso di tutto il Comitato Olimpico, ed a ricordo imperituro della presenza del nostro Augusto Sovrano ai Giuochi olimpici, che si svolsero in suo onore nello Stadio panatenaico, S. A. R. il duca di Sparta ha voluto far dono alla nostra Federazione di una coppa Challenge, esprimendo il desiderio che essa venisse destinata a premio di una simile gara annuale in Roma, fra le società iscritte alla nostra Federazione. La Federazione ginnastica italiana, accogliendo entusiasticamente tale proposta, ha istituito, a sua volta, in Roma, una corsa di Cross-Country per la conquista della coppa del Principe Ereditario di Grecia; gara da ripetersi perennemente nel giorno in cui, ogni anno, tutta Italia festeggia il genetliaco del nostro Augusto Sovrano. Ed ora siamo lieti di poter comunicare come questo primo esperimento sia riuscito assai soddisfacente, e lascia sperare che la Cross-Country possa divenire, ogni anno, una manifestazione sempre più importante della Federazione ginnastica italiana."

Riconoscenti a S. A. R. il duca di Sparta, anche per essersi fatto rappresentare ufficialmente a questa odierna solenne cerimonia da S. E. Metaxas, ministro di Grecia, noi rendiamo contemporaneamente pubbliche azioni di grazie a S. M. il re d'Italia ed a S. M. la regina Margherita che, con i loro doni, vollero accrescere importanza e solennità a questa gara. Ringraziamo pure le LL. Ecc. il Ministro della pubblica istruzione e della guerra, e il Presidente dell'Istituto nazionale di educazione fisica, che vollero anch'essi concorrere con doni. Siamo poi molto grati a Voi, illustri signori, che, consci della grandezza della patria e dei bisogni della società attuale, siete venuti a spronare, con la vostra presenza, il valore dei nostri baldi giovani. Fra tutti gli esercizi della ginnastica libera, la corsa Cross-Country è l'esercizio più naturale e forse il più utile. Questo esercizio ha il fascino della suggestione collettiva e, tenuto nei suoi giusti limiti, come noi abbiamo fatto, spiega una grande influenza fisiologica e psicologica sull'individuo: da un lato aumenta il ricambio molecolare del corpo, favorendo la respirazione e la circolazione; dall'altro, per la lasciata libertà d'azione all'individuo, sviluppa in esso lo spirito d'iniziativa, la prontezza dell'azione, necessaria per avere un rapido effetto, e il sentimento della responsabilità personale che lo chiama a cooperare coi compagni d'azione nello sforzo per raggiungere la vittoria.

Queste qualità psichiche, se sono utili, e direi anco necessarie, in tutti gli atti della vita, lo sono in sommo grado in quella militare, come hanno dimostrato i Giapponesi nell'immane guerra co' Russi. E però noi introduciamo, con vero compiacimento, la gara di Cross-Country nelle nostre Società. Già da lungo tempo siamo stati fautori dei giuochi ed esercizi liberi, poiché siamo convinti che essi costituiscono un complemento necessario della ginnastica metodica. Alla precisione negli atti della vita, e al vero sentimento dell'ubbidienza che conferisce al nostro spirito la ginnastica metodica, precisione ed ubbidienza che sono il fondamento della disciplina e dell'ordine, si aggiungono l'iniziativa, la prontezza e il sentimento della responsabilità, che vengono sviluppati dagli esercizi liberi, ed in particolar modo da quello di Cross-Country. Così, a nostro avviso, si può raggiungere una completa educazione fisica della gioventù; e in ciò sta il fondamento di una vera educazione liberale e democratica. Io son convinto che l'indirizzo democratico della civiltà presente spinga a dare importanza alla libertà dell'individuo, anche quando è sotto le armi; ma sono altresì convinto dell'importanza massima che hanno l'ordine e la disciplina militare sull'educazione del popolo; e quindi l'opera della Federazione ginnastica italiana, che mira a sviluppare nei giovani, col sentimento della libertà anche quello dell'ubbidienza, della disciplina e dell'ordine, deve esser preso nella più seria considerazione, nonché opera altamente patriottica e sociale. Intanto questa gara di Cross-Country, che si svolgerà perennemente ogni anno in Roma e ad Atene, richiama alla mia mente la grandezza dei due antichi popoli che portarono la civiltà in tutto il mondo; e sono felice di potere in questo momento, da questa alma Roma, mandare il nostro reverente saluto a S. A. R. il duca di Sparta.

Quando il Presidente Federale ebbe cessato il suo dire, in mezzo ad una viva e insistente ovazione, il presidente della Giuria cav. Ballerini, con elegante parola fece ai presenti la relazione del risultato della Gara; dopo di che si procedette alla premiazione dei vincitori. Quando venne proclamato il nome della Società vincitrice, la "Lazio" di Roma, e del suo primo campione sig. Pagliano (Pagliani n.d.a.), scoppiarono nuovamente gli applausi e S. E. il ministro Rava, dietro invito del senator Todaro, volle di sua mano consegnare al vincitore la Coppa del duca di Sparta; Coppa che, a buon diritto, formerà oggetto d'orgoglio per la Societa "Lazio" che seppe conquistarla, con merito tanto maggiore in quanto da tutti venne riconosciuto il valore delle altre due Società concorrenti e dei rispettivi campioni. Finita la distribuzione dei premi, S. E. il Ministro della pubblica istruzione, il Ministro ed il Console Generale di Grecia, col presidente della Federazione, lasciarono, in mezzo agli applausi, la sala della cerimonia; applausi che si ripeterono incessanti e calorosi anche al di fuori della stessa, da parte della gioventù studiosa, mentre dal grandioso atrio dell'Ateneo romano, l'eccellente musica della legione allievi carabinieri faceva echeggiare sotto le arcate dell'imponente edifizio le note dell'inno greco alternate a quelle dell'inno italiano. Così ebbe termine, dopo essersi svolta nel modo più solenne e con magnifico successo, la prima gara per la coppa di S. A. R. il duca di Sparta; gara destinata a rinnovare, ogni anno, nel giorno genetliaco del nostro Augusto Sovrano, i sentimenti di simpatia che legano le due nazioni amiche d'Italia e di Grecia e le rispettive dinastie.



Risultato individuale
N. Atleta Società Tempo
1. Pagliani Pericle Soc. "Lazio" di Roma in 26' 37''
2. Augusto Cocca Soc. "Lazio" di Roma in 27' 2''
3. Fava Aduo Società "Virtus" di Bologna in 28' 7''
4. Steffenini Società "Lazio" di Roma in 28' 37''
5. Brunner Società "Lazio" di Roma in 29' 2''
6. Bitetti Società "Lazio" di Roma in 29' 7''
7. Montanucci Società "Virtus" di Roma in 29'' 12''
8. Mariani Società "Lazio" di Roma in 29' 26''
9. Girotti Società "Virtus" di Bologna in 29' 32''
10. Signoretti Società "Virtus" di Roma in 29' 37''
11. Pace Società "Virtus" di Roma in 30' 7'
12. De Maria Società "Virtus" di Bologna in 30' 11''
13. Mencaglia Società "Lazio" di Roma in 30' 22''
14. Presciutti Società "Virtus" di Roma in 30' 47''
15. Petrucci Società "Lazio" di Roma in 31' 10''
16. Zucchi Società "Virtus" di Bologna in 31' 47''
17. Speranza Società "Virtus" di Roma in 31' 52''
18. Natali Società "Virtus" di Bologna tempo massimo
19. Cruciani Società "Virtus" di Roma tempo massimo
20. Cremas Società "Lazio" di Roma tempo massimo
21. Boscacci Società "Virtus" di Roma tempo massimo
22. Malaguti Società "Virtus" di Bologna tempo massimo
23. Giulli Società "Virtus" di Bologna tempo massimo
24. Malnate Società "Lazio" di Roma tempo massimo
25. Beccalli Società "Virtus" di Roma tempo massimo
26. Maro Società "Lazio" di Roma tempo massimo


Classifica delle squadre


Società podistica "Lazio" di Roma:
Atleta Punti
Pagliani punti n. 1
Cocca punti n. 2
Steffenini punti n. 4
Brunner punti n. 5
Bitetti punti n. 6
Totale punti: 18
Prima classificata.
Assegnata la Coppa di S. A. R. il Duca di Sparta
e la medaglia d'oro di S. M. il re d'Italia
Società ginnastica "Virtus" di Bologna:
Atleta Punti
Fava punti n. 3
Giratti punti n. 9
De Maria punti n. 12
Zucchi punti n. 16
Natali punti n. 18
Totale punti: 58
Seconda classificata.
Assegnata medaglia d'oro di S. E.
il ministro della pubblica istruzione.
Società podistica "Virtus" di Roma:
Atleta Punti
Montanucci punti n. 7
Signoretti punti n. 10
Pace punti n. 11
Presciutti punti n. 14
Speranza punti n. 17
Totale punti: 59
Classificata terza.
Assegnata medaglia d'oro
dell'Istituto nazionale d'educazione fisica




Premi individuali

  • Pagliani, primo premio, orologio di S. M. la regina madre.
  • Cocca, secondo premio, orologio del sindaco di Roma.
  • Fava, terzo premio, medaglia d'argento del Ministero della guerra.
  • Steffenini, quarto premio, medaglia vermeil del prof. Aldo Boiti.
  • Brünner, medaglia grande d'argento della Federazione ginnastica italiana.
  • Bitetti, idem.

A tutti gli altri, fino al 18° compreso, medaglia d'argento piccola della Federazione ginnastica italiana. A tutti gli altri giunti in tempo massimo, cioè fino al 26° compreso, diploma della Federazione ginnastica italiana.


In occasione della prima Gara di Cross-Country, tenuta in Roma il giorno 11 novembre, ed avente a premio la Coppa challenge di S. A. R. il Principe Ereditario di Grecia, la Presidenza Federale inviava i seguenti telegrammi:


S. A. R. il Duca di Sparta - Atene.

Momento consegna Coppa Società Lazio vincitrice, mandiamo V. A. R. nostro reverente saluto.

RAVA, ministro della Pubblica Istruzione - NATHAN, sindaco di Roma - TODARO, presidente della Federazione Ginnastica Italiana.


A questo telegramma, S. A. R, il Principe Ereditario di Grecia, così si compiacque rispondere personalmente:


Senatore Todaro Presidente Federazione Ginnastica Italiana - Roma.

Ringrazio e felicito la società vittoriosa "Lazio".

DUCA DI SPARTA


Nella stessa circostanza, la Presidenza Federale, per ringraziare la Regina Madre del bellissimo dono offerto alla Gara in parola, spediva alla Marchesa di Villamarina un telegramma così concepito:


Marchesa Villamarina - Dama d'onore di S. M. la Regina Madre.

Premio S. M. la Regina Madre conquistato Società Lazio. Prego ringraziare Maestà Sua nome Federazione Ginnastica Italiana.

TODARO, presidente


In occasione del genetliaco di S. M. il Re, la Presidenza ínviava il seguente telegramma:


Generale Ponzio Vaglia ministro Real Casa - Roma.

In questo giorno in cui tutta Italia festeggia genetliaco Augusto Sovrano, prego V. E. presentare S. M. rinnovati sentimenti devozione Federazione Ginnastica Italiana.

TODARO, presidente.




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