Blason Giacomo: differenze tra le versioni
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Venne acquistato nel [[1934]] dalla [[Triestina]] per 175.000 lire allo scopo di sostituire [[Sclavi Ezio|Ezio Sclavi]]. Nel corso della sua permanenza alla Lazio si rivelò come uno dei portieri più continui ed affidabili della [[serie A]]. Proverbiali la sua prontezza nelle uscite e un'impressionante forza nelle gambe che gli permisero di evitare goal con balzi formidabili. Disputa 6 stagioni in maglia biancoceleste. |
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A Roma era conosciuto anche per l'amore che provava verso il suo spinone di nome ''Pilù'' da cui non si separava mai e che svolgeva gli allenamenti con tutta la squadra. Inoltre era bonariamente preso in giro dai compagni in quanto proveniva da una famiglia di falegnami che costruivano anche casse da morto. Una presenza con la Nazionale B. Nel [[1940]] venne ceduto al [[Napoli SSC|Napoli]], in seguito milita nella [[Roma]]. Con la Lazio colleziona 150 presenze in [[Campionato]]. Terminata la carriera da calciatore intraprende quella di allenatore sedendo sulla panchina di Mestrina ([[1960]]-[[1963]]), [[Spal]] ([[1963/64]]) e Savoia ([[1965]]-[[1966]]). |
A Roma era conosciuto anche per l'amore che provava verso il suo spinone di nome ''Pilù'' da cui non si separava mai e che svolgeva gli allenamenti con tutta la squadra. Inoltre era bonariamente preso in giro dai compagni in quanto proveniva da una famiglia di falegnami che costruivano anche casse da morto. Una presenza con la Nazionale B. Nel [[1940]] venne ceduto al [[Napoli SSC|Napoli]], in seguito milita nella [[Roma AS|Roma]]. Con la Lazio colleziona 150 presenze in [[Campionato]]. Terminata la carriera da calciatore intraprende quella di allenatore sedendo sulla panchina di Mestrina ([[1960]]-[[1963]]), [[Spal]] ([[1963/64]]) e Savoia ([[1965]]-[[1966]]). |
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Versione attuale delle 19:00, 31 dic 2025


Portiere, nato a Fiumicello (UD) il 19 marzo 1914 e deceduto a Monfalcone (GO) il 3 febbraio 1998.
Venne acquistato nel 1934 dalla Triestina per 175.000 lire allo scopo di sostituire Ezio Sclavi. Nel corso della sua permanenza alla Lazio si rivelò come uno dei portieri più continui ed affidabili della serie A. Proverbiali la sua prontezza nelle uscite e un'impressionante forza nelle gambe che gli permisero di evitare goal con balzi formidabili. Disputa 6 stagioni in maglia biancoceleste. A Roma era conosciuto anche per l'amore che provava verso il suo spinone di nome Pilù da cui non si separava mai e che svolgeva gli allenamenti con tutta la squadra. Inoltre era bonariamente preso in giro dai compagni in quanto proveniva da una famiglia di falegnami che costruivano anche casse da morto. Una presenza con la Nazionale B. Nel 1940 venne ceduto al Napoli, in seguito milita nella Roma. Con la Lazio colleziona 150 presenze in Campionato. Terminata la carriera da calciatore intraprende quella di allenatore sedendo sulla panchina di Mestrina (1960-1963), Spal (1963/64) e Savoia (1965-1966).
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