Bitetti Olindo


Olindo Bitetti negli anni '20
Dal libro "Il nido dell'Aquila" di Emilia Corelli
Olindo Bitetti
La tessera di Olindo Bitetti
(gent.conc. Antonio Buccioni)
la tessera di Olindo Bitetti
(gent.conc. Antonio Buccioni)
Un breve ritratto di un giornale del 1912

In forma non ufficiale fu uno dei fondatori della Lazio ma non figura come tale in quanto la sua età, 13 anni e 5 mesi, non gli consentì di far parte giuridicamente di una società. Nato a Caserta il 6 maggio 1886 da Emilio Bitetti, è uno dei Fondatori della Lazio. Determinante nella scelta del nome della Società Podistica biancoceleste. E' nella formazione che disputò il primo derby in Piazza d'Armi contro la Virtus. Come atleta ha militato nella squadra di pallanuoto biancoceleste. In qualità di dirigente e vice-presidente, è stato sempre presente in ogni momento della storia della società con passione e fedeltà uniche. E' stato il primo Presidente del Comitato Regionale Laziale del calcio all'atto della sua costituzione (1909), l'attuale Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti. Nel 1912, mentre è corrispondente di guerra nei Balcani, è eletto vicepresidente della Sezione sportiva della S.P. Lazio. Durante il 1° conflitto mondiale andò al fronte con il grado di sottotenente e si distinse come pilota di aerei da combattimento, venendo promosso a tenente.

Ha personalmente risolto problemi di fondamentale importanza per l'esistenza stessa della Lazio. Fu il promotore della creazione del campo sportivo della Rondinella e quindi nel 1923 l'ideatore e primo Presidente del Circolo Canottieri Lazio. Molto attivo anche a livello di polisportiva, specialmente nelle Sezioni di Nuoto, Pallanuoto e Canottaggio , è stato Presidente Generale della Società nel 1959 raccogliendo tale eredità da Antonio Cremisini, e va ricordato tra le figure esemplari del mondo biancoceleste e a lui si deve immensa gratitudine. Muore il 22 maggio del 1973.

E' stato Presidente della F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto) dal 1937 al 1940. Il 25 febbraio 1970 il Consiglio Nazionale del C.O.N.I. gli assegna la Stella d'oro al merito sportivo.

Giornalista professionista, è stato redattore ed inviato speciale, soprattutto in zone di guerra, per il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport ed inoltre è stato direttore del Popolo. Fu anche autore di libri tra cui uno dal titolo evocativo: "Salti, voli e passioni di aquilotti. Avventure fuori nido" edito nel 1918.

Alcune volte, da atleta, usava lo pseudonimo Niger per l'iscrizione alle gare.





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