Simeone Diego Pablo


Diego Pablo Simeone
Simeone in azione
Simeone nel Pisa
Diego Pablo Simeone
Una famosa immagine di Simeone
L'esultanza dopo una marcatura
Diego Simeone

Diego Pablo Simeone, centrocampista, detto "El Cholo", è nato in Argentina, a Buenos Aires, il 28 aprile 1970.

Fa il suo esordio all'età di diciassette anni con la maglia del Velez Sarsfield, nella massima serie argentina, squadra in cui resterà per tre stagioni giocando 76 partite e mettendo a segno 14 reti. Il presidente del Pisa, il vulcanico Romeo Anconetani, intuisce le grandi potenzialità del giocatore e nel 1990 lo porta in Italia. In Toscana resterà per due stagioni giocando 55 gare e segnando 6 reti tra Serie A e Serie B. Proprio la retrocessione convince Anconetani a vendere Simeone al Siviglia. In Spagna disputa due campionati nella squadra andalusa e viene impiegato in 64 gare e segna 12 volte. Il Siviglia cede alle insistenze dei dirigenti dell'Atletico di Madrid e nel 1994/95 veste la maglia biancorossa. Nella capitale spagnola Simeone resterà per tre stagioni, vincendo uno Scudetto e giocando complessivamente 98 partite e segnando l'incredibile cifra, per un incontrista, di 21 reti, 12 delle quali nella stagione 1995/96.

L'Inter del presidente Moratti e dell'allenatore Luigi Simoni decidono di accaparrarsi questo formidabile centrocampista e il giocatore fa ritorno in Italia. Nella squadra nerazzurra, dopo un periodo negativo, il calciatore diviene un elemento fondamentale e in due campionati gioca 57 gare realizzando 11 reti. Contribuisce alla vittoria della Coppa UEFA nel 1998 con il goal della qualificazione alla semifinale contro lo Strasburgo. Nel 1999 Moratti, nella sua insopprimibile esigenza di comprare campioni, acquista per una cifra enorme Christian Vieri dalla Lazio. Come parziale contropartita vende alla Società romana anche Simeone e l'affare lo fa la Lazio. Appena giunto, infatti, fa in tempo a vincere la Supercoppa Europea contro il Manchester United a Montecarlo, sostituendo Nedved al 66' e il giocatore, con Eriksson, trova una posizione a centrocampo che gli permette di esprimere tutto il suo potenziale atletico, tattico e tecnico.

Il 2 aprile 2000, con i biancocelesti distanziati di 6 punti dalla Juventus a 7 giornate dalla fine del Campionato, segna il goal della vittoria nello scontro diretto a Torino e sullo slancio la squadra si aggiudicherà il suo secondo Scudetto e Simeone metterà a segno altre 4 reti d'importanza vitale. Nello stesso anno la Lazio vincerà anche la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, in entrambe le occasioni battendo in finale proprio quell'Inter che aveva ceduto troppo sbrigativamente il giocatore argentino. Alla Lazio Simeone gioca per quattro stagioni, disputando 87 gare e segnando 14 reti. Nel 2003 ritornerà in Spagna nell'Atletico Madrid e vi rimane due stagioni con 36 gare e 2 reti.

Molto condizionato da numerosi infortuni chiude, infine, la sua carriera di calciatore in Patria giocando 17 partite con 2 reti, nel Racing Avellaneda. In questa squadra comincerà anche la carriera di allenatore per poi passare nel 2006 alla guida dell'Estudiantes, con cui vince il Torneo di apertura, e nel 2007 nel River Plate con il quale vince il titolo di Clausura. Nel novembre 2008 rassegna le dimissioni e ad aprile 2009 firma con il San Lorenzo de Almagro da cui si dimette un anno dopo. A gennaio 2011 torna in Italia sulla panchina del Catania. A fine campionato rescinde consensualmente il contratto e torna in Argentina alla guida del Racing Club. Nel gennaio 2012 siede sulla panchina dell'Atletico Madrid dove vince l'Europa League. Il suo capolavoro avviene nella stagione 2013/14 quando riporta l'Atletico a vincere, dopo 16 anni, il decimo titolo spagnolo. Pochi giorni dopo perde la finale di Champions League nel derby contro il Real per 4-1. Nella Nazionale del suo Paese, di cui è stato a lungo il capitano, Simeone è al terzo posto assoluto come numero di presenze con 106 gare e 11 reti.

Diego Pablo Simeone è stato un calciatore esemplare. In ogni squadra ha dato il massimo non risparmiandosi mai. Centrocampista incontrista implacabile, di complessione fisica solida (m 1,78, kg 76), non mollava mai un centimetro di campo ed era capace di opporsi a qualsiasi avversario che avanzava. Dotato di resistenza e di "cattiveria" agonistica fuori del comune, era anche molto intelligente tatticamente e spesso era anche in grado d'impostare l'azione offensiva. Una sua specialità è stata l'inserimento in area avversaria sui tiri da fermo: con tempismo eccezionale e opportunismo ha segnato reti importanti, soprattutto di testa, spuntando all'improvviso oltre lo schieramento difensivo.

Nella Lazio è ricordato per un appello fatto alla squadra negli spogliatoi di Torino prima della partita, descritta sopra, decisiva per l'assegnazione dello Scudetto, quando invitò a farsi da parte quei compagni che non avessero creduto nella rimonta e che non avessero dato il massimo. Nessuno naturalmente si defilò e la Lazio vinse.



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