Varisco Ezio: differenze tra le versioni

Da LazioWiki.

Contenuto cancellato Contenuto aggiunto
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
 
(12 versioni intermedie di 4 utenti non mostrate)
Riga 1: Riga 1:
[[Immagine:Varisco.jpg|thumb|left|300px|]]
[[Immagine:Varisco.jpg|thumb|left|150px|Un articolo su Ezio Varisco]]
[[Immagine:Varisco articolo.jpg|thumb|200px|Dal Littoriale del 2 dicembre 1942]]
[[Immagine:variscez.jpg|thumb|150px|left|Ezio Varisco]]
[[Immagine:basket36.jpg|thumb|150px|left|L'arrivo a Roma, ottobre 1936]]


Cestista. Nato a Trieste il [[26 aprile]] [[1914]], figlio di Ermenegildo.
[[Immagine:varisco1.jpg|right|200]]
Si applica sin da giovanissimo in varie discipline scegliendo alla fine la pallacanestro. Entra nei quadri della Ginnastica Triestina con la quale vince due titoli italiani nel [[1932]] e [[1934]]. Nell'autunno del [[1935]] difficoltà finanziarie portano la gloriosa società sportiva alla chiusura delle sue sezioni. Passa così al G.U.F. Trieste dove disputa il campionato [[1935]]-[[1936]] al termine del quale si trasferisce a Roma per militare nella S.S. Lazio. Nella squadra diretta dall'onorevole [[Barisonzo Riccardo|Barisonzo]] rimane per due anni. Viene poi accolto sul finire del [[1938]] nella S.S.Parioli alla quale rimarrà fedele sino alla sua scomparsa. Atleta dal fisico slanciato e asciutto, dal fiato inesauribile, cestista intelligente e intuitivo, autentico uomo squadra per la sua duttilità in attacco quanto in difesa. Per lui quattordici presenze nella Nazionale italiana, con 2 campionati europei nel 1935 e nel 1937 (secondo posto alle spalle della Lituania), la partecipazione ai Giochi Olimpici di Berlino nel [[1936]].
[[Immagine:varisco2.jpg|right|200px]]
[[Immagine:varisco3.jpgright|200px]]


Maresciallo pilota aerosiluratore e poi sottotenente ottenne una Medaglia d'argento, una di bronzo e una Croce di guerra. Morì in azione di guerra nel cielo della Libia il [[24 novembre]] [[1942]].
Cestista. Nato a Trieste il [[26 aprile]] [[1914]]. Negli anni '30 militò per due anni nella Lazio Pallacanestro. Giocò nella Nazionale e partecipò alle Olimpiadi di Berlino.(Vedi box).


Maresciallo pilota aerosiluratore ottenne una Medaglia d'argento, una di bronzo e una Croce di guerra. Morì in azione di guerra nel cielo della Libia il [[24 novembre]] [[1942]].
E' sepolto a Bari nel Sacrario Militare Caduti "Oltremare".
E' sepolto a Bari nel Sacrario Militare Caduti "Oltremare".

{{-}} {{-}}

<center>
<Gallery perrow=3 caption="Galleria di immagini di Ezio Varisco" widths=270px heights=270px>
Immagine:oltremare.jpg|In questo Sacrario militare riposa Ezio Varisco
file:varisco1.jpg|La tomba di Ezio Varisco <BR> (Si ringrazia il Ten.Col. Marasco Donato)
file:varisco2.jpg|La tomba di Ezio Varisco <BR> (Si ringrazia il Ten.Col. Marasco Donato)
File:varis.jpg|Ezio Varisco ai Campionati europei di Riga del 1937 dove l'Italia vinse la medaglia d'argento. Nella formazione vi erano altri due cestisti biancocelesti: Bessi e Franceschini



</Gallery>
</center>





[[Categoria:Biografie|Varisco Ezio]]
[[Categoria:Biografie|Varisco Ezio]]

Versione attuale delle 09:44, 21 apr 2021

Un articolo su Ezio Varisco
Dal Littoriale del 2 dicembre 1942
Ezio Varisco
L'arrivo a Roma, ottobre 1936

Cestista. Nato a Trieste il 26 aprile 1914, figlio di Ermenegildo. Si applica sin da giovanissimo in varie discipline scegliendo alla fine la pallacanestro. Entra nei quadri della Ginnastica Triestina con la quale vince due titoli italiani nel 1932 e 1934. Nell'autunno del 1935 difficoltà finanziarie portano la gloriosa società sportiva alla chiusura delle sue sezioni. Passa così al G.U.F. Trieste dove disputa il campionato 1935-1936 al termine del quale si trasferisce a Roma per militare nella S.S. Lazio. Nella squadra diretta dall'onorevole Barisonzo rimane per due anni. Viene poi accolto sul finire del 1938 nella S.S.Parioli alla quale rimarrà fedele sino alla sua scomparsa. Atleta dal fisico slanciato e asciutto, dal fiato inesauribile, cestista intelligente e intuitivo, autentico uomo squadra per la sua duttilità in attacco quanto in difesa. Per lui quattordici presenze nella Nazionale italiana, con 2 campionati europei nel 1935 e nel 1937 (secondo posto alle spalle della Lituania), la partecipazione ai Giochi Olimpici di Berlino nel 1936.

Maresciallo pilota aerosiluratore e poi sottotenente ottenne una Medaglia d'argento, una di bronzo e una Croce di guerra. Morì in azione di guerra nel cielo della Libia il 24 novembre 1942.

E' sepolto a Bari nel Sacrario Militare Caduti "Oltremare".