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Iscritto nel [[1979]] alla sezione di Tivoli, cominciò in quell'anno ad arbitrare partendo dalle serie minori. Nel [[1994]] venne promosso alla [[CAN|CAN]],e nel [[1995]] esordì in [[Serie A]], in [[Sampdoria UC|Sampdoria]]-[[Brescia|Brescia]]. Finito nell'occhio del ciclone nel [[2000]] per aver annullato ingiustamente un gol a Fabio Cannavaro in [[Juventus|FC|Juventus]]-[[Parma AC|Parma]], che fece scalpore e scandalo, ma che non gli impedì, nello stesso anno, di avere la qualifica di arbitro internazionale.

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Iscritto nel [[1979]] alla sezione di Tivoli (RM), cominciò in quell'anno ad arbitrare partendo dalle serie minori. Nel [[1994]] venne promosso alla [[CAN]] e nel [[1995]] esordì in [[Serie A]], in [[Sampdoria UC|Sampdoria]]-[[Brescia|Brescia]]. Finito nell'occhio del ciclone nel [[2000]] per aver annullato ingiustamente un gol a Fabio Cannavaro in [[Domenica, 7 Maggio 2000 - Lo scandalo della rete annullata a Cannavaro|Juventus-Parma 1-1]] che fece scalpore e scandalo, ma che non gli impedì, nello stesso anno, di avere la qualifica di arbitro internazionale.
Venne designato anche per arbitrare alle [[XXVIII Olimpiade|Olimpiadi di Atene 2004]] (dove, oltre all'incontro di girone eliminatorio tra Costa Rica e Marocco -0:0- gli venne affidato anche un quarto di finale.

In serie A ha arbitrato 160 partite, e nel 2006 era stato proposto per i [[mondiali di calcio di Germania]].
Nel [[2001]] diresse la finale di ritorno di [[Coppa Italia|Coppa Italia]] tra Fiorentina e Parma, e nel [[2005]] la finale di [[Supercoppa Italiana]] tra Juventus ed Inter. Venne designato anche per arbitrare alle Olimpiadi di Atene 2004 dove, oltre all'incontro di girone eliminatorio tra Costa Rica e Marocco (0-0), gli venne affidato anche un quarto di finale.
Nel maggio del 2006, nel punto più alto della sua carriera, ad un mese dai mondiali a cui doveva partecipare, venne coinvolto nello scandalo calcistico di [[|Scandalo Moggi|Calciopoli]], a seguito di alcune intercettazioni telefoniche. Secondo queste, la sua figura sarebbe stata di primaria importanza nella CAN insieme a [[Bergamo Paolo|Paolo Bergamo]] e a [[Pairetto Pierluigi|Pierluigi Pairetto]] e di notevole peso nel cosiddetto "Sistema Moggi", e sarebbe stato anche a capo della "Combriccola Romana" formata da lui stesso, [[Rodomonti Pasquale|Pasquale Rodomonti]] e [[Palanca Luca|Luca Palanca]] (i quali sarebbero poi stati scagionati da ogni accusa). Per quanto emerso dalle indagini, la [[FIGC]] ha deciso di ritirare l'accredito di De Santis per i Mondiali, benché egli abbia difeso se stesso e la categoria arbitrale.

A luglio del 2006, per delibera della [[Commissione di Appello Federale|CAF]], venne inibito per quattro anni e sei mesi per il coinvolgimento in Calciopoli. Tale sanzione viene confermata anche nella decisione emessa dal TAR del Lazio.
In serie A ha arbitrato 160 partite e nel 2006 era stato proposto per i mondiali di calcio di Germania.
Nel Maggio [[2007]], per quanto invece concerne l'inchiesta [[Scandalo Moggi|Calciopoli]] sotto il profilo penale, la Procura di Napoli aveva chiesto il rinvio a giudizio di De Santis per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva
Nel maggio del 2006, nel punto più alto della sua carriera, ad un mese dai mondiali a cui doveva partecipare, venne coinvolto nello scandalo calcistico di [[Scandalo Moggi 2006|Calciopoli]], a seguito di alcune intercettazioni telefoniche. Secondo queste, la sua figura sarebbe stata di primaria importanza nella [[CAN]] insieme a Paolo Bergamo ed a Pierluigi Pairetto e di notevole peso nel cosiddetto "Sistema [[Moggi Luciano|Moggi]]", e sarebbe stato anche a capo della "Combriccola Romana" formata da lui stesso, Pasquale Rodomonti e Luca Palanca (i quali sarebbero poi stati scagionati da ogni accusa).
Nel [[luglio]] [[2007]], viene ufficialmente dismesso dalla [[CAN (calcio)|CAN]] A e B per motivi disciplinari.

Per quanto emerso dalle indagini, la [[FIGC]] ha deciso di ritirare l'accredito di De Santis per i Mondiali, benché egli abbia difeso sé stesso e la categoria arbitrale. A luglio del 2006, per delibera della [[Commissione di Appello Federale|CAF]], venne inibito per quattro anni e sei mesi per il coinvolgimento in Calciopoli. Tale sanzione viene confermata anche nella decisione emessa dal TAR del Lazio. Nel maggio [[2007]], per quanto invece concerne l'inchiesta [[Scandalo Moggi 2006|Calciopoli]] sotto il profilo penale, la Procura di Napoli aveva chiesto il rinvio a giudizio di De Santis per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Nel luglio [[2007]], viene ufficialmente dismesso dalla [[CAN]] A e B per motivi disciplinari.


[[Categoria:Biografie|De Santis Massimo]]
[[Categoria:Biografie|De Santis Massimo]]

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L'arbitro Massimo De Santis

Iscritto nel 1979 alla sezione di Tivoli (RM), cominciò in quell'anno ad arbitrare partendo dalle serie minori. Nel 1994 venne promosso alla CAN e nel 1995 esordì in Serie A, in Sampdoria-Brescia. Finito nell'occhio del ciclone nel 2000 per aver annullato ingiustamente un gol a Fabio Cannavaro in Juventus-Parma 1-1 che fece scalpore e scandalo, ma che non gli impedì, nello stesso anno, di avere la qualifica di arbitro internazionale.

Nel 2001 diresse la finale di ritorno di Coppa Italia tra Fiorentina e Parma, e nel 2005 la finale di Supercoppa Italiana tra Juventus ed Inter. Venne designato anche per arbitrare alle Olimpiadi di Atene 2004 dove, oltre all'incontro di girone eliminatorio tra Costa Rica e Marocco (0-0), gli venne affidato anche un quarto di finale.

In serie A ha arbitrato 160 partite e nel 2006 era stato proposto per i mondiali di calcio di Germania. Nel maggio del 2006, nel punto più alto della sua carriera, ad un mese dai mondiali a cui doveva partecipare, venne coinvolto nello scandalo calcistico di Calciopoli, a seguito di alcune intercettazioni telefoniche. Secondo queste, la sua figura sarebbe stata di primaria importanza nella CAN insieme a Paolo Bergamo ed a Pierluigi Pairetto e di notevole peso nel cosiddetto "Sistema Moggi", e sarebbe stato anche a capo della "Combriccola Romana" formata da lui stesso, Pasquale Rodomonti e Luca Palanca (i quali sarebbero poi stati scagionati da ogni accusa).

Per quanto emerso dalle indagini, la F.I.G.C. ha deciso di ritirare l'accredito di De Santis per i Mondiali, benché egli abbia difeso sé stesso e la categoria arbitrale. A luglio del 2006, per delibera della CAF, venne inibito per quattro anni e sei mesi per il coinvolgimento in Calciopoli. Tale sanzione viene confermata anche nella decisione emessa dal TAR del Lazio. Nel maggio 2007, per quanto invece concerne l'inchiesta Calciopoli sotto il profilo penale, la Procura di Napoli aveva chiesto il rinvio a giudizio di De Santis per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Nel luglio 2007, viene ufficialmente dismesso dalla CAN A e B per motivi disciplinari.